Il lato chiaro di Alessandro Fracassi founder di Moltiply (ex mutuionline) rivela aneddoti e spunti utili a chi ha un’attività in proprio o desidera di averne una. E svela alla fine il suo sogno più grande. Dal canale di youtube di Milano Città Stato.
Conduce: Andrea Zoppolato. Regia: Francesco Leitner. Prodotto da: Fabio Novarino. Location: Fucine Vulcano APS – Via Fabio Massimo 15/12 (IG: @fucinevulcano).
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La foto del giorno: oggi siamo in via Angelo Mosso (NoLo)
Ph. @azoppolato
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Tutto è scoppiato da una pagina Instagram molto nota: themilancityjournal IG Qual è il comune più brutto dell’hinterland, ha domandato. Dalle risposte si è scatenato un putiferio anche perché, come abbiamo conteggiato, ha “conquistato” il primo posto Pieve Emanuele. Le reazioni di cittadini e autorità locali non si è fatta attendere. Pubblichiamo l’elegante reazione del sindaco che ci invita tutti a scoprire le sua bellezze nascoste e a goderci i tramonti della sua terra.
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La rivincita di Pieve Emanuele: «vi aspettiamo a scoprire la nostra bellezza nascosta»
# Il «brutto anatroccolo» dell’hinterland: questo è il paese più brutto secondo i milanesi
Ph. zaiteli.travel.life IG
Qual è il comune più brutto dell’hinterland? Questa la domanda fatta da themilancityjournal IG . Abbiamo conteggiato i voti ed è risultata questa classifica con questi commenti che giustificano la relativa posizione:
«Questa mattina è stato portato alla mia attenzione un sondaggio social per cui la nostra Pieve Emanuele sarebbe stata votata come la più brutta cittadina dell’Hinterland milanese e non posso non fare un commento anche io a riguardo. Non è nel mio stile arrampicarmi sugli specchi, sono solito essere intellettualmente onesto e credo che lo sappiamo tutti che Pieve non ha il centro storico di maggior pregio o un lungo fiume affascinante. Paghiamo su tutto lo scotto della speculazione edilizia che dagli anni 70 ha massacrato questo territorio, senza un briciolo di senso urbanistico e lo pagheremo sempre.
Però onestamente non mi piacciono questi giochi al massacro, queste situazioni per cui invece di ragionare in favore di qualcosa di positivo, si mira a esaltare qualcosa di negativo: lo so, i social sono maestri in questo e istigare alla critica si sa, paga in termini di click ben di più che raccontare esperienze felici. Ognuno fa il suo lavoro e lo fa come crede e va bene così.
Il mio lavoro invece è fare il Sindaco di questo paese e fare in modo che i miei concittadini vivano bene a Pieve Emanuele. Quel sondaggio si riferiva ad una bellezza oggettiva e immediata che probabilmente noi non possediamo e chi ha risposto sarà principalmente chi da qui forse è solo passato. A questi dico che posso comprendere la natura del loro giudizio, ma che la bellezza esiste anche a Pieve Emanuele, solo bisogna avere la voglia di vederla: abbiamo un infinito patrimonio verde, i parchi e un’oasi naturalistica, lunghe vie ciclopedonali e cascine storiche, le rogge, la Pieve e il Castello. Questa non è una città caotica e piena di traffico come tante altre della provincia, anche stando a 16 km da Milano, che è raggiungibilissima da più direttrici e con diversi mezzi di trasporto. A me piace dire che siamo sospesi tra campagna e città, viviamo la prossimità al capoluogo come un grande vantaggio, allo stesso tempo godiamo di bellissimi tramonti sulle nostre campagne.
Il mio lavoro da sindaco è valorizzare questo patrimonio tanto da far passare in secondo piano i palazzoni, dare spazio ai progetti, valore alle persone. A pieve si vive bene: è un paese sicuro, in cui gli eventi e i momenti culturali sono ormai numerosissimi, dove la rete associativa non ti lascia mai solo, dove tutti i cittadini hanno un medico di base e potrei continuare…
Mi farebbe molto dispiacere scoprire che i pievesi denigrano la loro città, mi fa dispiacere, ma non mi sorprende, anche notare che l’opposizione politica locale riesce a cavalcare anche un articolo come questo pur di attaccarmi politicamente, invece di difendere il nostro territorio.
Chiudo ironicamente dicendo che della Gioconda si dice che ritragga una brutta donna… eppure è il quadro più iconico mai realizzato dall’uomo.
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Sono 120mila i cani di Milano. Uno ogni 11 residenti. Una città nella città. Con l’avanzare dell’età, i cani, proprio come gli esseri umani, possono andare incontro a diversi problemi di salute. Mantenere uno stile di vita sano e sottoporli a controlli veterinari regolari è essenziale per garantire loro una buona qualità della vita. Vediamo insieme quali sono i disturbi più comuni nei cani anziani e come affrontarli al meglio.
I 7 disturbi più comuni nei cani anziani e i consigli su come gestirli al meglio
#1 Problemi articolari e artrosi
Matthias_koll_leverkusen – pixabay – Bassotto
Uno dei problemi più frequenti nei cani anziani è l’artrosi, una patologia degenerativa che colpisce le articolazioni, causando dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti. La cartilagine che protegge le articolazioni si consuma progressivamente, portando a infiammazione e dolore cronico.
Per alleviare i sintomi, è possibile adottare alcuni accorgimenti:
Mantenere il peso forma: l’eccesso di peso aumenta la pressione sulle articolazioni.
Attività fisica moderata: passeggiate regolari, ma senza sforzi eccessivi.
Integratori specifici: il veterinario può consigliare l’uso di condroprotettori o integratori a base di omega-3 e glucosamina.
Terapie alternative: fisioterapia, agopuntura e idroterapia possono essere molto efficaci. Per approfondire l’argomento, puoi consultare questa guida sull’artrosi cane, dove troverai informazioni utili su cause, sintomi e trattamenti.
#2 Perdita della vista e dell’udito
Con il passare degli anni, i cani possono sviluppare problemi visivi come la cataratta, che porta a un’opacizzazione del cristallino, riducendo progressivamente la vista. Anche l’udito può diminuire a causa dell’invecchiamento del sistema nervoso o di infezioni auricolari croniche.
