La cosa che piace di più Milano è la possibilità di girare il mondo senza andare troppo lontano. Ecco 5 ristoranti etnici che proprio non puoi perderti.
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5 locali etnici imperdibili a Milano
#1 Llama Maki – via Silvio Spaventa, 1

È il primo ristorante e uramakeria Peruviana in chiave fusion basato sulla tradizione, l’originalità e l’innovazione con la professionalità di chi ha fatto della ricerca del gusto la propria professione. Ogni sera con la loro filosofia riescono a far vivere un’esperienza unica ai loro clienti accompagnandoli in un viaggio sensoriale e gustativo in cui incontreranno i sapori, le consistenze e i prodotti esotici e tradizionali che compongono la ricca cultura nikkei peruviana, senza bisogno di prendere un aereo per goderne.
Llama Maki è frutto del lavoro dello chef Gustavo Morales, che trasforma gli ingredienti peruviani di alta qualità in piatti deliziosi e ricchi di cultura. L’obiettivo è far sentire i clienti come a casa, offrendo un’esperienza accogliente e familiare. Il locale offre due diversi menù:
- Menù pranzo: durante la settimana a mezzogiorno è disponibile il Menu Business Lunch composto da piatti gustosi e diversi dal solito.
Orario Menu Business Lunch: da martedì a venerdì dalle 12.00 alle 14.45
Puoi scegliere 1 Entradas + 1 piatto principale + 1 acqua a 15€. - Menù cena: è un viaggio sensoriale e ogni morso del piatto che sceglierete di assaggiare vi farà immergere nella ricca cultura gastronomica nikkei peruviana. Orario cena: da martedì a sabato dalle 19.00 alle 22.30, domenica dalle 12 alle 14.45.
#2 Sachi – via Orefici, 26

Sachi è l’indirizzo specializzato in cucina nipponica all’ultimo piano del nuovissimo Palazzo Cordusio, parte del progetto di riqualificazione e restauro dello storico Palazzo Venezia, oggi trasformato nell’hotel 5 stelle lusso del gruppo Gran Meliá. A suggerire che questo sia un locale davvero speciale è, in primis, la posizione, a pochi passi dal Duomo e dal Quadrilatero della Moda, all’interno di una terrazza con giardino che guarda le guglie del Duomo. Sachi è il secondo locale che porta questo marchio, dopo la prima apertura avvenuta a Londra, aperto dal gruppo Sunset Hospitality Group. Un rooftop che gioca sugli elementi e gli stili classici orientali senza mai calcare la mano: il grande bancone è un’esperienza diretta con i sushimen, l’imponente bonsai centrale, i toni naturali del legno, i famosi byōbu, ovvero i tipici paraventi giapponesi formati dall’unione di pannelli decorati con pitture decorative e calligrafiche.
Sachi in giapponese vuol dire “felicità” ed è il concetto di base che guida la mano dello chef Moon Kyung Sooha che attinge a rituali e tradizioni antiche per creare il percorso gastronomico. Coreano con una formazione giapponese, lo chef Moon Kyung Sooha porta in tavola un menù che si trova a mezza via tra il pranzo ‘kaiseki’, più informale e conviviale, e la cucina degli ‘izakaya’, le classiche trattorie del Giappone. Questo stile esclusivo prende il nome di “kappo ryori”, letteralmente “tagliare e cucinare”. La carta comincia con i kobachi, antipasti come l’insalata goma di spinaci, i friggitelli verdi con miso rosso al miele e il karaage di wagyu con toro, caviale e aioli al tartufo. Non mancano poi i crudi, dalla tartare di toro al carpaccio di ricciola con miso al coriandolo e zucca giapponese. C’è anche spazio per la robata, la classica griglia, e una selezione di whisky giapponesi, sake e vini di prima classe curata dai loro sommelier.
- Menù classico: 6 portate abbinate a una selezione di 8 calici Chianti Classico e una Grande Selezione di Ricasoli, è un viaggio per immergersi nella tradizione giapponese: sugli ingredienti: dalla carne di razza rara cotta sulla griglia robata al pescato del giorno, il tutto accompagnato dalla storia della cantina guidato da esperti del settore.
- Menù Omakase: tradotto come “lascio a te la scelta,” è una cena multi-portata guidata dallo chef, ispirata alle stagioni e ai migliori ingredienti disponibili. Si svolge al bancone di fronte alla cucina a vista: è un’esperienza intima e interattiva tra ospite e chef composta da 6 portate abbinate a una selezione di 8 calici Chianti Classico e una Grande Selezione di Ricasoli guidato dallo chef.
Orari: dalle 7.00 alle 11.00, chiuso la domenica.
#3 Cittamani – piazza Carlo Mirabello, 5

