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8 marzo 1883. Nel centro di Milano apre la prima centrale elettrica d’Europa

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nel riquadro la prima centrale elettrica d'Europa
nel riquadro la prima centrale elettrica d'Europa

8 marzo 1883. Il giorno che Milano divenne la capitale europea dell’elettricità. Ma la reazione dei cittadini a questa innovazione epocale fu del tutto inaspettata. 

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8 marzo 1883. Nel centro di Milano apre la prima centrale elettrica d’Europa

# 1883: Milano accende il futuro

Credits: edison.it – Centrale elettrica in Duomo

Nel cuore di Milano, un anno dopo la rivoluzione di New York, sorge la prima centrale termoelettrica d’Europa. È il 1883 quando l’ingegner Giuseppe Colombo, pioniere dell’innovazione, porta l’elettricità nel capoluogo lombardo, lo stesso uomo che aveva già introdotto il telefono in città. L’impianto, ispirato a quello newyorkese di Pearl Street, sorge in via Santa Redegonda, a pochi passi dal Duomo.

# Le prime luci alla Scala

Credits: vistanet.it
Centrale elettrica Milano

L’inaugurazione della centrale segna un evento epocale: il centro di Milano si accende, mentre alla Scala la Gioconda di Ponchielli risplende sotto una luce mai vista prima. Le cronache dell’epoca parlano di uno spettacolo “meraviglioso”, capace di stupire e affascinare.

Ma la modernità porta con sé paure e resistenze. L’Union de Gas denuncia i rischi dell’elettricità per la vita delle persone, mentre i cittadini osservano con inquietudine il denso fumo nero che si alza dalla centrale a carbone. Il progresso avanza, ma non senza attriti. Nel 1926, la centrale viene demolita. Il suo ruolo si esaurisce, ma la rivoluzione che ha innescato è ormai inarrestabile.

# Dall’elettricità alla relatività

Albert Einstein – linguaccia alla lavagna

Curiosamente, mentre Milano si affermava come capitale europea dell’energia, tra i tanti che vi giunsero per lavorare nel settore ci fu anche la famiglia Einstein. Il giovane Albert, ancora bambino, avrebbe assorbito l’eco di quel fermento scientifico e industriale, crescendo tra le vie illuminate da quella stessa elettricità che, anni dopo, avrebbe ridefinito attraverso la teoria della relatività.

Continua la lettura con: 10 giornate storiche di Milano: dall’editto di Costantino all’inchiesta Mani Pulite

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Lo scalo di Porta Genova può diventare il «Camden Town» milanese?

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Chatgpt AI - Porta Genova Camdem Town

Potrebbe essere il nuovo place to be di Milano, dove botteghe artigiane, street food, artisti di strada e locali alternativi si mescolano in un’atmosfera unica. Un mix perfetto di cultura, creatività e autenticità, simile a quello che si respira a Camden Town a Londra.

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Lo scalo di Porta Genova può diventare il «Camden Town» milanese?

# L’ex scalo merci in cerca di un’identità 

La stazione di Porta Genova dovrebbe chiudere definitivamente dopo l’estate, in anticipo di due anni rispetto a quanto previsto dal programma di dismissioni. Bisognerà quindi pensare al futuro dei circa 90mila mq dello scalo, l’edificio viaggiatori non può essere toccato perchè tutelato dalla Soprintendenza, compresi i vecchi magazzini merci del primo Novecento dal fascino rétro lunghi un centinaio di metri e attualmente in fase di lavori di riqualificazione, come riporta Urbanfile. Durante Expo 2015 era stato trasformato nel Mercato Metropolitano, poi trasferitosi a Londra, per essere infine utilizzato in modo sporadico negli anni successivi. Qual potrebbe essere il destino dell’area?

Leggi anche: Che fine farà Porta Genova?

# Potrebbe diventare il «Camden Town» milanese

Milano ha bisogno di nuovi spazi che vadano oltre il classico lifestyle center, sono chiamati così i nuovi centri commerciali, o il quartiere della movida. Lo scalo di Porta Genova potrebbe essere la risposta, delocalizzando parte della vita serale e notturna dalla vicina via Tortona e dai navigli. Camden Town è un esempio perfetto da cui prendere spunto: un quartiere londinese vibrante, dove i mercati offrono di tutto, dai vinili ai capi vintage, dalle bancarelle di street food ai negozi alternativi decorati con graffiti e insegne tridimensionali che sporgono dalle facciate. Un altro elemento che caratterizza il quartiere è il Camdem Lock Market sul Regent’s Canal, con una serie di edifici che ospitano locali e bar che si affacciano sulle acque, proprio come potrebbe essere per lo scalo milanese e il Naviglio Grande.

# Un nuovo spazio per la città

Chatgpt AI – Porta Genova Camdem Town

Immaginiamo un lungo viale pedonale che attraversa i magazzini, costellato di piccoli atelier, librerie indipendenti, e botteghe di artigiani che lavorano a vista. Le vecchie banchine ferroviarie potrebbero ospitare ristoranti e bar, altri potrebbe essere realizzati nel perimetro murario dell’Alzaia con terrazze affacciate sul Naviglio, mentre all’interno si potrebbero allestire aree dedicate alla musica dal vivo e a spettacoli teatrali sperimentali. Di giorno, un mercato urbano con prodotti locali e bio, di sera, un luogo di ritrovo con eventi culturali, performance e dj set.

Agroscalo 2020
Agroscalo 2020

Un mix di cultura underground e raffinata, che potrebbe prendere ispirazione anche da proposte mai realizzate in passato, come quella di Agriscalo, l’iniziativa che voleva integrare l’agricoltura urbana con il recupero degli spazi dismessi, creando un connubio tra innovazione e sostenibilità. 

Continua la lettura con: La capitale europea che ha costruito una spettacolare città sotterranea: se si facesse a Milano?

FABIO MARCOMIN

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La metro di Milano è forte solo al centro: i risultati a sorpresa da un confronto con Roma

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Estensione rete metropolitana nella Città Metropolitana di Milano

Milano vanta la rete metropolitana più estesa d’Italia: rispetto a Roma ha quasi il doppio di chilometri e fermate. Se si allarga però l’orizzonte al continuum urbano si nota però una carenza di Milano: la sua rete risulta sottodimensionata ampliando il territorio, se paragonato a quello della Capitale.

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La metro di Milano è forte solo al centro: i risultati a sorpresa da un confronto con Roma

# Milano vs Roma: una questione di superfici e di densità urbana

Roma vs Milano

Quando si parla di estensione territoriale, il confronto tra Milano e Roma sembra senza storia. Il Comune di Roma si estende per 1.287 kmq, mentre quello di Milano si ferma a 182 kmq. Una differenza abissale che si riflette anche nei territori urbanizzati: la Capitale, pur avendo una superficie enorme, ha un’area urbanizzata concentrata nell’area centrale, eccetto il Municipio X, mentre Milano sfrutta il 72% del suo territorio disponibile all’interno dei confini comunali. Questo significa che Milano ha una densità abitativa molto più alta rispetto Roma, con oltre 7.600 abitanti per kmq, contro 2.100 abitanti per kmq. Ma cosa succede quando confrontiamo le reti metropolitane?

Leggi anche: MILANO vs ROMA: i NUMERI non mentono

# Per un’analisi territoriale simile occorre comparare comune di Roma con città metropolitana di Milano 

Estensione rete metropolitana nella Città Metropolitana di Milano

La rete metropolitana è la più estesa d’Italia: 111,8 km di linee e 134 stazioni. Roma si ferma più o meno alla metà, con 60 km di linee e 73 stazioni. Sembra una vittoria schiacciante per Milano. Per fare un confronto più veritiero andrebbe però presa in considerazione un territorio comparabile, come l’area della Città Metropolitana di Milano di 1.575 kmq: circa 300 kmq più estesa del territorio comunale della Capitale, con una maggiore popolazione, 3,2 contro 2,8 milioni e simile densità abitativa, 2.100 contro 2.060 residenti ogni kmq. Si tratta pertanto di due territori più simili per un’analisi comparativa. 