Per aiutare il cane in queste situazioni:
Evita di cambiare troppo spesso la disposizione dei mobili in casa.
Usa segnali visivi o vibrazioni per comunicare con un cane con problemi di udito.
Fai controllare periodicamente gli occhi e le orecchie dal veterinario.
#3 Declino cognitivo e demenza senile
ArminEP -pixabay – Australian Shepherd
Alcuni cani anziani possono manifestare disfunzione cognitiva, simile all’Alzheimer negli esseri umani. I sintomi più comuni includono disorientamento, cambiamenti nel sonno, ansia e perdita di memoria.
Per migliorare la qualità della loro vita:
Stimola la loro mente con giochi e nuove esperienze.
Segui una dieta ricca di antiossidanti e acidi grassi omega-3.
Assicurati che abbiano un ambiente sereno e routine prevedibili.
#4 Problemi cardiaci
Con l’età, molti cani sviluppano malattie cardiache, che possono portare a insufficienza cardiaca congestizia. Segnali di allarme includono tosse persistente, affaticamento e difficoltà respiratorie.
Per gestire la situazione:
Monitora il peso e la dieta del cane.
Riduci il consumo di sodio per non affaticare il cuore.
Effettua visite veterinarie regolari per controlli cardiologici.
#5 Problemi renali
L’insufficienza renale cronica è comune nei cani anziani e si manifesta con aumento della sete, perdita di appetito e affaticamento. Una diagnosi precoce attraverso analisi del sangue e delle urine può fare la differenza.
Per supportare il cane:
Fornisci una dieta specifica a basso contenuto di fosforo e proteine di alta qualità.
Incoraggia l’idratazione con fontanelle o cibi umidi.
Somministra eventuali farmaci prescritti dal veterinario.
#6 Obesità e problemi metabolici
Molti cani anziani tendono ad accumulare peso a causa della ridotta attività fisica e di un metabolismo più lento. L’obesità può aggravare problemi articolari, cardiaci e metabolici, come il diabete.
Per prevenirla:
Fornisci un’alimentazione equilibrata e adatta all’età.
Mantieni il cane attivo con esercizi adeguati alla sua condizione fisica.
Evita snack eccessivi e cibi ricchi di grassi.
#7 Problemi gastrointestinali e incontinenza
labrador- pixabay -AlkeMade
Con l’età, la digestione può diventare più difficile e alcuni cani possono soffrire di vomito, diarrea o stitichezza. L’incontinenza urinaria è un altro problema comune dovuto all’indebolimento dei muscoli della vescica.
Strategie utili:
Fornire una dieta ricca di fibre per favorire la digestione.
Introdurre pasti piccoli e frequenti.
Usare tappetini assorbenti e consultare il veterinario per eventuali farmaci specifici.
Invecchiare è un processo naturale anche per i nostri amici a quattro zampe, ma con le giuste cure possiamo aiutarli a vivere in modo sereno e confortevole. Controlli veterinari regolari, una corretta alimentazione e uno stile di vita equilibrato sono fondamentali per prevenire e gestire al meglio i disturbi legati all’età. Ricordiamo che, nonostante gli anni che passano, il nostro cane rimarrà sempre il nostro fedele compagno di vita.
REDAZIONE
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Usciti gli ultimi dati di InsideAirbnb sugli affitti brevi: il crollo che non ti aspetti. Che amplifica un fenomeno assurdo: una Milano in cui sono sempre di più le case vuote.
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La città delle case vuote
# -10% di case per affitti brevi: aumentano le case sfitte (sono più di 100.000, oltre 16.000 quelle popolari)
Ph. @casamilano.official IG
Il crollo che non ti aspetti. Quello segnalato dagli ultimi dati di InsideAirbnb.Gli appartamenti a Milano per affitti brevi sono crollati del 10% in un solo anno: da quasi 25.000 a 22.600. È salito invece il prezzo medio: da 164 a 174 €. In aumento anche il guadagno medio che nell’anno è di 9172 € a fronte di 7626 € del 2023. Entrambi i dati sono conseguenza della riduzione dell’offerta. E questo si aggiunge al record di appartamenti sfitti in città che sono oltre centomila. Anche le case popolari restano vuote: a Milano ci sono 16.423 alloggi popolari vuoti (10.364 di Aler, 6.059 di Mm).
# Anche gli appartamenti occupati da affitti brevi restano sfitti per 10 mesi all’anno
Credits tempocasa – Interno Casa Igloo
Anche il mercato degli affitti brevi sembra quindi confermare il trend che sempre più case restano vuote: un appartamento su tre di quelli messi online resta vuoto nell’arco di 12 mesi. Si tratta di circa 7.000 appartamenti. Non solo: anche il rimanente due terzi (16.000), costituito dagli appartamenti che vengono occupati, registrano appena 66 notti coperte in 12 mesi. Quindi in media anche gli appartamenti “occupati” restano sfitti per quasi dieci mesi all’anno. Qual è il motivo di questo crollo degli affitti brevi?
# Anche gli appartamenti occupati da affitti brevi resta sfitto per 10 mesi all’anno
La ragione è molto simile al motivo per cui molti le preferiscono tenere la casa sfitta invece che darla in affitto: le norme che rendono sempre più problematica e proibitiva la gestione dell’affitto breve. Chi ci mette lo zampino è sempre lui: lo Stato. Che si mette di traverso contro chi dovrebbe essere libero di fornire servizi per gli altri e di produrre ricchezza. Che, in questo caso, si accanisce contro i proprietari con i suoi classici strumenti di dissuasione alla libera impresa: burocrazia, tasse e scarsa tutela. Perché al problema che riduce il mercato degli affitti brevi si aggiunge quello degli appartamenti che restano sempre sfitti, il cui motivo principale restano le eccessive tutele legislative per chi occupa senza pagare un appartamento. A quel punto, venendo meno per i proprietari la possibilità di liberarsi in tempi rapidi da inquilini abusivi o inadempienti, preferiscono tenere sfitte le loro case in eccesso. Creando così un danno non solo per se stessi ma soprattutto per i molti che hanno bisogno di una casa e che hanno la possibilità di utilizzarla nel rispetto delle regole. E quindi il risultato di questo garantismo ottuso e autolesionista è che abbiamo una Milano dove si costruisce ovunque e congestionata dal cemento. Ma dove sempre più case non fanno da casa.