La figura femminile del Buddha, espressione della saggezza: Cittamani è una parola carica di significato che dà il nome a uno dei ristoranti punto di riferimento a Milano per la cucina indiana, evocando un luogo di armonia e illuminazione culinaria. Situato nel cuore dello storico quartiere Brera all’interno di un edificio del Novecento, Cittamani è un ristorante elegante e di design in cui i materiali di pregio come l’ottone, il marmo e poi la pelle e gli specchi si sposano con i complementi e agli arredi creati artigianalmente in India. Le ampie vetrate regalano un’apertura verso l’esterno creando un continuo con la città che lo ospita e con la quale intrattiene un forte legame. Tempio gastronomico e crocevia che fonde la ricchezza culinaria dell’India moderna con quella dell’Italia contemporanea rispecchia fortemente lo spirito della sua fondatrice Ritu Dalmia.
A guidare la cucina del ristorante di Ritu Dalmia, c’è lo chef Bishnu Prasad Dhakal originario del Nepal, formatosi sotto la guida di Dalmia a partire dal 2004 presso i ristoranti Diva. Il progetto di ristorazione ha preso forma grazie al sostegno nella società sudafricana Leeu Collection e del suo fondatore, l’imprenditore di origine indiana, Mr. Analjit Singh, che ha da subito creduto nell’intuito di Dalmia.
Il menù di Cittamani propone una cucina indiana autentica e casalinga dai sapori delicati, nella quale le spezie sono utilizzate in maniera dosata, così da soddisfare i gusti locali, con ispirazioni provenienti dai piatti tipici regionali della Penisola. Non a caso, gli ingredienti utilizzati sono per la maggior parte di provenienza italiana, selezionati personalmente da Ritu Dalmia in occasione dei suoi lunghi viaggi da piccoli produttori locali. La carta dei vini conta circa 60 etichette di cui il settanta per cento italiane. Tema cardine dell’offerta enogastronomica di Cittamani è il concetto di condivisione: è possibile scegliere tra una grande varietà di piatti in versione sia piccola che grande, così da degustare, sperimentare e, appunto, condividere un’esperienza variegata e multisensoriale, in cui i profumi e i sapori dell’india si mescolano a quelli a noi familiari.
Orari: a pranzo dalle 12.30 alle 15.00, a cena dalle 19.00 alle 23.00, aperto tutti i giorni, il sabato solo a cena, la domenica chiuso.
#4 Veranda – via Bezzecca, 6

Il ristorante Veranda, inaugurato nel 2012 in via Bezzecca nella zona di Piazza V Giornate, ha mantenuto il suo nome originale. La scelta del nome si ispira alla sua atmosfera accogliente e alla disposizione degli spazi, che ricreano l’idea di una veranda, il termine “veranda” ha infatti lo stesso significato in italiano, ucraino e russo. L’idea di coniugare la cucina russa e ucraina con quella georgiana è dovuta al fatto che lo chef del ristorante viene dalla piccola repubblica ex-sovietica, nota per la sua cultura gastronomica antichissima e riconosciuta in tutto il mondo. Le tre cucine condividono molte caratteristiche, che derivano sia dalla vicinanza geografica che da secoli di scambi culturali, migrazioni e interazioni storiche nella regione euroasiatica. Tutte e tre utilizzano abbondantemente ingredienti come carne, patate, cereali e latticini nelle loro preparazioni, oltre all’uso di spezie e erbe aromatiche simili come aneto, coriandolo, aglio, paprika che conferiscono sapori intensi e molto distintivi.
La missione di Hanna, la proprietaria, è dimostrare che la tavola unisce, proprio per questo lei stessa ha indicato un piatto assolutamente da assaggiare per ognuna delle tre cucine servite nel suo locale. Per l’Ucrain il borsch, la coloratissima zuppa di cavolo, barbabietole, manzo, panna acida e verdure, per la Russia invece l’insalata Olivier che è la vera insalata russa e per la la cucina georgiana il piatto suggerito è il khachapuri, il pane a forma di occhio, ripieno con formaggi tipici, tuorlo d’uovo e burro. L’intraprendenza della proprietaria l’ha portata a produrre una sua linea di birre artigianali, che è possibile assaggiare solo all’interno di Veranda, che hanno il nome di sua figlia di 8 ann.
#5 Eldogo – via Nicola D’Apulia, 4

El Dogo è un bistrot d’impronta argentina aperto nel 2023 a Nolo, una via di mezzo tra un locale street food e un ristorante. Di fatto, El Dogo è un bistrot attraente per l’offerta, l’atmosfera e la posizione. Il locale si sviluppa con 40 coperti su due sale, in particolare, quella principale vede una parete completamente rivestita di muschio, che vuole puntare l’attenzione sul rispetto per l’ambiente (qui la plastica non esiste), oltre a svolgere una salutare funzione fonoassorbente. È interessante anche il simbolo-insegna del bistrot che celebra il Dogo, la famosa razza canina originaria della provincia Cordoba. Un cane che è un richiamo diretto a questa terra, un cane leale e protettivo che si ritrova anche all’interno del locale con le sue impronte stampate sul soffitto del corridoio che unisce le due sale.
Mario Celotti, di prima professione architetto, ha inaugurato il locale puntando su una formula formato famiglia che si focalizza su un’ampia offerta di empanadas, confort food per eccellenza. Si tratta di una rielaborazione di una tradizione domestica: la mamma di Mario, Josefine, è infatti argentina e i figli sono cresciuti a suon di tipicità gastronomiche locali, empanadas in testa. Al momento in lista ce ne sono sei, ripiene di manzo, pollo, tonno, zucca, erbette, formaggio e cipolla. Appetitosi anche i panini, come il Choripán, una pita con salsiccia speziata, chorizo e salsa chimichurri, e il Lomito, con controfiletto di manzo e sempre con salsa chimichurri. Ma si spazia anche dalla caponata al polpo e crostacei, un piatto in bilico tra Sicilia e Sudamerica davvero riuscitissimo, alla carne di qualità come il diaframma di manzo con tortino di patate dolci e salsa criolla. Una formula vincente, che punta su empanadas e piatti della tradizione mantenendo un equilibrato rapporto qualità-prezzo.
Orari: dalle 18.00 alle 23.00, chiuso la domenica
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MARTA BERARDI
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