# La metro di Roma si estende su più territorio rispetto a quanto fa Milano con la città metropolitana 

Estensione rete metropolitana Comune di Roma

Comune di Roma e città metropolitana di Milano: prendendo queste due aree di paragone, la differenza tra le linee della metropolitana per la copertura del territorio diventa meno marcata: nessuna linea metropolitana milanese arriva ai confini territoriali mentre a Roma a farlo è la metro C. Analizzando i dati la rete di Milano risulta sempre migliore della capitale ma il margine si assottiglia. Tenendo conto infatti che sia i chilometri che le fermate sono il doppio, la rete milanese copre il 7,1% del territorio considerato nel confronto, mentre quella romana il 4,7%. Facendo il mero rapporto con la popolazione, nella Città Metropolitana di Milano ci sono 0,0000339 km di metro per abitante, a Roma 0,0000214 km.

Leggi anche: Milano, la nuova metropoli da 3,3 milioni di abitanti: arriva la prima proposta dalla politica

# Forte solo al centro: la rete di trasporti sotterranei di Milano è sottodimensionata rispetto alle esigenze dell’area metropolitana

Area metropolitana di Milano servita da rete metro

Se poi si estende il metro di valutazione non più solo alla città metropolitana ma all’area metropolitana calcolata dall’OCSE, le cose per i trasporti di Milano vanno anche peggio. Non solo l’OCSE: basta osservare il satellite per vedere come in realtà sia un’unica enorme area urbanizzata che contiene le province a nord, come Varese, Como e Lecco e tutta la Monza Brianza, che fino al 2009 era parte del territorio provinciale di Milano. In base all’OCSE dovrebbe contare addirittura 7,4 milioni di abitanti e includere anche parte delle province di Bergamo, Cremona, Lodi, Pavia, Novara, Alessandria, Brescia e Piacenza. Su questa scala si evince come la rete di trasporti sotterranei di Milano sia decisamente sottodimensionata rispetto alle esigenze che imporrebbe il continuum urbano, mentre Roma ha invece un territorio poco densamente urbanizzato anche nella sua Città Metropolitana, con 789 abitanti per kmq. Soprattutto è dimensionata se si paragona l’area metropolitana OCSE di Milano che quelle di Londra, Parigi o Berlino che, loro sì, tendono a coprirla in modo uniforme con le loro linee della metropolitana. 

Continua la lettura con: La metro fuori dall’hinterland: i paesi più popolosi che non hanno la metropolitana

FABIO MARCOMIN

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«Ci vediamo a pranzo?»: i 7 posti più classici di Milano per un appuntamento informale

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Ph. @pizzeriadagiuliano IG

«Ci vediamo a pranzo?». Un invito classico, vale quasi come un caffè. Anche se molti milanesi il pranzo lo chiamano colazione. Ma quello che conta è dove trovarsi: per capirlo lo abbiamo chiesto ai milanesi. Ecco che cosa ci hanno risposto. 

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«Ci vediamo a pranzo?»: i 7 posti più classici di Milano per un appuntamento informale

# In cima alla Rinascente

Un luogo perfetto. Sul tetto. Con vista Duomo. Una rassegna di ristoranti per ogni tipo di incontro. 

# Al Panino (Giusto)

Panino Giusto

Un tempo il Panino era un bar del centro. Da cui è nato il termine dei paninari. Ma oggi se si dice andiamo al Panino, significa una sola cosa: Panino Giusto. Ormai è ovunque. Pane super, anche i prezzi però non scherzano. 

# Al Matarel

Credits: @marcocrippa_pittore IG

In una traversa di Corso Garibaldi era il classico luogo per incontri tra i politici, spesso socialisti negli anni del craxismo. Il socialismo è tramontato ma l’insegna del Matarel continua a risplendere. 

# Al Molo 13

Credits tulliocarlo IG – Osteria Molo 13

Uno dei paradisi per chi ama il pesce che a Milano si dice sia il più fresco d’Italia. Anche di quello di Sardegna. Se avete dubbi meglio puntare sul sicuro con questo ristorante sardo in via Rubens. 

# Ribot

#12 Credits: @ribotmilano IG

Se non è pesce deve essere carne. Da sempre un indirizzo sicuro per chi ama la selvaggina è Ribot a San Siro.

# Pizzeria Da Giuliano

Ph. @giancarlo_raimondi IG

Nella lista non può mancare una pizzeria. E qui ne avremmo a bizzeffe. Ma la più nominata per un pranzo informale è Da Giuliano, in Paolo Sarpi, con pizze cotte in forno a legna servite in sale da pranzo vivaci dai toni brunito con dipinti moderni. Una delle poche pizzerie storicamente più frequentate a pranzo che a cena. 

# Crota piemunteisa

Credits: @la_crota
La Crota – Trattoria con pizza

Concludiamo con un grande classico evergreen. La trattoria tipica amata dagli chansonnier della Milano dei ’60 e ’70 e dai comici del Derby. In via Giangiacomo Mora, zona Colonne, un tempo in piazza Beccaria, accoglie con una gestione familiare, forse un po’ ruvida ma piacevole.

Continua la lettura con: Le 10 trattorie tipiche preferite dai milanesi

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7 locali preferiti dagli studenti di Milano

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dontelmamamilano IG

Milano presenta numerosi locali particolari e innovativi. Alcuni di questi sono presi d’assalto dagli studenti, i quali sono alla ricerca di luoghi in cui sfuggire allo stress universitario per lasciarsi andare in esperienze immersive, estrose e peculiari. Scopriamo insieme 7 tra i più gettonati dai giovani per divertirsi nelle loro serate libere.

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7 locali preferiti dagli studenti di Milano

#1 Nottingham Forest Bar – viale Piave 1 (aperto tutte le sere, tranne lunedì)

Credits urpurossi IG – Nottingham Forest

Il Nottingham Forest Bar, in zona Porta Venezia, è un piccolo ma affascinante locale notturno in stile fusion che unisce nell’arredamento stili orientali, caraibici e africani, trasportandoti in un ambiente quasi fiabesco. Punta di diamante: i suoi numerosi cocktail creativi, originali, strani ma buonissimi, da gustare. Attenzione, perché l’affluenza è molta durante tutta la settimana, in quanto si presenta come uno dei locali più noti della città di Milano per la sua unicità. Infatti, c’è da dire è stato inserito nelle più importanti classifiche dei migliori cocktail bar al mondo, inclusa la prestigiosa ‘The World’s 50 Best Bars’ e il motivo è piuttosto semplice: ogni volta che ordini un drink dal menu, non sai mai cosa ti puoi aspettare.

Il Nottingham di Milano, infatti, si contraddistingue per l’offerta delle più avanzate espressioni di miscelazione molecolare a livello internazionale. Ad esempio, ordinando un “Feng Shui Stone” troverai delle pietre di fiume marinate in alcol e aromi depositate sul fondo del bicchiere. Chiedendo al bar un “The Revenant” potrai assaggiare un’estrazione ad ultrasuoni di quercia in vodka servita con uova di insetto e resina di pino. La genialità che si nasconde dietro al Nottingham Milano e al suo successo mondiale è quella di Dario Comini, da molti considerato uno dei massimi esponenti della molecular mixology.

