All’inizio del 2023 inaugura il nuovo Boston University Center for Computing & Data Science, un progetto all’avanguardia. Un’idea da cui prendere spunto o un’obbrobrio del design?
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Gli architetti americani di KPMB Architects hanno progettato il nuovo Boston University Center for Computing & Data Science, un’imponente struttura di 92 metri affacciata sul fiume Charles. Il progetto ha fatto discutere molto e si pone come nuovo modello di riferimento per l’architettura sostenibile.
# Un’estetica controversa ma con una logica precisa
La forma bizzarra dell’edificio ha ricevuto numerose critiche e ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica locale. Vista da fuori, l’università sembra essere composta da più piani impilati senza un ordine preciso. In realtà, i 19 piani sono disposti in modo da sporgere su tutti i lati per favorire l’esposizione alla luce solare e, insieme a una serie di lamelle di vetro diagonali poste sulla facciata, il calore e la luce vengono letteralmente ”catturate” dall’edificio. L’ordine di disposizione dei piani hanno dato anche l’opportunità di realizzare ben otto terrazze green, che forniscono uno spazio esterno per gli studenti e per il riutilizzo dell’acqua piovana.
# Com’è dentro
Lo spazio all’interno della struttura è stato suddiviso in base alle discipline accademiche: i piani inferiori sono dedicati alle facoltà di matematica e statistica, i piani intermedi per l’informatica e i piani superiori per ”il lavoro interdisciplinare e lo spazio pubblico”. Gli spazi interni comprendono 12 aule, due laboratori informatici e un bar al piano terra mentre la parte superiore della struttura sarà dotata di un padiglione e di uno spazio per l’organizzazione di eventi.
# Un’università sostenibile
Secondo il team, la neutralità ambientale dell’edificio è stata raggiunta utilizzando un sistema di riscaldamento geotermico a circuito chiuso, pannelli solari e il sistema di ombreggiamento ottimizzato fornito dalle feritoie.
Le pompe di calore geotermiche forniscono circa 300 tonnellate di capacità di riscaldamento e raffreddamento per l’edificio e non sono state collegate alle linee del gas.
Per la struttura sono stati utilizzati prevalentemente cemento Portland e acciaio, il team ha affermato che la struttura ha ottenuto una riduzione del 6% del carbonio incorporato attraverso metodi di costruzione “ottimizzati” e “acquistando acciaio dai siti di produzione meno impattanti”. Poi, secondo l’università, le riduzioni di carbonio sono state ottenute anche grazie alla collaborazione con un parco eolico nel South Dakota: “Questo parco eolico riduce le emissioni di carbonio del 53% e avvicina l’Università di Boston all’obiettivo della neutralità climatica entro il 2040”.
Insomma, questo progetto risulta essere all’avanguardia e a detta dei progettatori “l’edificio fornisce un potente esempio sia per noi stessi che per gli altri su come costruire per un futuro senza emissioni di CO2“.
Fonte: Dezeen
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JACOPO CESARETTI
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