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3 marzo 1426 la Repubblica di Venezia dichiara guerra al Ducato di Milano: perché e come andò a finire?
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3 marzo. Venezia dichiara guerra a Milano: come andò a finire?
Credits: 10cose.it
Tutto ha inizio il 15 aprile 1423. Alla morte di Tommaso Mocenigo, Francesco Foscari fu eletto doge. Si trattava di un uomo molto ambizioso: diede inizio a una politica espansionistica che porta Venezia contro Milano. Il 3 marzo 1426 la Repubblica di Venezia dichiara guerra al Ducato di Milano.
L’inizio sorrise ai veneziani: le vittorie nella battaglia di Cremona e nella battaglia di Maclodio (1427) permisero alla Serenissima di avanzare fino all’Adda, conquistando Bergamo, Brescia, Crema e i territori della Val Camonica. Ma a Milano non si molla: le guerre di Lombardia conobbero una battuta d’arresto con le sconfitte veneziane a Soncino e Delebio, che portarono alla condanna a morte per tradimento del condottiero Francesco Bussone, conte di Carmagnola.
Venezia riuscì comunque a difendere con successo Brescia e il Lago di Garda grazie alla straordinaria impresa delle Galeas per montes (1441). Nello stesso anno, la pace di Cremona confermò il dominio veneziano su Peschiera, Brescia, Bergamo e parte del Cremonese, mentre la Repubblica estese il suo controllo anche sulla Romagna e Rovereto.
L’instabilità di Milano, con la nascita dell’Aurea Repubblica Ambrosiana, offrì a Venezia l’occasione di rifarsi e di occupare Lodi e Piacenza. Il 19 aprile 1454, con la pace di Lodi, il Ducato di Milano riconobbe ufficialmente il confine veneziano sull’Adda, sancendo l’equilibrio tra le due potenze.
Dopo oltre 34 anni di dogato, il più lungo nella storia della Serenissima, Francesco Foscari fu travolto da uno scandalo e costretto alle dimissioni nel 1457, chiudendo un’epoca di espansione e conflitti.
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M6: due visioni alternative sul tracciato. Quella del Comune e quella del Governo. Ma quale potrebbe essere una soluzione che possa essere utile ad entrambi e che possa portare il successo dell’opera?
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«Arcipelago M6»: la soluzione per coprire Milano e hinterland estendendo anche le altre linee della metro
Il Comune sembra sostenere una linea a “elle” che attraversi l’ovest di Milano e che poi punti dritto a est coprendo i quartieri del sud, con un possibile tracciato che parta dalla futura stazione di Mind. Nell’ipotesi proposta da Urbanfilepotrebbe passare, per Quarto Oggiaro, Certosa FS, incrociando M1 a QT8 (ramo Rho Fiera), M5 a Segesta, M1 a Bande Nere (ramo Bisceglie), M4 a Frattini, la circle line a Canottieri, M2 ad Abbiategrasso, M3 a Lodi Tibb e finire poi a Ponte Lambro. Il tracciato da realizzare da zero coprirebbe l’ovest, garantendo la chiusura della circle line ad ovest, e una buona fetta del sud, ma rimarrebbe all’interno dei confini cittadini. E questa “chiusura” che taglierebbe fuori l’hinterland è ciò che il governo non condivide.
# Cosa vuole il governo: utilizzare un ramo della M1 e unire poi il centro con il sud della città fino all’hinterland
Il Giornale – Percorso ipotizzato nuova M6
Il governo italiano propone di utilizzare il ramo di Bisceglie M1 come parte della nuova M6. La M6 partirebbe quindi da Bisceglie (o da Baggio quando finiranno i lavori di prolungamento), proseguirebbe poi fino a Pagano, trasformando pertanto questo ramo di M1 in M6. Poi inizierebbe la linea nuova che incrocerebbe M2 a Sant’Agostino, M4 a Coni Zugna, la circle line a Tibaldi, a Lodi TIBB con M3, proseguendo poi lungo viale Ripamonti verso Opera e Locate Triulzi. Il problema principale di questo progetto è capire che tipologia di veicoli utilizzare. La M6 dovrebbe essere infatti simile a M4 e M5, ma così facendo bisognerebbe riprogettare tutte le stazioni da Pagano a Bisceglie (o Baggio) per accogliere i nuovi treni automatici e più corti. In alternativa, se si decidesse di utilizzare i treni più grandi, i costi sarebbe sicuramente maggiori. Allora come risolvere questa impasse accontentando sia governo che comune?
# M6 pensata non nell’ottica di una singola metro, ma come una serie di infrastrutture
Sistema M6
Vogliamo quindi cercare di realizzare una sintesi tra le due opzioni principali sul tavolo, proponendo qualcosa che cerchi di risolvere i problemi evidenziati dai due progetti e vada a migliorare il sistema di metropolitane presenti a Milano. Per questa ragione, M6 non deve essere solo una metropolitana, ma dovrebbe essere l’insieme di progetti che comprenda lavori anche su altre linee per portare un vero cambiamento della rete metropolitana.
# Il tracciato della M6 vera e propria
M6 ad ovest: in rosa il tratto ovest di M6 per chiudere la circle line
La M6 dovrebbe scorrere nell’ovest della città, andando a completare la circle line. Come sostenuto dal Comune.
Il percorso potrebbe ricalcare in parte il progetto della vecchia circonvallazione ferroviaria mai realizzata, con qualche aggiunta, a questo percorso andrebbero sicuramente aggiunte alcune fermate intermedie.
– Quarto Oggiaro FNM (S1, S3, S13)
– Quarto Oggiaro Centro
– Milano Certosa FS (S5, S6, S11, Circle line)
– Lampugnano M1
– San Siro Stadio M5
– Inganni M1
– San Cristoforo M4 (S9, Circle line)
Il percorso potrebbe anche andare più a sud, servendo prima Buccinasco, poi Assago, il forum (dove scambiare con M2) e poi proseguendo ancora più a sud verso Rozzano e Binasco a cui si promette l’arrivo della M2 da diversi anni. Nel tratto cittadino si potrebbe pensare anche ad un percorso ancora più ad ovest, partendo da Novate Milanese, passando per la futura stazione di Mind, Bonola M1, l’eventuale estensione di M5 ad ovest di San Siro, per poi ritornare sul tragitto sopra indicato ad Inganni.