#2 White Rabbit Milano Speakeasy – via Garigliano 4 (aperto tutti i giorni dalle 18 alle 3)

whiterabbitmilano IG

Cocktail creativi, atmosfera tranquilla e occasionale musica dal vivo fanno da sfondo a questo particolare bar. Il locale è a tema Roaring Twenties, i ruggenti anni ‘20 del secolo scorso, il tempo del Proibizionismo e dell’alcol venduto di nascosto. Come in ogni speakeasy che si rispetti, per entrare c’è bisogno di una parola d’ordine. Una volta entrati, si attraversa un armadio e si sbuca nel 1925: rimarrete affascinati dall’ambiente che vi aspetta e vi ritroverete immersi nella tana del Bianconiglio (tema Alice delle Meraviglie), facendo un salto nel tempo con le sue riviste, i suoi quadri e l’arredo del periodo proibizionista. È il mondo misterioso e divertente del White Rabbit “secret speakeasy”, come lo definisce il proprietario, che ha aperto i battenti all’Isola nel 2018.

Il locale si sviluppa in una piccola stanza soppalcata, dominata dal bancone, più una saletta sotterranea che riproduce una bisca clandestina, con tanto di abiti e accessori per fare foto in stile gangster. I signature cocktail (15€) sono elencati in una ‘criminal list’ che cambia ogni sei mesi e hanno il nome di 10 criminali italo-americani. Non mancano drink classici (10€) e analcolici e spesso vengono organizzati concerti. Vi chiederete: come si fa ad avere la parola d’ordine? Semplice, basta registrarsi sul sito.

#3 Don’t tell mama – via Pietro Crespi 10 (aperto tutte le sere, tranne lunedì e martedì)

dontelmamamilano IG

Inaugurato nel 2023 a Nolo, è il primo drag bar di Milano. Offre un programma settimanale fatto di ironia, leggerezza e divertimento, ma non solo perché Marco Kassir, proprietario visionario e attivista del mondo LGBTQ+, ha anche un obiettivo politico: scardinare i pregiudizi e offrire un luogo sicuro a chiunque voglia essere sé stesso. Molti eterosessuali stanno venendo a vedere, anche per la prima volta, uno spettacolo drag e questo è un passo importante per la diffusione di conoscenza e per il superamento dello stereotipo, perché l’unione porta alla rottura del pregiudizio. Fondamentale nell’indirizzo del locale è la capacità, non solo di fare lip-sync o performance, ma di gestire il pubblico e coinvolgerlo, altrimenti non ci sarebbe la differenza dallo spettacolo in discoteca.

Per esempio, il mercoledì è dedicato a una serata che nel giro di poco tempo è diventata cult e che si chiama “A.A.A. Cercasi Star Disperatamente”, un format condotto da ‘LaTrape’, icona della scena Queer milanese, dove giovani drag Queen e drag King si esibiscono per la prima volta e trovano nel locale una casa, una famiglia allargata.

Il Don’t tell mama è molto più di un locale, è una casa artistica: chi viene sa di entrare in un posto sicuro dove potersi esibire e mostrare senza paure. Dare una “casa” ai giovani ventenni per esprimere in sicurezza la loro identità, è motivo di orgoglio e felicità ed è l’aspetto politico del Don’t tell Mama, perché l’intrattenimento può anche essere politico.

#4 LùBar – via Palestro 16 (aperto tutti i giorni fino alle 24, tranne domenica e lunedì alle 23)

Ph. @lubar IG

LùBar è uno spazio sofisticato presso la meravigliosa Villa Reale di Milano che accoglie un ristorante bar romantico in una serra settecentesca e in giardino con tavoli all’aperto, oltre a uno shop. Questo ‘garden restaurant’ posto a pochissimi passi dai Giardini di Indro Montanelli, nei pressi della fermata della metropolitana Palestro (linea rossa, M1), offre dalle colazioni, agli aperitivi, passando per i pasti principali in cui vengono proposti piatti mediterranei, con particolare attenzione alla cucina siciliana.

Quello di LùBar è un progetto unico nel suo genere, con un segreto i cui indizi possono esser svelati già dal nome: LùBar, non per niente, deriva dal dialetto siciliano e significa appunto “il bar”, ma significa anche “il bar dei Lu” a richiamare i nomi dei 3 fratelli ideatori Lucrezia, Lucilla e Ludovico Bonaccorsi. Il loro scopo è solo uno: nobilitare ed elevare lo street food siciliano sui toni dell’eleganza e del prestigio meneghino. Il posto è perfetto per una ricca colazione, un pranzo leggero o una cena a lume di candela: una volta entrati nella favolosa ambientazione, attorniati da lussureggianti piante, colonne di marmo e un brioso fenicottero all’ingresso che vi scorterà fino al vostro tavolo, avrete l’impressione di trovarvi in una vera e propria orangerie orientale, dallo stile ricercato e incantevole.

Il tutto conservando in ogni caso, quel clima di convivialità che vi farà subito desiderare di sedervi e farvi travolgere dal menù, ma soprattutto dall’indecisione. Prendetevi il vostro tempo. Tanto non vorrete andare via facilmente da questa oasi di paradiso e benessere.

#5 Crazy Cat Cafè – via Napo Torriani 5 (aperto tutti i giorni, tranne lunedì)

Credits: crazycatcafe, IG

Amanti dei gatti, ecco il posto che fa per voi. A pochi passi da Milano Centrale e Repubblica, il Crazy Cat Cafè ospita nove deliziosi micetti tutti trovatelli, che si lasciano coccolare dalla clientela, passeggiando senza paura tra i tavoli. Questo bar, come spiegato dalla proprietaria, nasce da un grande amore per i gatti e un’esperienza indimenticabile in un Neko Café ad Osaka in Giappone. Nel 2015 apre così a Milano il primo Cat Café della Lombardia, che vuole ricreare l’atmosfera intima dei Neko café giapponesi, adattandola però ai ritmi e allo stile di vita italiani.

Si tratta di una caffetteria-bistrot quindi oltre alle colazioni e merende con torte fatte in casa, american bakery e gelato artigianale e caffè aromatizzati, è possibile consumare pranzi e cene a base di prodotti bio e a km0 e di qui la scelta è davvero ampia: si va dalle quiche, alle vellutate e zuppe con verdure di stagione, dai panini gourmet ai taglieri con prodotti selezionati. Non mancheranno brunch e aperitivi con servizio a tavolo. Oltre a creare un ambiente dove potersi rilassare con i gatti e gustare i prodotti fatti in casa, il Crazy Cat Café si propone di sensibilizzare sull’adozione di gatti e sul corretto comportamento da avere nei confronti di questi adorabili felini.

Per questo durante l’anno organizzano eventi di beneficenza in collaborazione con le tante associazioni del territorio lombardo e promuovono conferenze con professionisti del settore felino.

#6 Officina Milano – via Giovenale 7 (aperto tutte le sere, domenica anche dalle 12 alle 16)

Credits milanofoodspirit – Officina coccktail bar

Se sei alla ricerca di un bar trendy dall’atmosfera classica, Officina Milano è ciò che fa per te. Drink artigianali, finger food e brunch settimanali sono pronti ad accoglierti per farti vivere la migliore delle esperienze. L’Officina Milano è il locale che stimola i tuoi sensi, accompagnandoti in una realtà in cui il piacere di sorseggiare un semplice drink si fonde con l’atmosfera di un luogo senza tempo. A pochi minuti dai Navigli e da Porta Ticinese, si sviluppa in una location scelta per la sua storicità e che, nonostante sia stata ormai modernizzata e riqualificata, rimanda alla Milano degli anni ’50, al mondo delle moto e delle auto d’epoca. Cortesia, gentilezza e disponibilità contraddistinguono lo staff, sempre disponibile nel proporti il menù. Si tratta di un cocktail bar di Milano dai tratti distintivi e dalle caratteristiche uniche, un’autentica esperienza alla vista e all’olfatto. Un luogo in cui il tempo si ferma e l’atmosfera magica che vivi al suo interno ti induce a rilassarti, per goderti serenamente il tuo drink o il tuo brunch.

