
La stagione dello sci volge al tramonto. La prossima sarà quella delle Olimpiadi: purtroppo per i collegamenti con la Valtellina le Olimpiadi suonano già come un’occasione perduta. Ma vediamo come le cose potrebbero migliorare nel corso del prossimo futuro.
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La Valtellina scollegata da Milano: i progetti perduti e quelli che si potrebbero realizzare
# Il treno si ferma a Tirano

Se vogliamo prendere il treno da Milano Centrale, in due ore e trenta minuti è possibile raggiungere Tirano. La ferrovia della Valtellina parte da Lecco, affianca tutto il Lago di Como fino a Colico, da qui va prima a Sondrio e poi a Tirano dove si interrompe bruscamente. La linea è a binario singolo, il che impedisce di avere un traffico intenso e aumenta il tempo di percorrenza.
Essendo alcuni tratti piuttosto a ridosso del Lario e altri in mezzo alle città, non è molto facile pensare ad un possibile raddoppio che garantirebbe una maggiore frequenza, tempi di percorrenza inferiori e un traffico merci che potrebbe diminuire il numero di veicoli sulla strada statale dello Stelvio.
# La ferrovia “mozzata” del Bernina

Da Tirano però si può prendere una linea perlopiù turistica, la ferrovia del Bernina, che collega Tirano con Sankt Moritz. Una linea unica, aperta nel 1910 e diventata patrimonio dell’UNESCO nel 2008. La ferrovia però ha diverse caratteristiche che la rendono poco integrabile, come l’alimentazione a 1000V (contro i 3000V delle altre reti), lo scartamento ridotto, la pendenza (fino al 70 per mille) o la sede promiscua in alcuni tratti.
La linea interseca altre ferrovie montane svizzere, che sono però dotate di alimentazione in corrente alternata, il che rende vincolante il percorso di questo affascinante treno. Il progetto della linea era ben diverso: infatti la linea sarebbe dovuta essere prolungata fino a Chiavenna, dove avrebbe incontrato nuovamente le linee ferroviarie valtellinesi, ma questo progetto non fu mai portato a termine.
# La ferrovia dello Stelvio

Passiamo sul fronte opposto quando si pensò di costruire una ferrovia che collegasse la Valtellina al Trentino, passando sotto il passo dello Stelvio. La ferrovia avrebbe visto alcune fermate intermedie a Grosio e Bormio (in Lombardia), a Lasa Marmo (in Trentino) dove si sarebbe congiunta con la linea per Merano. Il progetto è stato ripreso nel 2015 e dal 2016 sono in corso gli studi di fattibilità che arriveranno però troppo tardi per essere sfruttata per i giochi olimpici.
Non ci aspettiamo che la linea possa arrivare in Trentino, ma se solamente la linea arrivasse a Bormio, il viaggio tra Milano e Bormio sarebbe possibile senza cambiare diversi mezzi di trasporto, come accade oggi, e garantirebbe la possibilità di accedere alle piste valtellinesi direttamente da Milano.
# La ferrovia dell’Aprica: il progetto per collegare Valtellina e Valcamonica

Un’altra linea che avrebbe rivoluzionato lo scenario ma non è mai stata realizzata è quella che avrebbe collegato Edolo a Tirano, passando sotto il passo dell’Aprica, così facendo si sarebbe collegata la Valtellina alla Val Camonica. Attualmente il problema principale sarebbe la differenza tra i mezzi tra le due linee: sulla Brescia-Edolo sono presenti i nuovi treni ad idrogeno. In questo caso solo questi treni potrebbero viaggiare sull’intera linea.
Oltre a questo andrebbero ripensati i sistemi di rifornimenti per i convogli in quanto andrebbero costruiti i sistemi necessari al rifornimento al centro di Tirano, dove lo spazio è piuttosto limitato e tutti questi lavori potrebbero creare non poco malcontento.
# Qualcosa di realizzabile: la ferrovia per Bormio e il raddoppio da Lecco

Per offrire ai milanesi e non solo un compromesso che non sia esageratamente costoso, si potrebbe iniziare a pensare ad un prolungamento della ferrovia prima fino a Bormio e poi fino a Santa Caterina, fornendo una vera e propria alternativa a chi desidera recarsi in alta valle.
In un secondo momento si potrebbe pensare al raddoppio dell’intera tratta Lecco-Santa Caterina pensando anche ai carichi merci, per poi collegare la linea con la Val Camonica e la Val Venosta, garantendo così una grande possibilità di movimento in tutta la Valtellina.
Continua la lettura con: Milano – Istanbul in treno: il viaggio più avventuroso da fare in Europa
SAMUELE GALBIATI
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