# M3 con sbinamento
M3 Linate: in giallo il prolungamento di M3 fino a Linate
Per servire Ponte Lambro si potrebbe pensare di effettuare uno sbinamento di M3 subito dopo Rogoredo FS, si potrebbe quindi servire Ponte Lambro e successivamente proseguire verso nord per raggiungere Linate, in modo tale da fornire un collegamento metropolitano diretto tra Linate, la stazione Centrale e Rogoredo da dove fermano numerosi treni ad alta velocità.
Rimarrebbe l’incognita della frequenza di passaggio nei due tratti, infatti attualmente la frequenza minima è di 2 minuti, questo comporterebbe che ci sarebbe un treno per direzione ogni 4 minuti. Si potrebbe però pensare di diminuire il tempo di attesa grazie alla parziale automazione della linea, come già proposto, in modo tale da ridurre i tempi di attesa nelle varie stazioni periferiche.
# M2 verso Opera
Metro a sud: in verde il prolungamento di M2 fino a Locate Triulzi, in arancio il prolungamento della metro fino a Binasco
Per arrivare a Opera si potrebbe utilizzare la M2 che potrebbe invece estendere il suo ramo di Piazza Abbiategrasso, raggiungendo prima il quartiere Vigentino e proseguendo poi a sud verso Opera e Locate Triulzi. In questo tratto a scarsa densità abitativa, i treni di M2 potrebbero essere abilitati a raggiungere velocità maggiori in modo da coprire questo tratto in meno tempo vista l’assenza di fermate intermedie.
Così facendo M2 raggiungerebbe il futuro scalo AV di Opera e grazie ad opportuni parcheggi di interscambio garantirebbe un’occasione per ridurre il traffico in ingresso da sud.
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Sembrano banali, quasi inoffensive. Ma ci cascano tutti.
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Le 10 frasi sintomo di pazzia tipiche delle donne milanesi
#1 “Andiamo a prendere un caffè a Bellagio?”
Ph. @linds.waddell IG
Bellagio è il posto più scomodo da raggiungere sul lago di Como. Tu azzardi: “Ma non possiamo fare tutto il week end?”. Risposta di lei: “No, mi va solo un caffè”.
#2 “Ci sono i collant in offerta da Calzedonia a Serravalle”
Serravalle Outlet. Credits: @merycsv IG
Tu: “Cazzo, sono 100 km ad andare, 100 a tornare, con quello che spendo ti regalo tutte le calze che vuoi”
Ma lei: “Sì, ma hanno l’offerta del colore che voglio io”
#3 “Vediamoci stasera. Sei libero?”
Ph. @ilios_the_bengal IG
Tu rispondi: “Sì certo. Dammi solo 10 minuti”. In quei 10 minuti sposti gli appuntamenti con primi ministri, papi e persone con cui ci sono voluti 5 mesi per avere l’appuntamento. Ma quando sei pronto ad uscire, lei: “Scusa ma possiamo fare un’altra volta? C’è il gatto che non sta bene”. Alle tue rimostranze, lei, gelida: “Tanto avevi detto che eri libero”
#4 “……”
Ph. @surrendertheghost IG
Tu: “Tutto bene?”. Silenzio. “Perché non rispondi?”. Silenzio. “Cosa ne faccio dei biglietti di Formentera?”. Silenzio. Il silenzio di lei è calato all’improvviso, senza segnali premonitori, perdura di fronte a qualunque domanda, nessun cenno di vita malgrado tuoi tentativi infiniti di sapere almeno se è viva.
Dopo questo periodo che va dai tre mesi ai due anni lei riappare, sulla chat di Facebook, con la frase: “Ciao, come stai?”
#5 “Saremo solo noi due”
Ph. @elenabernardi76 IG
Lei insiste per andare a Sankt Moritzpromettendo mari e monti e soprattutto intimità. Per tutto il viaggio ti fai strani viaggi, mentre lei parla di baite e di amplessi al suono del camino. Arrivati c’è la parata degli ex, con code come all’Expo per salutarla che vanno avanti tutto il fine settimana. Non riesci a stare solo con lei neppure in seggiovia. Anzi, non puoi nemmeno assentarti 5 minuti perché rischi che diventi lo stambecco dell’hotel.
#6 “Ma perché mi fidanzo sempre con quelli sbagliati?”
Ph. @caratempesta IG
Tu vorresti risponderle: “Perché ti fidanzi con tutti tranne che con me!”. Però intanto sei l’unico pirla a tirarla su alla fine di ogni storia sbagliata.
#7 “Dimostrava più della sua età”
Ph. @benedetta_pedraglio IG
Lui 15 enne.
#8 “Devo preparare le valigie”
alessandrogoldoni_tenor IG – Valige in attesa
Finalmente si parte per la vacanza che hai pagato tu. Il primo segno è che si prende una giornata intera per preparare le sue cose. Tu devi lasciare le tue cose, tipo la tavola da surf nonostante andiate nel paradiso dei surfisti e dove dovrai noleggiarne una per lasciare spazio alle sue valigie.
E quando le fai notare che hai portato qualcosa in meno, lei fa la vittima: “Ma non hai visto che ho portato meno costumi?”
#9 “Chiamami quando esci di casa”
credit: huffingtonpost.it
Tu chiami, parti, arrivi, aspetti sotto e aspetti. Lei ha il telefono occupato. Non risponde al citofono. Tu aggiorni lo status 15 volte. Vedi vari video su Youtube. Le mandi messaggi. Alla fine basta, cedi e vai a casa. Dopo due ore lei manda il messaggio: “dove sei finito?”.
Poi spiega: “Ho dovuto chiarire con il mio ex”
#10 “Facciamo una follia d’amore”
Questa è la fine di tutto. Partire all’improvviso, arrivare a destinazione, percorrere tutta la costa per trovare l’hotel giusto, perché non va bene niente, nonostante siate nel posto più ricco di disponibilità del mondo, non si riesce a trovare nulla, uno non va bene perché è troppo isolato, nell’altro c’è troppa gente, uno è sporco, l’altro sembra un ospedale, uno è da barbone, l’altro è troppo pettinato, a questo punto meglio tornare a casa.