#7 GhePensiMi – piazza Morbegno 2 (aperto dalle 17 alle 1, chiuso lunedì)

Credits ghepensi_mi IG – GhePensiMI

In zona NoLo-Turro sorge GhePensiMi, bar alternativo e informale, che offre un’ampia selezione di birre artigianali, stuzzichini e DJ set. È un posto sempre imballato di gente, che rende Piazza Morbegno il fulcro nevralgico del quartiere Nolo. Lo riconosci infatti per la folla che si raduna davanti: non importa che giorno della settimana sia, al Ghe Pensi Mi trovi sempre qualcuno con cui condividere le gioie e i dolori della giornata.

Per chi abita in zona è una specie di religione monoteista. L’ambiente è molto street con le tavole da skate appese un po’ ovunque e gli adesivi di gruppi Ultras di ogni dove. Ricorda i tempi dell’Università, quando uscivi di casa con i tuoi piedi e ritornavi gattonando, e quando davanti al bar iniziavi a parlare a caso con gente a caso. Le spine di birra proposte sono 10 e se ci capiti il martedì rischi di farti male con il 2×1: prendi una birra e la seconda ti viene regalata. Ottimi anche i cocktail, fatti con tutti i crismi del caso, e la bottigliera lo testimonia: una buona selezione di gin, whisky e bourbon fanno scattare subito l’ora di un Negroni. Ma chiedete pure la lista perché qui le proposte sono diverse e tutte molto interessanti.

Continua la lettura con: 5 locali innovativi a Milano

FABIO MARCOMIN

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La «Madonnina di Monte Mario», grande il doppio di quella di Milano: il suo grande «miracolo»

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Ph: turismoromaweb - Instagram

Quando si parla della Madonnina viene in mente quella sulla guglia del Duomo, simbolo di Milano. Ma non è l’unica. Anzi, a Roma c’è una Madonnina grande il doppio di quella milanese. Se ci si avvicina a Monte Mario, quartiere a Roma Nord, tra le cose che spiccano all’occhio c’è la celebre statua della Madonna Salus Populi Romani, anche conosciuta come “Madonnina di Monte Mario”. Ma qual è la sua storia? E cosa è ancora in grado di raccontarci?

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La «Madonnina di Monte Mario», grande il doppio di quella di Milano: il suo grande «miracolo»

# Alta 9 metri, su un basamento di 18

Don Luigi Orione, ph: tv2000it – Instagram

La statua si trova sul punto più alto di Monte Mario: è alta 9 metri , poco più del doppio della Madonnina milanese che si ferma a 4,16 metri, ed è su un piedistallo di 18 metri. Questa posizione particolarmente privilegiata la rende ben visibile a chiunque percorra il lungotevere della zona Nord di Roma, da Piazzale Clodio fino Ponte Milvio. È stata realizzata dallo scultore ebreo Arrigo Minerbi che, durante il periodo fascista, è stato protetto e salvato da coloro che poi gliela commissionarono, la comunità religiosa degli orionini. Questa statua sembra essere solo una magnifica opera di bravura artistica e espressione della fede popolare dei romani, ma la sua storia è ancora più affascinante e, tra le cose che suscitano grande interesse, c’è proprio la motivazione per cui questa stessa è stata voluta.

Leggi anche: Quanto è alta la Madonnina?

# Costruita per proteggere Roma: il suo “miracolo” durante la Guerra

Immagine creata con L’IA

La statua fu voluta dalla comunità degli orionini e sorge nel complesso di strutture che tutt’ora gli appartiene proprio nel quartiere di Monte Mario. Queste strutture furono riconvertite dagli orionini: prima appartenevano alla Gioventù Italiana del Littorio e, dopo l’abbandono avvenuto durante la liberazione, furono destinate alle opere di carità della congregazione religiosa.

Questo, ci dà un primo assaggio di quello che fu l’impegno sociale di questi religiosi durante la guerra. E infatti la statua stessa è stata realizzata al termine di un voto popolare promosso da essi, con cui si raggiunsero le firme di più di un milione di romani che chiedevano la protezione della Madonna per la città di Roma. Ed è tutt’ora considerato straordinario, quasi alla pari di un miracolo, il fatto che la città eterna visse il passaggio dall’occupazione tedesca alla liberazione in maniera quasi totalmente pacifica, o sicuramente non alla pari di quello che vissero città come Napoli o Milano.

# La prospettiva suggestiva con l’obelisco Mussolini 

Ph: giuseppe_tosi87 – Instagram

Vedere quella statua, ancora oggi, ci ricorda quello che la nostra città ha e non ha subìto nel corso della storia più recente, lasciandoci un senso di gratitudine ogni volta che volgiamo il nostro sguardo su di essa. È, d’altra parte, una delle tante opere immobili che testimoniano gli eventi fondamentali svoltisi in questa città eterna e che, a differenza delle altre rimastici dal secolo passato, è una delle poche che rimanda a qualcosa di positivo. E se la si ammira ripercorrendo Ponte Duca d’Aosta in direzione dello Stadio Olimpico, è ancora più bello vederla in un confronto contrastante con l’obelisco Mussolini, quasi a testimonianza del passaggio da un passato problematico a un presente di protezione salvifica.

Continua la lettura con: La «Circle Line» a Roma: ci sarà un Grande Anello extraurbano?

RAFFAELE PERGOLIZZI

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«Non solo per le corse tagliate: ci vuole il rimborso per i tram interrotti e per i mezzi sporchi…»

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Ph. @milanbuses IG

Buongiorno,

Ottimo richiedere il rimborso per le corse che saltano da quasi due anni e oltre, dovremmo chiederlo anche perchè i lavori delle rotaie prima venivano fatti solo in agosto (pazienza, devono pure essere fatti), ora i tram 12 e 19 sono incompleti e modificati anche questi da quasi due anni per tutto l’anno.

Dobbiamo chiedere il rimborso perchè i mezzi PUZZANO e SONO SPORCHI, ma durante l’EXPO anche la tremenda 90/91 era profumata e possibilmente pulita sempre….

MA allora è possibile NON ESSERE TRATTATI DA BESTIE. 

Grazie 

ANNA LAURA

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IL POSTINO
 
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Continua la lettura con: «Vorrei sapere se è in programma l’estensione della metropolitana fino a Chiaravalle…»

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Moncucco: il segreto di un nome bizzarro e di una cronaca nera

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Se sul navigatore digiti Moncucco o ti trovi a Vernate, dalle parti di Pavia, in un tempietto dalle parti di Brugherio, più verosimilmente potresti imboccare una strada chiusa tra via Imperia e via Rimini. Quella che, alla fine dei Navigli, procede verso ovest.

Ma perché si chiama Moncucco, e perché è così famosa a Milano?
Ecco 5 cose a proposito di Moncucco che ci raccontano una fetta di storia di Milano.

Moncucco: il segreto di un nome bizzarro e di una cronaca nera

#1 Perché si chiama Moncucco? C’è il francese di mezzo

Non è che solo la Moncucco di Milano si chiama così. Tutte le Moncucco – di Monza, Brugherio, Torino… – pare debbano il loro nome ad un francesismo, retaggio delle invasioni.
Per quella identificata dall’omonima Cascina, l’origine più plausibile del nome è quella latina da mons cucus, cioè piccolo rilievo del terreno, ma sono presenti anche ipotesi francesi: da mon cucco, il mio cucco, il cuculo – il perché, al momento, non è dato sapere -, e moncuc, il cascinale detto alla francese.
Questa pare la soluzione più accreditata: questa è terra di cascinali.
Tra invasioni galliche e francesi, di colonizzazioni, questa fetta di Lombardia, ne ha viste parecchie!

#2 Perché vale la pena andare a Moncucco

Nell’autunno del 2016, l’omonimo cascinale seicentesco è stato portato a nuova destinazione da IULM, grazie al contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Regione Lombardia e alla concessione in comodato rinnovabile dell’immobile da parte del Comune di Milano.
Con una grande inaugurazione, nella quale si è esibito pure Franco Battiato, Moncucco è ora sede di una Cascina Moncucco: uno studentato per circa 100 giovani e spazio per attività culturali per la cittadinanza organizzate da IULM.

