21 febbraio 2020: Primo contagiato di coronavirus a Codogno. L’inizio della fine: da #milanononsiferma al lockdown

In sole tre settimane si passa dal non è nulla al primo lockdown della storia d'Italia. Ripercorriamo l'inizio della discesa negli inferi a Milano

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Credits: notizie.tiscali.it - Distanziamento sociale in banchina
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21 febbraio 2020. Primo contagiato di coronavirus a Codogno: l’Italia diventa il terzo Paese al mondo a registrare dei contagiati dopo Cina e Iran. All’inizio si tende a minimizzare ma è l’inizio di una reazione a catena che prima travolge Milano, poi l’Italia e infine tutto il mondo. Nel giro di appena tre settimane. Ripercorriamo l’inizio della discesa negli inferi a Milano. 

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21 febbraio 2020: Primo contagiato di coronavirus a Codogno. L’inizio della fine: da #milanononsiferma al lockdown

milano deserta
Credits: tg24.sky.it

Gli antefatti.  Il 12 gennaio 2020, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) conferma la scoperta di un nuovo coronavirus che causa di un’infezione polmonare che aveva colpito diversi abitanti della città di Wuhan in Cina. Alla fine di gennaio, in seguito agli sviluppi della pandemia in Cina, negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa vengono istituite le prime misure di diagnosi. Il 30 gennaio due turisti cinesi arrivati in Italia risultano positivi al Covid. Ma per il primo caso italiano si deve attendere ancora altre tre settimane.

21 febbraio 2020: il paziente zero.  Un uomo di 38 anni, mai recatosi in Cina ma con contatti con un amico italiano rientrato dalla Cina, si presenta all’ospedale di Codogno accusando sintomi influenzali e gli viene diagnosticata una leggera polmonite. Ritornato per la seconda volta al pronto soccorso, al peggioramento delle sue condizioni, viene sottoposto al tampone diagnostico non ancora previsto dai protocolli sanitari. Il 21 febbraio viene comunicato che l’uomo è risultato positivo al Coronavirus. 

23 febbraio: Milano chiude. Primo contagiato a Milano che decide di chiudere. Si inizia con scuole, università, teatri, cinema, musei e bar (dalle 18 alle 6). Resteranno chiuse per una settimana. I contagi in Lombardia sono già a quota 50. 

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25 febbraio 2020: la psicosi contro i milanesi. Nel giro di poche ore esplodono i contagi che sembrano quasi interamente concentrati nel milanese. Dopo le prime misure di restrizione adottate a Milano e in altre zone del Nord sale la rabbia al sud contro i viaggiatori del Nord, in particolare i milanesi, accusati di portare il virus. Ai blocchi e controlli decisi in Molise, Puglia, Calabria si aggiunge  la Basilicata, mentre si registrano episodi di intolleranza contro i milanesi in Campania e in altre regioni.

26 febbraio 2020: il mondo chiude le porte a milanesi (e italiani). Milano come Wuhan? Questo sembra al resto del mondo che considera fattore di rischio provenire da Milano. Sono già 17 i Paesi che chiudono gli accessi a viaggiatori provenienti da Milano o dall’Italia. Anche delle regioni italiane (Calabria, Campania, Molise e Basilicata) adottano la quarantena obbligatoria per chi arriva da Milano. Ma Milano risponde riaprendo: da mercoledì 26 febbraio, i locali possono rimanere aperti anche dopo le diciotto, ma solo se si effettua servizio al tavolo. Qui la cronaca di quei momenti: Cronache dalla Virus Week: torna l’APERITIVO, torna MILANO

29 febbraio 2020: i milanesi vogliono riaprire. Sondaggio tra i milanesi: 2 su 3 dicono di voler riaprire la città. Dopo i risultati inizia a circolare lo slogan #milanononsiferma che viene rilanciato dal Sindaco Sala. Sembra che la riapertura sia imminente. 

3 marzo 2020: la comunità cinese di Milano chiude le serrande. Malgrado si spinga per un ritorno alla normalità nel quartiere di Chinatown di Milano sembra di essere già in lockdown. Tutti i negozi hanno le insegne abbassate. Uno scenario che sembra apocalittico: CHINATOWN OFF-LIMITS: la comunità cinese ha abbassato le serrande

8 marzo 2020: viene “chiusa” tutta la Lombardia. Chi può scappa: in Centrale si assiste a scene apocalittiche di persone che cercano in ogni modo di lasciare Milano durante la notte precedente all’ordinanza di chiusura della regione. E la Borsa di Milano crolla: oltre -10%. 

9 marzo 2020: dopo la fuga dalla Lombardia, lockdown in tutta Italia. La trasformazione della Lombardia in zona rossa ha portato molti fuori sede a fuggire in ogni modo. Le immagini dei treni presi d’assalto e delle code in uscita dalla città fanno il giro del mondo. A quel punto diventa evidente l’inutilità di chiudere solo una regione. Il Governo annuncia il lockdown per tutta l’Italia. Il Paese resterà in chiusura totale per quasi due mesi fino alla prima parziale riapertura dal 4 maggio. 

meme coronavirus

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