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L’hinterland di Milano è sottovalutato. Soprattutto dai milanesi. Viene vissuto come una costellazione di luoghi sbiaditi che vivono solo di luce riflessa. Invece non è così. Anzi, sogniamo che si trasformi in un arcipelago di stelle, ognuna con una sua identità distintiva e con qualcosa di tipico che la faccia rispendere. Intanto scopriamo quali sono i luoghi più sottovalutati nei dintorni di Milano. Per capirlo lo abbiamo chiesto ai milanesi che ci hanno risposto così.
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Le 7 località più sottovalutate dell’hinterland di Milano: l’ultima è a sorpresa
#1 Cusano Milanino
Ph. @ francy_joy81 IG
«Verde, ben servita, con famiglie giovani». Viene anche definita “città giardino”.
#2 San Bovio
Ph. @liviopersonaltrainer IG
«Un luogo bellissimo, tranquillo, verde, a un passo da Milano»
#3 Carpiano
Ph. @visitcarpiano IG
«Anni fa c’era un ottimo ristorante “Vino e Cucina” ora purtroppo chiuso. Ma il paesino è fantastico»
#4 Settimo Milanese
Ph. @the_cycling_diaries IG
«Fantastico»
#5 Peschiera Borromeo
Ph. @ foto_di_angelino IG
«Ha tutto quello che si cerca fuori Milano, ma a due passi da Milano»
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Boldi si finge romano in Tifosi (1999). Credits:
@romanzogiallorosso (INSTG)
Il dialetto romano è uno dei più famosi e più amati, dalle stagioni dei Cesaroni agli spettacoli di Enrico Brignano, ci sentiamo tutti un po’ romani quando sentiamo il loro modo di parlare. Ci sono parole incomprensibili per praticamente tutte le persone al di fuori dei romani doc ma ce ne sono altre che ormai sono entrate nella nostra vita.
Vediamo le 7 espressioni romane più conosciute in tutt’Italia e il loro significato.
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Le 7 espressioni romane ormai usate in tutta Italia: il loro significato
#1 Daje
Al giorno d’oggi viene utilizzato per dire “dai su, forza!”.
Proviene dal verbo dare ma ha così tanti significati da essere degna dei verbi in latino con la loro declinazione. A volte per esempio si lega a prefissi e suffissi per assumere altri significati come nel caso di ed-daje o ari–daje.
Quando la nostra amica deve di nuovo fermarsi per andare in bagno mentre siamo in gita, quale espressione usare se non “Ari-daje”?
In tutte le sue connotazione ha soprattutto una sfumatura esortativa.
Può anche essere usato per tagliare corto un discorso dicendo “daje daje“,in modo da far capire all’altra persona che vogliamo concludere velocemente.
#2 T’accolli
Cosa vuol dire “essere un accollo”? Quando a Roma una persona viene definita così, si sta descrivendo la sua parte più fastidiosa e assillante: un uomo o una donna “che s’accollano” si attaccano all’altra persona, sono insistenti e non la mollano più.
Ormai questa parola è entrata nello slang giovanile italiano ma qual era il suo significato originale?
La parola accollo vuol dire in origine “carico che grava sul collo delle bestie o sul davanti di un veicolo a due ruote”; questo significato può però variare a seconda dell’ambito in cui stiamo parlando. In architettura per esempio, fa riferimento alla “parte di una costruzione che sporge in fuori”.
#3 ‘Na cifra
Questo termine vuol dire tantissimo in riferimento ad una grande quantità ma si può usare anche per esprimere un parere positivo.
Ti stai divertendo? “‘Na cifra!”
#4 Pischello
Credit: Anteprima24.it
Il dialetto romano, come tanti altri dialetti, ha dedicato una parola per i ragazzini di strada.
Nella vita quotidiana ci riferiamo al “pischello” per indicare i bambini ma si può anche usare per indicare un “ladro” o un “furbo”, un termine che si avvicina alla parola “birbante”.
#5 Mangiare a sbafo
Credit: fashionaut.it
“Mangiare a sbafo” deriva dal verbo sbafare e significa mangiare a spese di altre persone e quindi gratuitamente.
Tutti abbiamo avuto almeno una volta una persona che è venuta a sbafo a casa nostra solo per poter “scroccare” qualcosa da mangiare.
#6 Famo alla romana
Credit: buonricordo.com
Quando mi sono trasferita in Germania ho dovuto fare i conti con una dura realtà: i tedeschi non dividono alla romana.
Prima di quel momento non mi ero mai posta il problema di come pagare al ristorante, sono cresciuta con l’idea che la somma debba essere divisa in parti uguali, siano gli amici al tavolo 2 o 23.
Ed è proprio questo che si intende con “fare alla romana”: dividere in parte eguali tra tutti i presenti la spesa da sostenere al ristorante.
Che sia sicuramente più scomodo di pagare ognuno in un conto separato, è sempre stato parte della convivialità tradizionale italiana.
#7 Ndo cojo cojo
Letteralmente significa “dove prendo prendo” e viene spesso utilizzato per descrivere quelle situazioni in cui si va avanti senza una meta precisa e per questo si prenderà ciò che viene.
Sicuramente ci sono moltissime parole del dialetto che per i non romani sarebbero impossibili da comprendere ma è bello sapere di poter comprendere e utilizzarne qualcuna.
La prossima volta che andate al ristorante a Roma potrete dire: “Questo pranzo mi è piaciuto na cifra, daje famo alla romana!”
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sono una cittadina di Settimo Milanese. Un hinterland attaccato a Milano.
Vorrei sapere come mai non viene considerata la metropolitana visto anche la comodità del proseguire con la lilla che al momento termina a San Siro.
Grazie
DEBORA
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Il Comune e MM sembrano avere avuto la sua stessa idea, prendendo in considerazione l’estensione della M5. La scorsa estate è stato analizzato il sottosuolo in vista della progettazione da San Siro Stadio fino a Settimo Milanese. Le ipotesi sul tavolo sono due:
un tracciato di 4,5 km e 4 fermate con capolinea all’uscita Settimo Milanese della tangenziale ovest
un altro più breve di 2,5 km e due fermate fino Quinto Romano.