#3 Moncucco è un campus universitario in stile lombardo

La Cascina Moncucco ha riportato a nuova vita un’area in stato d’abbandono. La struttura è diventata una residenza in formato casolare pensato per accogliere 100 persone tra professori, studenti, spazi comuni, più una quindicina di camere attrezzate anche per disabili. Nell’ampia corte centrale si terranno eventi e momenti di aggregazione.

#4 Moncucco, ‘la nera’

La sera del 3 novembre 1979, al ristorante “Le streghe” di Via Moncucco va in scena una delle pagine di cronaca nera più cruente di Milano.
E’ una storia di cosche, famiglie mafiose dalla quale.
Ad un segnale non ancora identificato, dentro l’osteria scatta l’inferno: due avventori aprono il fuoco.
A far scattare il grilletto sono “faccia d’angelo” Francis Turatello, il re della Ligera, altro noto quartiere burrascoso a Milano, ed Antonio Epanimonda, mafioso da Catania.
Anche l’annoiato padrone del locale, Antonio Prudente, è altrettanto compromesso negli ambienti della mala: lui sarà uno degli 8 morti crivellati dai colpi.
Verranno arrestati tutti: Turatello morirà in carcere nel 1981, orribilmente sventrato. 

#5 Moncucco a fumetti

La strage di via Moncucco ha ispirato autori e illustratori. Alcuni collezionisti ricorderanno ‘ATTUALITA’ NERA N. 80 IL MASSACRO DI VIA MONCUCCO”, una ricostruzione fantasiosa e a fumetti dei fatti della strage.

Continua la lettura con: Sulla metro di Milano nell’anno del Mundial

PAOLA PERFETTI

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Il milanese stressato si nota ovunque

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Anche la musica sinfonica ti sembra heavy metal.  

Qui il video: Il milanese stressato si nota ovunque

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Continua con: Il mondo si prepara alle Olimpiadi di Milano – Cortina

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I colori dei quartieri di Milano

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Milano è a colori. Ci sono quartieri con una tonalità dominante. Come questi. 

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I colori dei quartieri di Milano

# Rosso Centro Storico

Centro Storico - Rosso
Centro Storico – Rosso

C’è chi ritiene che il rosso sia il colore di Milano. Ancor di più nel centro storico, rosso come il cuore, caratterizzato da palazzi storici e monumenti famosi in tutto il mondo, tra cui il Castello, rosso vivo. 

Leggi anche: 10 idee per valorizzare il centro di Milano

# Giallo Brera

Se pensiamo a Brera ci appaiono le sfumature di giallo di molti dei suoi palazzi. Ma non solo: il giallo evoca anche l’immagine del sole che nei diversi scorsi crea dei suggestivi giochi di luce, innaffiando di vitalità il quartiere. Qui si trovano gallerie d’arte, negozi, locali alla moda, ristoranti e bar, che creano una miscela unica di cultura e divertimento, ideale per chi ama l’arte, la moda e la vita notturna dove le insegne e le illuminazioni dalle vetrine disegnano un giallo artificiale.

Leggi anche: Il mondo di Brera

# Naviglio Blu

Navigli - Blu
Navigli – Blu

Come il Danubio anche Milano ha i suoi corsi di acqua azzurra. La zona dei Navigli, quartiere bohémien di Milano, è infatti famosa per i suoi canali navigabili, le case colorate che si specchiano nelle acque.
Il blu trasmette anche serenità e pace, che si può respirare passeggiando tra le rive dei Navigli, tra artisti di strada, mercatini e locali caratteristici.

Leggi anche: Le cose più belle da fare sui Navigli

# Porta Romana Viola

Porta Romana - Viola
Credits: Expedia
Porta Romana – Viola

Il rosso del centro sembra virare verso tonalità porpora se non viola quando ci si addentra a Porta Romana. Non solo: il viola rappresenta l’eleganza e la raffinatezza, che sono proprie del quartiere situato a sud del centro storico e famoso per il suo arco monumentale. 

Leggi anche: Porta Romana bella

# Rosa Porta Venezia

Credits: Andrea Cherchi
Porta Venezia – Rosa

Un rosa tinteggiato di arcobaleno. Questo il colore caratteristico e simbolico della zona più gender fluid della città, un melange di nazionalità e di orientamenti sessuali. Il rosa rappresenta la femminilità, la delicatezza ed il romanticismo, che sono propri del quartiere di Porta Venezia, situato a nord del centro storico. 
Il rosa è anche il colore della grazia e della gentilezza, caratteristiche che rendono Porta Venezia un quartiere incantevole, dove trovare i grandi Giardini Indro Montanelli e molti altri luoghi d’interesse culturale e storico.

# Isola Verde

Isola - Verde
Isola – Verde

Se si guarda il quartiere Isola dalle zone più centrali spicca una tonalità di verde diffuso tra i palazzi o punteggiato dagli alberi. Il verde rappresenta la freschezza, che si trova nel quartiere residenziale situato a nord della città. Qui si trovano diversi spazi verdi, tra cui l’iconico Bosco Verticale, ma anche molti locali e ristoranti alla moda, che creano un’atmosfera giovane e vitale.
Il verde rappresenta anche la speranza e la fiducia nel futuro, che si possono respirare passeggiando tra i palazzi moderni dell’Isola, simboli del rinnovamento che ha coinvolto questa zona di città negli ultimi anni.

Leggi anche: Le attrazioni di Isola

# San Siro Noir

San Siro – Nero

Sì, va bene. Il colore dominante del quartiere è il verde, per via dei suoi parchi che non hanno eguali in altre zone. Però bisogna anche essere creativi e forse il colore più calzante è un altro: il nero. Il nero è un colore che richiama l’idea di potenza e imponenza, il punto in comune tra rossoneri e nerazzurri che animano le tribune dello stadio durante le partite. Non solo: il quartiere è anche dominato dal chiaroscuro, tra l’area residenziale di villette di prestigio e il “buco nero” del quadrilatero dell’illegalità dietro a Piazzale Selinunte. E visto che definire il quartiere dove giocano Milan e Inter di colore bianconero sarebbe una bestemmia, ci teniamo il nero. Anche perchè smagrisce. 

Leggi anche: La rivoluzione di San Siro: i progetti che trasformeranno il quartiere

Continua la lettura: I PALAZZI MULTICOLOR del “quartiere del futuro” dividono i milanesi: botta di vita o pugno negli occhi?

ALESSANDRO VIDALI

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M3 fino a Peschiera, semaforo rosso per Paullo, novità per Crema: la proposta della regione per il sud-est di Milano

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Da M3 a Crema con la ferrovia

Novità per M3, per la ferrovia. Ma non per Paullo. 

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M3 fino a Peschiera, semaforo rosso per Paullo, novità per Crema: la proposta della regione per il sud-est di Milano

# M3 estesa solo fino a Peschiera, niente metrotranvia per Paullo: bocciato il progetto di MM

Tracciato M3 fino a Paullo accantonato

La M3 si ferma a Peschiera. Nell’incontro del 15 gennaio 2025, tra la Città Metropolitana di Milano e tutti i comuni interessati al prolungamento della M3, è stato deciso il parziale accantonamento dell’ultima proposta elaborata da MM. Prevedeva una doppia modalità metropolitana-metrotranvia per arrivare fino a Paullo, con un tracciato di 4,4 km e 2 fermate di metropolitana, San Donato e Peschiera, e 10,9 km e 8 fermate di metrotranvia veloce. Rimane quindi solo il tratto di metropolitana fino a Peschiera Borromeo. 