Si attende la decisione finale, anche se le tempistiche non sono state comunicate.
IL POSTINO
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Tanto pericolosa quanto piena di storia: nata quasi 100 anni fa è diventata uno degli incubi più spaventosi per chi viaggia in auto in Italia. Negli ultimi mesi sono stati però fatti annunci roboanti che fanno sperare in un miglioramento radicale.
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La «nuova Romea»: il progetto di rilancio per la «strada più odiata d’Italia»
# La «Romea», la più odiata dagli italiani
credits rai news
Una strada molto odiata dai veneti. E non solo. Secondo le statistiche, è una delle più pericolose d’Europa. La Strada Statale 309 “Romea” collega Mestre a Ravenna. Rappresenta un percorso di interesse storico, perché ricalca, in parte, il tracciato di un’antica strada medievale, che collegava Venezia e Roma (da cui prende il nome) e che aveva una funzione commerciale. I lavori sono iniziati nel 1937 a cura di un consorzio fra le province interessate, ma sono stati interrotti per l’avvento della seconda guerra mondiale. Nell’ottobre del 1952 sono ripresi con la costruzione del ponte sull’Adige presso Cavanella. La sua importanza è strategica perché costituisce l’unico collegamento stradale esistente tra il Nord Est e il Centro Italia lungo la costa adriatica.
# La strada più pericolosa d’Italia
credits Venezia Radio TV
Secondo un rilevamento statistico promosso dall’ACI, in collaborazione con l’ISTAT, questa strada è la più pericolosa d’Italia, facendo fede a due principali parametri:
numero di incidenti stradali per chilometro (1,7)
numero di morti per incidente (10%)
# Il progetto: la «Nuova Romea»
credits Gruppo tv7
La realizzazione della nuova Romea è una priorità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). A confermarlo è stato il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, che ha sottolineato che il progetto è già «oggetto di confronto con i territori interessati e con soggetti istituzionali coinvolti», aprendo così uno spiraglio concreto per la modernizzazione di una delle strade più problematiche del Nord Italia. In realtà l’iniziativa per intervenire sulla strada non è una novità.
# I progetti per la Romea: la soluzione del MIT
Nel corso degli anni, sono stati fatti diversi tentativi per migliorare la sicurezza e la viabilità di questa strada. È allo stato di progetto, infatti, una futura autostrada che affiancherà la SS 309 lungo tutto il suo sviluppo. La realizzazione di questa nuova arteria è connessa ad una serie di altri progetti, alcuni già in fase d’attuazione. Per un tempo, il progetto sembrava essere accantonato, ma nel 2013 il CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha approvato il progetto di realizzazione della nuova autostrada Romea.
Il MIT prevede la realizzazione della Romea Commerciale, cioè una variante che avrebbe l’obiettivo di alleggerire il traffico sulla SS309, e il prolungamento della Transpolesana fino ad Adria, per collegarla ad una nuova infrastruttura. Sono proprio le parole del sottosegretario Ferrante ad accendere una speranza, dopo anni di promesse e di rinvii.
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La foto del giorno: oggi siamo alla Torre Breda in Bicocca(Viale Sarca)
Ph. @milanoperme IG
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«Al contrario di quello che forse si pensa». Quinto estratto dalla terza puntata de Il Lato Chiaro, il nuovo videopodcast di Milano Città Stato. La puntata intera con il lato chiaro di Alessandro Fracassi (founder di MutuiOnLine/ Moltiply Spa) in onda da lunedì 3 marzo sul canale di youtube di Milano Città Stato.
Conduce: Andrea Zoppolato. Regia: Francesco Leitner. Prodotto da: Fabio Novarino. Location: Fucine Vulcano APS – Via Fabio Massimo 15/12 (IG: @fucinevulcano).
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Non è mai troppo presto per iniziare a parlare di festival. Cresce la fame di eventi dal vivo, che si manifesta nella crescente popolarità di festival che offrono non solo musica, ma anche un’esperienza culturale e sociale completa. Il 2025 vede un’ampia varietà di festival in tutto il mondo, da quelli che celebrano generi specifici a quelli che offrono un mix eclettico di musica, arte e attività interattive. Oggi scopriamo quali sono i festival europei più interessanti in arrivo con la bella stagione.
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I 7 festival musicali internazionali più importanti in arrivo dalla primavera all’estate
#1 Caprices Festival (Svizzera)
luca_dea_official IG – Caprices
Festival ambientato tra le Alpi svizzere, perfetto per chi cerca un’esperienza immersiva. Nel Cantone Vallese, il riferimento svizzero per la musica elettronica torna nel 2025 con due stage: Modernity e Moon. Caprices è famoso in tutto il mondo per il suo unico e moderno palcoscenico in vetro, situato in alto nelle Alpi svizzere nella pittoresca stazione sciistica di Crans-Montana. La struttura autonoma, simile a una serra, si trova a 2.200 metri sul livello del mare e offre agli ospiti una vista panoramica del cielo cristallino e delle cime innevate, mentre si festeggia nella frizzante aria alpina svizzera. Il Festival oltre ai concerti offre anche divertimenti e musica nei rifugi sulle piste, gare di snowboard e freestyle sia allo snow-park di Aminona che sulle piste.
Date: 4-6 aprile e 11-13 aprile 2025
#2 Sónar Lisboa (Portogallo)
sonarlisboa IG
Edizione speciale del celebre Sónar Festival, che porta musica elettronica, innovazione, creatività e arte digitale nella capitale portoghese. Il festival si svolgerà nel suggestivo Pavilhão Carlos Lopes, spazio storico immerso nel verde del Parque Eduardo VII, che ospiterà le esibizioni diurne all’aperto e i set notturni indoor. Con 43 artisti da tutto il mondo, Sónar Lisboa celebra come di consueto il futuro della ‘clubbing culture’ e della musica elettronica. Anche la lineup di questa edizione punta su una sapiente miscela tra artisti-icone globali e talenti emergenti. Tra i grandi nomi in programma spiccano gli Underworld e Richie Hawtin, leggende che hanno ridefinito il panorama della musica dance. Tra gli altri headliner, da menzionare la regina Nina Kravitz e Anetha, con il suo nuovo show audiovisivo “EXHIBIT”, ma anche Marcel Dettmann, che presenterà il set inedito “My Own Shadow”.