# I motivi che hanno spinto a cambiare il progetto

M3 Peschiera

Per capire i motivi del cambio di rotta sul progetto avevamo intervistato l’Assessore alle Opere pubbliche e Mobilità del Comune di San Donato, Massimiliano Mistretta. Questi i punti principali 

  • la realizzazione della metrotranvia da Peschiera a Paullo non consentirebbe in futuro di estendere ulteriormente la metropolitana dato che occorrerebbe smantellare un’infrastruttura pesante;
  • i tempi di percorrenza tra Paullo e Duomo non registrerebbero alcun miglioramento rispetto alla situazione attuale in cui il servizio di trasporto pubblico è garantito solo da bus fino al capolinea attuale di San Donato;
  • un minor investimento richiesto, di circa 200 milioni di euro, rispetto agli 850 milioni di euro stimati per il vecchio progetto;
  • il rischio di una bocciatura da parte della Corte dei Conti o in fase di richiesta di finanziamento del progetto per i pochi benefici della metrotranvia in proporzione alla spesa.

# Proposta la realizzazione di corsie protette per i bus fino a Paullo, con interscambio con la M3

Sempre in occasione della riunione del 15 gennaio, è stata presentata anche una proposta per servire gli utenti lungo l’asta della Paullese: corsie riservate per i bus nei punti più critici della strada provinciale con interscambio a Peschiera con la M3. Insieme all’eliminazione dei due incroci semaforici in direzione di Milano nel Comune di San Donato, consentirebbe di far risparmiare quasi 20 minuti alle linee attuali nella direttrice Paullo-Duomo, passando dagli attuali 50 a 32 minuti. 

# La novità: la ferrovia fino a Crema con capolinea a Peschiera

Da M3 a Crema con la ferrovia

Il 24 febbraio si è invece discusso sul futuro dei trasporti nel Sud Est Milano in un incontro, organizzato da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che ha avuto luogo a Peschiera Borromeo. Nello specifico si è parlato del prolungamento della metropolitana M3 e del potenziamento delle infrastrutture. Presente anche Franco Lucente, assessore regionale ai trasporti e mobilità sostenibile, che ha illustrato una soluzione alternativa alle corsie di bus riservate: «Se vogliamo un’alternativa concreta alla metropolitana, dobbiamo puntare sulla ferrovia. Oggi la zona Sud di Milano è l’unica a non essere coperta da un sistema ferroviario adeguato. Per questo, abbiamo dato incarico a Ferrovie Nord di studiare un tracciato che colleghi Crema, Lodi e Milano attraverso la Paullese. Sarebbe una soluzione molto più rapida e realizzabile rispetto alla metropolitana, con vantaggi immediati per i cittadini». Al momento l’unico collegamento ferroviario tra Milano e Crema prevede un cambio a Treviglio.

M3 fino a Paullo PFTE

Nel 2004 venne avanzato un progetto per una nuova linea ferroviaria diretta tra Milano e Crema, di circa 33 km con 7-8 fermate e capolinea nord a Peschiera, rimasto però solo sulla carta. Il tracciato fino a Paullo ripercorrerebbe sostanzialmente quello della vecchia proposta di prolungamento della M3 a Paullo tutto in metropolitana, costeggiando a sud in maniera pressoché rettilinea la SS 415. 

Continua la lettura con: M3 per Paullo: cambia tutto! Una cattiva notizia e una buona

FABIO MARCOMIN

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7 marzo 2012. Viene presentato un progetto rivoluzionario: gli «Champs-Elysées» di Milano

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7 marzo 2012. Viene alla luce uno dei progetti più rivoluzionari tra quelli mai realizzati a Milano. 

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7 marzo 2012. Viene presentato un progetto rivoluzionario: gli «Champs-Elysées» di Milano

# Quando si voleva trasformare Corso Sempione negli Champs-Elysées di Milano

7 marzo 2012. Viene presentato un progetto dell’architetto portoghese Alvaro Siza che avrebbe potuto essere pronto per Expo. Il suo obiettivo? Risolvere problemi di parcheggi, vivibilità e decoro del corso più suggestivo di Milano. Non solo: renderlo come gli Champs-Elysées parigini, un viale che si pone al centro della vita quotidiana dei cittadini, ricco di locali e negozi di moda. 

# Il progetto: trasformare la careggiata centrale del corso in un grande giardino

In sintesi, era prevista la soppressione della carreggiata centrale, da destinare a grande giardino, «un sistema da comprendere in quello di riqualificazione delle strade cittadine dirette all’area dell’Expo 2015, la cosiddetta “via di terra”».

Tutta la Zona Sempione avrebbe beneficiato di questo intervento, trasformandosi in una combinazione di arte, grazia urbana, edifici residenziali, con Via Tommaso Agudio cuore del progetto nella porzione orientale del sistema. Ecco il video esplicativo della riqualificazione di Corso Sempione:

Continua la lettura con: 7+1 progetti che potevano rivoluzionare Milano

MILANO CITTA’ STATO

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I 7 paesi dell’hinterland più sconosciuti ai milanesi: le loro storie curiose

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Credits milanodavedere - Calvignasco

Li hai mai sentiti nominare? Ecco quali sono.

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I 7 paesi dell’hinterland più sconosciuti ai milanesi: le loro storie curiose

#1 Marcallo con Casone: le sue origini celtiche

Credits mapio.net – Chiesa Marcallo con Casone

Costituito nel 1870 dalla fusione dei comuni di Marcallo e Casone, il comune si trova a nord di Magenta nell’ovest della Città Metropolitana di Milano e ha oggi poco più di 6.000 residenti. Un tempo centro prevalentemente agricolo e ricco di vigneti, prima dell’avvento dell’industria, le sue origini risalgono addirittura al periodo celtico. Durante i lavori per l’autostrada A4, a poche centinaia di metri dai confini comunali, sono infatti emerse una cinquantina di tombe facenti parte di una vasta necropoli dell’epoca dei Celti e dei Romani.

 

#2 Trezzano Rosa: il nome viene dalla moglie del sindaco

Credits: https://primalamartesana.it – Trezzano Rosa

Trezzano Rosa, storicamente parte integrante della Brianza, è un comune di 5.400 abitanti che si trova nel distretto della Martesana della Città Metropolitana di Milano. Nominato per la prima volta in un documento ufficiale nel 1398, il lemma “Rosa” fu aggiunto nel 1862 per distinguere il comune da Trezzano sul Naviglio. Tra le ipotesi alla base della scelta di questa parola, la più accreditata è quella secondo la quale la moglie dell’allora sindaco Giulio Cremonesi si chiamasse appunto Rosa. La prova sarebbe anche nella treccia di capelli raffigurata nello stemma comunale. 

 

#3 Villa Cortese: il comune al top nella raccolta differenziata

Credits sempionenews.it – Villa Cortese

Villa Cortese è uno degli ultimi comuni della Città Metropolitana di Milano prima della provincia di Varese. I residenti sono poco più di 6.000 e il ritrovamento di un sarcofago romano databile al I secolo d.C. testimonia la presenza di un insediamento abitativo già a quell’epoca. Da anni ha stabilizzato la sua raccolta differenziata attorno al 70%, portando il comune ad essere uno dei più bravi a riciclare in Italia. 

 

#4 Dresano: il paese dei tre “seni”

Credits albarete-wikipedia – Dresano frazione_Madonnina – chiesa_parrocchiale

Il comune di Dresano confina con il lodigiano e nonostante il paese sia storicamente ed ecclesiasticamente legato a Lodi, al momento dell’attivazione della nuova provincia nel 1995 il comune rimase parte di quella di Milano. L’origine del nome sembra sia da far risalire alla presenza di tre insenature, tre “seni”, quando ancora l’attuale territorio comunale era paludoso, da Tresseno fino alla trasformazione in Dresano. Le stesse insenature appaiano infatti anche nello stemma del paese, ognuna sormontata da uno degli alberi tipici di questa zona della Pianura Padana, il pioppo.