Date: 11-13 aprile 2025
#3 Eurovision Song Festival (Svizzera)
eurovisiontv – Render palco Basilea 2025
L’ESCè molto più di una semplice competizione musicale: connette e ispira oltre ogni confine. Fin dall’inizio, è stato sinonimo di apertura, partecipazione, rispetto reciproco e apprezzamento della diversità culturale. A Basilea, la città di frontiera nel cuore dell’Europa, questi valori sono vissuti attivamente. Che sia sul Reno o tra i confini, Basilea ha da tempo costruito ponti con successo, unendo le persone pacificamente.
L’impressionante St. Jakobshalle di Basilea sarà il palco centrale per le 38 nazioni partecipanti che si sfideranno con spettacoli dal vivo. Il giorno della finale, il St. Jakob-Park adiacente si trasformerà in un’esclusiva “Arena plus”, offrendo molto di più di un semplice schermo gigante. È previsto anche un vasto programma di accompagnamento per i fan e la popolazione locale, tra cui l’Eurovision Village con trasmissioni in diretta e programmi musicali, e l’EuroClub per i festaioli nei locali della Fiera di Basilea. L’Eurovision Street animerà la Steinenvorstadt e vari eventi si svolgeranno lungo la riva del Reno a Kleinbasel e presso la Barfüsserplatz.
Date: 13, 15, 17 maggio 2025
#4 Primavera Sound (Spagna)
primaverasound IG
Festival icona della musica alternativa e indie, ha una line-up che ogni anno sorprende e spazia da artisti emergenti a nomi noti della scena musicale internazionale. È considerato il grande papà dei festival europei per i nerd della musica alternativa e indie. Appuntamento al Parc del Forum di Barcellona. Dopo una doppia edizione nel 2023, con un fine settimana a Barcellona e un altro a Madrid, il Primavera Sound è tornato al suo formato abituale, e i biglietti che partono da 130 euro sono come polvere d’oro in questi giorni. Oltre a un intero weekend con i migliori artisti dal vivo al Parc del Forum, ci sono anche un sacco di concerti segreti ed eventi che si svolgono nella capitale della Catalogna durante la settimana che precede l’evento, quindi il consiglio è di prenotare una casa nel quartiere gotico per la settimana e immergersi in questo sogno per gli amanti della musica.
Date: 4-8 giugno 2025
#5 Glastonbury Festival (Inghilterra)
glastofest IG
Un evento leggendario che ospita artisti di tutti i generi. È il festival di riferimento per chi vuole vivere un’esperienza unica nella campagna inglese. Per oltre cinque decenni Glastonbury è rimasto un fenomeno culturale affascinando il pubblico sia che si immergesse nelle meraviglie dello Shangri-La, sia che si perdesse alla ricerca di palchi nascosti tra i mille acri, sia che lo guardasse dal comfort del proprio salotto. Sebbene sia più costoso di molti festival europei con quasi 380 sterline (e più difficile trovare un biglietto), la sua atmosfera impareggiabile riunisce appassionati di musica di ogni estrazione sociale.
Date: 25-29 giugno 2025
#6 NOS Alive (Portogallo)
nos_alive IG
Il NOS Alive ha consolidato la sua reputazione come uno dei più importanti festival musicali d’Europa, guadagnandosi un ampio consenso tra gli indie head sin dal suo inizio nel 2007. Situato lungo le splendide rive del fiume Tago, questo evento di tre giorni è perfetto per chi desidera abbinare la musica di livello mondiale al fascino rilassato e vibrante di Lisbona, una delle città più pittoresche e accoglienti d’Europa. È questa celebrazione di suoni diversi che lo distingue, oltre all’opportunità di godersi le attrazioni (e le caipirinha) di Lisbona durante il tempo libero.
Date: 10-12 luglio 2025
#7 Tomorrowland (Belgio)
tomorrowland IG
Dopo più di dieci anni, Tomorrowland continua a stupire gli appassionati di musica dance elettronica di tutto il mondo. Ora si svolge in due diversi fine settimana, in modo da avere più possibilità di ottenere quei biglietti difficili da accaparrarsi. Il biglietto giornaliero parte da 130 euro, mentre quello per l’intero weekend, che non include la tenda, parte dai 305 euro. Conosciuto per i suoi temi incantevoli e le scenografie spettacolari, Tomorrowland offre un’esperienza indimenticabile che vale ogni centesimo.
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L’arte di bere e servire il tè è una delle più eleganti e raffinate che si possono sperimentare in città. Per gli amanti degli infusi e per chi desidera passare qualche ora di relax con una bevanda calda tra le mani, ecco 4 delle sale da tè più originali di Milano.
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Le 4 sale da tè più originali da provare a Milano
#1 Immersi nei té di tutta l’Asia nel Chà Tea Atelier vicino alla Darsena
Credits: chateaatelier, IG
Chà Tea Atelier, non lontano dalla Darsena, è la sala di Milano dove la preparazione e la consumazione della bevanda calda diventano un culto. Il locale mette a disposizione la più vasta varietà di tè di tutta la città nonostante gli spazi ridotti e, infatti, sono quasi tutti occupati da contenitori di latta che contengono tutte le varietà di tè che si possono immaginare e oltre, provenienti da tutta l’Asia.
La proprietaria della piccola sala verde ha viaggiato e fatto ricerche per riuscire a ottenere tutta questa varietà. Tutta la sua conoscenza è stata trasferita nella carta da tè, con le componenti e le sensazioni che caratterizzano ogni infuso descritti nei minimi particolari. In questo locale si può acquistare il prodotto più adatto a propri gusti, accomodarsi e gustare la bevanda al suo interno, ma anche partecipare a delle vere e proprie lezioni sulla storia e la preparazione di ogni infuso. Chà Tea Atelier è perfetto per gli amanti dell’antica bevanda, per i curiosi e per chi semplicemente non ha fretta di scegliere cosa bere ma apprezza provare cose nuove e perdersi nell’antica tradizione del tè. Recensioni Google: 4.7/5
#2 In compagnia dei gatti del Crazy Cat Cafè vicino alla Stazione Centrale
Credits: crazycatcafe, IG
Per chi ama gli animali e in particolare i felini domestici, non può che fare tappa per un tè al Crazy Cat Cafè in via Napo Torriani, il primo del suo genere in città. Qui gli amici a quattro zampe gironzolano tranquillamente saltando da un posto all’altro, dormono acciambellati ai piedi dei clienti e alcuni di loro si lasciano anche coccolare.