 

#5 Santo Stefano Ticino: porta il nome del fiume… che però scorre altrove

Credits tecnoretesantostefanoticino IG – Cascina Santo Stefano Ticino

Nonostante l’appellativo, il territorio comunale di Santo Stefano Ticino non è attraversato dal fiume Ticino, che scorre nel limitrofo comune di Magenta. Sono circa 5.000 i residenti di questo comune che, soppresso in età napoleonica, fu inserito nella provincia di Pavia nel 1786. Dal 2008 nel comune è presente il Salumificio Giuseppe Citterio trasferitosi da Rho, con uno stabilimento che produce mortadella e salame e che è anche la sede del laboratorio di ricerca e sviluppo dell’azienda.

 

#6 Calvignasco: il comune più pianeggiante d’Italia

Credits milanodavedere – Calvignasco

Calvignasco si trova nell’ovest della Città Metropolitana di Milano e supera di poco i 1.200 abitanti. Ai margini con il territorio della Provincia di Pavia è attraversato ed irrigato dalle acque del Canale Ticinello. Questo comune, assieme a quello di Alzano Scrivia in provincia di Alessandria, detiene un curioso record: è il comune più pianeggiante d’Italia, essendo il dislivello massimo del territorio comunale pari a 1 metro.

 

#7 Vignate: dove si produceva il vino di Milano 

Credits festa della redenzione di Vignate FB – Vignate, Festa della redenzione, ricordo della liberazione dai vincoli feudali sui terreni coltivati

Vignate è un comune di origini romane, come si evince dall’assetto stradale del centro storico e il nome deriva con ogni probabilità dal toponimo “Vineate”, composto dal termine latino vineo (vigna) e dal suffisso celtico –aite (luogo, contrada). Era la vite infatti la coltivazione principale del territorio, prima che da un’economia prettamente agricolo passasse ad una industriale. Ancora oggi rimane traccia dell’anima rurale, persistono infatti molti fontanili, anche se alcuni in stato di abbandono, e una decina di cascine ancora in attività.

 

Continua la lettura con: I 7 PAESI dell’HINTERLAND dove un MILANESE NON andrebbe mai a VIVERE

FABIO MARCOMIN

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Viaggiare con l’alta velocità a meno di 10 euro: queste le due tratte da Milano

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italotreno.com - Treno Italo

Ora che la bella stagione è alla porte è tempo di pensare a gite fuori porta e anche a viaggi a lunga distanza. Scopriamo la promozione messa in campo da Italo e le tratte disponibili.

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Viaggiare con l’alta velocità a meno di 10 euro: queste le due tratte da Milano

# A meno di 10 euro con i treni alta velocità

italotreno.com – Treno Italo

Per chi vuole assaporare al meglio la primavera, la scelta ideale per un viaggio comodo e veloce è sempre il treno. E quando parliamo di alta velocità, l’esperienza diventa ancora più piacevole se si riesce anche a viaggiare a prezzi super convenienti. È il caso della promozione lanciata da Italo, che permette di spostarsi tra diverse città italiane con tariffe a partire da soli 9,90 euro

Leggi anche: La super-metro dei treni ad alta velocità: si andrà da Milano a Mosca? E in queste altre città da sogno

# Le tratte super scontate

Nuova mappa collegamenti Italo

Le tratte disponibili a questa tariffa sono soprattutto nelle regioni del Nord Italia: Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia oltre a Emilia-Romagna e Toscana. Eccole nel dettaglio:

  • Milano – Reggio Emilia
  • Genova – Milano
  • Udine – Vicenza
  • Bologna – Brescia
  • Bologna – Venezia
  • Ferrara – Firenze
  • Ferrara – Pordenone

L’offerta prevede un numero limitato di posti e sono validi in tariffa eXtra, ambiente Smart. Per usufruirne è consigliabile prenotare in anticipo scegliendo il giorno giusto.

# Le novità tra le destinazioni più popolari

Italo Treno a meno di 10 euro

Tra le destinazioni popolari ci sono una tratta storica, la Bologna-Firenze, e altre meno conosciute come la Conegliano-Verona o la Firenze-Rovigo. Al sud spicca la Bari-Benevento, per un viaggio della durata di 2 ore e 19 minuti.

Continua la lettura con: In Europa da Milano con l’alta velocità: le 5 città più spettacolari all’orizzonte del Frecciarossa all’estero

FABIO MARCOMIN

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L’hotel con i prezzi più bassi di Milano: una camera full service a 10 minuti a piedi dal nuovo quartiere Glam Chic

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Camera Hotel Alessander

Soggiornare in hotel a Milano senza svuotare il portafoglio è possibile. Vediamo dove si trova quello più economico al momento.

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# Hotel Alessander: un due stelle di buon livello a 55 euro a notte

Esterno hotel Alessander

A Milano non è necessario spendere una fortuna per dormire in un hotel. Se si sa dove cercare, anche lontano dagli ostelli economici che offrono camere a meno di 20 euro, è possibile trovare soluzioni interessanti. Ad esempio, l’Hotel Alessander, un 2 stelle, offre camere singole a partire da 55 euro a notte. La ricerca è stata effettuata per il weekend 12-13 marzo 2025 su tutti i principali portali di prenotazione. Il punteggio dato dagli utenti è di 7 o superiore, quindi la struttura è giudicata in media come di buon livello. 

# I servizi offerti: wi-fi gratis, reception H24 e parcheggio

Camera Hotel Alessander

Tra i servizi offerti dall’hotel, oltre al Wi-Fi gratuito in camera, c’è una reception aperta 24 ore su 24, dove è disponibile un deposito bagagli e una cassetta di sicurezza. Per la colazione a buffet è previsto un supplemento di 5 euro, stessa cifra giornaliera per l’utilizzo del parcheggio in loco. Nella camera è presente anche frigobar e televisore a 22 pollici.

# A 10 minuti da SoPra, il nuovo quartiere glam-chic di Milano

Localizzazione Hotel Alessander

La struttura è in via Cortina d’Ampezzo 17, una traversa di via Quaranta, nel quartiere Vigentino a 5 minuti a piedi dalla nuova sede di Moncler in fase di ultimazione, a 10 da Soupra e a 20 da Fondazione Prada.

Leggi anche: SoPra, sarà il nuovo quartiere glam-chic di Milano?

Continua la lettura con: Una notte nell’hotel più piccolo del mondo

FABIO MARCOMIN

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5 dancing risto-bar di Milano: dove si beve e si mangia ballando

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theordinarymarket IG

Milano frenetica, industriale, caotica, un via vai continuo e quotidiano di persone in movimento: ma non ci si ferma mai? Eccome. A Milano ci si rilassa e ci si diverte molto e il momento tanto atteso della giornata arriva dopo le 18, quando scatta l’ora dell’aperitivo e inizia la vita notturna della città.

La movida milanese offre numerose occasioni di divertimento e intrattenimento, tant’è che per questo motivo è una delle mete più ricercate dai turisti anche internazionali. Centinaia di bar, pub, birrerie, ristoranti, discoteche che dai Navigli all’Isola, da Brera alle Colonne di San Lorenzo offrono le proposte più disparate per accontentare tutti i gusti. Ecco una selezione con i 5 dancing bar migliori per viversi al meglio la notte.

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5 dancing risto-bar di Milano: dove si beve e si mangia ballando

#1 Apollo Club – via Borsi 9/2 (aperto tutti i giorni, tranne lunedì e martedì)

_milangeles_ IG _ Apollo Milano

Sui Navigli l’indirizzo per fare un aperitivo, mangiare qualcosa e poi scatenarsi in pista è senza dubbio l’Apollo Club, la cui fitta programmazione settimanale vi permetterà di tirare notte fonda senza troppi problemi. Musica da capogiro, ospitalità calorosa e quella sensazione di casa, il bar è tutto questo e molto di più: un posto che ti fa sentire parte di una comunità che va oltre il semplice bere.

La cucina dell’Apollo è affidata a Francesco Marrone, giovane chef con all’attivo una enorme esperienza in grado di proporre una cucina italiana mediterranea rispettosa della tradizione, ma che guarda al futuro. Il cibo e i cocktail sono in linea con i locali di questo genere, ma la serata si impenna soprattutto quando in pista a farvi ballare c’è il Rollover.

A questo proposito, venerdì 14 marzo è in programma una serata di pura alchimia con Rollover Milano che incontra JIM Nights. In questa serata si riuniscono i Rollover DJs, che offrono i loro caratteristici beat ipnotici, Bordello a Parigi Sound system che, direttamente dall’underground, portano quella cruda energia italo-disco e infine Jack Scavino e Sam David, i quali si tuffano nel groove house con le loro allegre selezioni hi-power.

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#2 Tom. The Ordinary Market – via della Chiusa 1 (aperto tutti i giorni, tranne domenica)

theordinarymarket IG

In zona Colonne, la formula del Tom è quella di un ristorante e club dall’allure ricercato e postmoderno, dove gustare capolavori gastronomici tipici della cucina italiana e scatenarsi tra musica dal vivo e dj set durante serate che di ordinario hanno solo il nome del locale. Si tratta di un progetto ambizioso che mixa cocktail bar, club e cucina puntando tutto sulla qualità a partire da vini e birre artigianali, ma anche per i cocktail ricercati, come il ‘Central America’s Togue’ e l’Ordinary and fresco’. Non è da meno la cucina: affidata ad Alessandro Cresta, sous-chef di Sergi Arola (2 stelle Michelin) a Madrid, il menù vanta tapas e piatti di cucina internazionale con focus sui prodotti del territorio e biologici. E poi c’è il club chiamato ‘The Stock’, un luogo dove finalmente si può ballare musica elettronica e commerciale di qualità senza dover cambiar locale nel corso della serata e soprattutto senza dover bere le classiche schifezze da bar delle discoteche.

#3 El Porteño Prohibido – via Melloni 9 (aperto tutti i giorni, tranne lunedì)

Tango El Portenho

I ristoranti El Porteño li conoscete per l’ambiente suggestivo e soprattutto per la prelibata e deliziosa carne argentina, ma forse non conoscete ancora la sua versione più sensuale e frizzante, El Porteño Prohibido. L’aggettivo “prohibido”, senza dubbio intrigante e attrattivo, si riflette nelle atmosfere del locale, quasi misteriose ma molto affascinanti. Qui i piatti più tipici della gastronomia argentina vengono serviti mentre si assiste a spettacoli in cui bravissimi ballerini ballano il tango ogni martedì, mercoledì e giovedì sera, mentre dal venerdì alla domenica salgono sul palco cantanti, corpi di ballo ed acrobati per uno show a 360°. Dopo aver soddisfatto gusto e vista giungerà il momento di alzarsi e ballare per terminare la serata in un ristorante in cui è possibile godersi un vero piacere prohibido, senza sentirsi in colpa ma solo molto soddisfatti.

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#4 Spirit de Milan – via Bovisasca 57/59 (aperto tutti i giorni, tranne il lunedì)

Credits: @d.parisio
Spirit de Milan

In questa ex fabbrica di cristalleria in Bovisa, l’ambiente è super suggestivo e qui potete cenare, fare aperitivo o semplicemente bere qualcosa ascoltando un concerto dal vivo. La ‘Fabbrica de la Sgnagnosa’ è il bistrot-ristorante che offre un menu milanese semplice e genuino, con stuzzichini regionali, bevande fresche e soprattutto buon vino.

L’atmosfera è davvero piacevole sia d’estate, sfruttando il suo cortile interno, che d’inverno, all’interno del locale. Tanti gli eventi, le feste e i corsi in programma, come la serata milanese più famosa ‘Barbera & Champagne’ che è l’anima di Spirit de Milan. Si tratta di una serata per ritrovare una Milano da osteria, con canto, musica e risate intorno allo stesso palco. Un’altra serata da non perdere è la ‘Holy Swing Night’, l’autentica serata swing di Milano tutta anni 30 e 40, dove ballare ai ritmi incalzanti delle migliori swing live band della penisola e internazionali.

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#5 Santeria Social Club – viale Toscana 31 (aperto tutti i giorni, tranne il lunedì)

Santeria Comedy Club

In zona Bocconi, Santeria Social Club è decisamente il posto giusto se si cerca un posto piacevole in cui svagarsi con uno dei tanti eventi in programma. Si tratta di un hub creativo e polifunzionale, in cui si passa dal mattino fino al dopo cena grazie alle diverse anime che compongono questo spazio di 1.000mq. C’è il ristorante con il cocktail bar dove fare brunch nel weekend, oppure fermarsi con i colleghi dopo l’ufficio e ascoltare uno dei tanti concerti che qui si avvicendano. Troverete i nuovi nomi della scena underground italiana, così come i volti più consolidati: dal jazz, elettronica, musica pop e leggera e quella più sperimentale.

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MARTA BERARDI

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«Vorrei sapere se è in programma l’estensione della metropolitana fino a Chiaravalle…»

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Buongiorno,

vorrei sapere se è in programma l’estensione della metropolitana fino al Comune di Chiaravalle.

Mi sembra una cosa utile sia da un punto di vista culturale che spirituale per la presenza della stupenda basilica e il cimitero.

Grazie 

TERESA

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Da postino mi consenta di rettificare: Chiaravalle non è un comune, ma un quartiere di Milano. Al momento nessuna estensione della metro è prevista in quella direzione, a meno di un colpo ad effetto nel futuro progetto di M6.
Se invece intende il comune di Chiaravalle in provincia di Ancona, la sua idea risulta ancora più affascinante.  
 
 
 
IL POSTINO
 
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Continua la lettura con: «Io abito in via Monte Cervino, la situazione intorno a Citylife è drammatica…»

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Quando la Madonnina fu coperta di stracci

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E’ il simbolo di Milano, posta in cima al Duomo. Fino a pochi anni fa era il punto invalicabile più alto della città.

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Quando la Madonnina fu coperta di stracci

# Il punto più alto della città fino all’arrivo dei grattacieli

Credits Andrea Cherchi – Madonnina Torre Allianz

Infatti nessuno osava costruire nulla che la sovrastasse in altezza. Poi si è scoperto che si trattava di una consuetudine non di una legge e da quel punto si sono scatenati con i grattacieli. Mettendo sul tetto però, una copia della Madonnina. Perché con queste cose non si scherza…

# Invoca la benedizione divina su Milano 24h

Quanto è GRANDE la MADONNINA del DUOMO di Milano?
Credits Andrea Cherchi – Madonnina sul Duomo di Milano

Pochi sanno che la Madonnina è stata messa sulla cima della guglia maggiore solo nel 1774. La statua fu disegnata da Giuseppe Perego, è alta oltre 4 metri e ha le braccia aperte per chiedere la benedizione divina verso la città.

# Quando fu coperta di stracci

La Madonnina è fatta di oro zecchino che scintilla luminoso sulla sommità della città. Questo accade da sempre tranne un breve periodo in cui, levando gli occhi al cielo, non c’era più traccia della sua luce.

Questo accadde durante la seconda guerra mondiale quando la statua fu ricoperta di stracci. Questo per evitare che il suo luccicare invece che la benedizione divina potesse attirare i bombardieri alleati in volo sopra Milano.

Continua la lettura con: Le 4 Madonnine nel cielo di Milano

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La foto del giorno: dove siamo?

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Ph. @everysinglestreetmilan IG

La foto del giorno: oggi siamo all’Ortomercato

Ph. @everysinglestreetmilano IG

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