Il tè, si può scegliere tra varietà di neri, verdi e bianchi, viene servito in tazze rigorosamente a forma di gatto. L’attrazione principale del locale rimangono i gatti, ma i giovani proprietari non fanno mancare prodotti di qualità, aromatizzati e puri, anche qui con una vasta scelta, accompagnati da pietanze golose. Trascorre un po’ di tempo al Crazy Cat Cafè vuole dire rilassarsi sorseggiando tè di qualità in mezzo a creature simpatiche e affettuose che lasciano tranquillo il cliente se lo desidera ma che si fanno avvicinare da chi invece adora la loro compagnia. Recensioni Google: 4.4/5
#3 Un té a Palazzo Reale nel regno del classicismo e l’umanesimo di Caffè Giacomo
Credits: giacomo_milano, IG
Caffè Giacomo dentro a Palazzo Reale è l’ideale per chi desidera sorseggiare un tè in centro in un luogo più classico, in stile vintage. Seduti al suo interno si possono le varietà del tè Mariage Fréres, circondati da un’atmosfera antica, accompagnato da piatti dolci e salati.
Si viene catapultati nelle atmosfere dei primi anni del Novecento, con scala in ferro battuto, le sedie di legno e i tavoli rotondi in simil ferro, anche grazie all’arte ospitate vasta raccolta di cataloghi della storia artistica italiana da sfogliare mentre si sorseggia il tè. Caffè Giacomo è la sala da tè in cui si può respirare il classicismo e l’umanesimo di Milano, percorribili attraverso il suo stile vintage e il legame con la storia dell’arte. Recensioni Google: 4.1/5
Indirizzo: Piazza del Duomo, 12
#4 Nel mondo delle meraviglie di Rabbit Hole a due passi dal Duomo
Credits: martii_1806, IG
Nei pressi del Duomo, nascosto dietro a un cancello in ferro battuto c’è un luogo davvero magico: Rabbit Hole. Stiamo parlando di una delle nuove sale da tè milanese ispirata al mondo di Alice nel paese delle Meraviglie, creato da Lewis Carroll e poi da Disney.
Entrare in questo locale e sedersi a prendere il tè significa entrare el luogo dove Alice si è persa con la fantasia, per vivere un’esperienza unica, fatta di fiori giganti, stanze sottosopra e specchi magici. Le sale prendono i nomi dei personaggi o dei luoghi della favola, mentre bevande e dolci sono accompagnate dalle famose etichette “drink me” ed “eat me”, ma a differenza di Alice anche dopo aver mangiato e bevuto si rimane delle stesse dimensioni di quando si è entrati. Il menù è magico e trascendentale come ogni cosa al Rabbit Hole, con pietanze ispirate alla storia, colorate e aromatizzate nei modi più particolari. Recensioni Google: 3.9/5
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2 marzo 2008. Sulla linea Milano – Bologna viene battuto il record di velocità su rotaia italiano: 355 km/h. Ma quali sono gli altri record mondiali?
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2 marzo. Sulla Milano – Bologna il record di velocità di un treno in Italia
Ph. @fotoaitreni IG
La sfida per il primato di velocità su rotaia dipende da un dettaglio cruciale: la definizione di “binario”.
Il TGV francese detiene il record mondiale per i treni con ruote convenzionali, toccando la vertiginosa soglia dei 574,8 km/h. Ma il futuro corre su un’altra frequenza: il giapponese Shinkansen Serie L0, con la sua tecnologia a levitazione magnetica, ha infranto ogni limite conosciuto, raggiungendo i 603 km/h il 21 aprile 2015.
# Veicoli a pattini su rotaia flangiata
Negli Stati Uniti, gli ingegneri aerospaziali spingono i limiti della tecnologia utilizzando veicoli a razzo per testare equipaggiamenti destinati agli aerei ultrasonici e alle missioni spaziali.
Questi mezzi sfrecciano lungo la SNORT (Supersonic Naval Ordnance Research Track), una pista supersonica progettata per la ricerca balistica navale. Ma qui non si parla di ruote: il veicolo di collaudo scivola su pattini speciali, guadagnandosi il nome di slitta. Questi pattini, che si agganciano alla rotaia tramite flange, garantiscono stabilità a velocità estreme.
Il record assoluto?4.973 km/h, la velocità più alta mai registrata su rotaie.
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Il dialetto milanese è molto efficace. Soprattutto negli insulti. Ne abbiamo raccolti 10 iconici.
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I 10 insulti più belli del dialetto milanese
Ph. @milanocuriosa IG
#1 Va a cà a fa rustì el lacc
Vai a casa ad arrostire il latte!
#2 El gh’ha el dun de Dio de capì nagott
Ha il dono di Dio di non capire niente
#3 Te se propri un pirla!
Sei proprio un cretino! C’è chi ne ha fatto una canzone da hit parade.
Ph. @risateallitaliana IG
#4 Va a mung al tor cunt la sidela russa
“Vai a mungere il toro con la secchia rossa!”. Un gentile (si fa per dire) invito all’autodistruzione.
#5 Ciula!
Stupido, persona tonta e credulona.
#6 Ciaparàtt!
Letteralmente “acchiapparatti”, ovvero buono a nulla!
Altrimenti: Va a ciapà i ratt, ovvero “vai a prendere i topi”. E’ un invito a perder tempo altrove.
credits Lombardia Segreta
#7 Va a dà via el cù!
Va a da’ via i ciap
#8 We, terun! Và a dà via i ciap!
Hey, persona di origine meridionale, vai a quel paese!
credits vistanet
#9 Vöia de laurà saltum adoss
Voglia di lavorare saltami addosso = scansafatiche
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