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A Mediobanca c’è ancora l’ufficio di CUCCIA conservato come allora, come una reliquia

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La sede di Mediobanca è uno dei luoghi più leggendari e misteriosi di Milano. Mediobanca è stata a lungo (e forse lo è ancora oggi) l’istituzione più potente del mondo della finanza italiano. Negli anni in cui a capo di Mediobanca c’era Enrico Cuccia, politici e imprenditori venivano ad incontrarlo nella speranza di un sostegno.

Ogni giorno Enrico Cuccia varcava l’ingresso di via Filodrammatici, dietro la Scala, per trascorrere le sue lunghe giornate nell’ufficio al primo piano della palazzina. Non faceva vacanze, neppure ad agosto, e ha lavorato fino alla fine, avvenuta il 23 giugno 2000. Aveva 93 anni.

Credits: trend-online.com – Entrata uffici Mediobanca

Da allora poco è cambiato nella sede di Mediobanca. Dopo aver superato l’ingresso, una rampa di scale conduce al primo piano a struttura rettangolare con vista sul cortile interno. Il silenzio è irreale. Percorrendo un corridoio con il pavimento di legno, da cui si aprono gli uffici, si arriva a uno di questi uffici che da 18 anni nessuno utilizza più.

cortile di mediobanca
cortile di mediobanca

E’ l’ufficio di Cuccia in cui nulla è stato toccato da quando lui non c’è più. Ci sono ancora due vecchi telefoni a disco rotante e tutto è rimasto inalterato, come fosse una reliquia. O come se, sotto sotto, si attendesse il suo ritorno.

ufficio di cuccia
ufficio di cuccia

Campari Academy Truck

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Campari Spritz

In cosa consisterà la tappa milanese del Campari Academy Truck?

In quello che sto per proporti per dare un lieto fine al tuo giovedì.

In una serata all’insegna di shaker, alcool e creatività nel cuore di Milano.

Ma non farti ingannare dal nome “Campari“, perchè questa volta non si tratta di sbocciare (altrimenti con che faccia vai al lavoro, domani?), ma di assistere ad alcune presentazioni davvero interessanti.

Sto parlando delle presentazioni delle nuove masterclass Camparino 2.0 e Innovative menu design del tour 2018 del Campari Academy Truck.

A partire dalle 11.30 di questo giovedì, dieci talenti dell’universo mixology saranno disponibili in Piazza del Duomo per tutti gli aspiranti bartender, ma anche per gli appassionati di questo mondo, allo scopo di presentare i nuovi corsi organizzati per il tour Campari di quest’anno.

Direi che un salto lo si può fare, giusto per passare un pre-weekend diverso. E dopo? Camparino sotto alla Madonnina, chiaro.

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Sotto piazza Grandi (corso XXII marzo) si può visitare un RIFUGIO ANTIAEREO

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A metà di corso XXII marzo, all’altezza di piazza Grandi, c’è un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale. Costruito nel 1936 per proteggere i civili è stato rimesso a posto e reso accessibile al pubblico per visite guidate gratuite nell’ambito di “Milano sotterranea” a cura di Neiade Immaginare Arte.

L’accesso è posto sotto la fontana monumentale e conduce a un labirinto in cemento armato composto da 25 stanze. Poteva ospitare fino a 400 persone. Uno degli aspetti più curiosi, e agghiaccianti, sono le scritte sui muri che rappresentano una testimonianza dei sentimenti delle persone che vivevano quei momenti così drammatici.

Per poterlo visitare è obbligatorio presentarsi 10 minuti prima dell’inizio. Necessaria la prenotazione qui: prenotazione visita rifugio.

Triennale Design Museum: storie del design italiano

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Anche quest’anno, la Triennale di Milano organizza il Triennale Design Museum, una mostra dedicata al design che arriva così all’undicesima edizione.

Il protagonista sarà indubbiamente il design italiano, del quale verranno raccontatati la storia, i successi e la creatività.

La novità di quest’anno sarà il display della mostra, uno store vero e proprio nel quale si potrà entrare e girare: questo progetto è la metafora di una città contemporanea e immaginaria allo stesso tempo, un’utopia futurista aggrappata, però, alla realtà.

Sarà un connubio di neon, cemento e specchi, che diverranno vetrine di un design alla portata di tutti.

Se anche tu vuoi capire e conoscere meglio il design italiano, ricorda che hai tempo fino al 20 gennaio 2019 per poter visitare questa strabiliante mostra della Triennale di Milano: l’ingresso costa 12 euro e ti consiglio di prenotare il biglietto perchè, visti i progetti contenuti al suo interno, è previsto il pienone.

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Il veto della DE CESARIS

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Credits: ilmessaggero.it - De Cesaris

Tra il PD milanese e l’idea di rendere Milano una città-stato (ossia amministrativamente autonoma) è da tempo in corso una liaison, figlia della naturale pulsione del capoluogo lombardo ad ergersi come protagonista, padrone del proprio destino, guida ed esempio per le realtà altre che lo circondano.

Tutti a favore…

Non è un mistero che l’autonomia amministrativa di Milano sia coerente con la tradizione della sinistra riformista italiana e infatti molti suoi esponenti si sono espressi in quella direzione (ossia, verso Milano Città Stato), necessaria per competere con le migliori città europee, alcuni tra i principali esponenti del centro sinistra milanese, tra cui

Filippo Barberis: Milano Città Stato per avere l’autonomia funzionale per rendere Milano all’altezza delle migliori città del continente e “per influire sulle politiche europee” (Filippo Barberis sul Corriere della Sera: qui l’articolo)
Stefano Boeri: “Milano Città Stato come Londra” (Stefano Boeri, su La Repubblica: qui l’articolo)

Nel giugno 2016 alcuni tra i massimi esponenti del centro sinistra guidati da Franco D’Alfonso hanno firmato un appello per l’autonomia di Milano (“Un appello fortemente centrato attorno ai temi dell’autonomia della Città Metropolitana” che promuove una politica “interamente centrata sul ruolo che Milano dovrà stabilmente mantenere nel circuito delle grandi città europee, per quella idea di “Europa delle città”).
Nello stesso mese il Sindaco Sala ha inviato una lettera aperta nella quale scrive “proviamoci, mi impegnerò personalmente”, a favore di Milano Città Stato.

Tra gli altri che si sono espressi per Milano Città Stato ci sono Emanuele Fiano e Alice Arienta

Il 13 marzo 2017, il Consiglio Comunale, a maggioranza centro sinistra, ha approvato quasi all’unanimità (36 voti a favore, un solo astenuto) un ordine del giorno in cui si “invita il sindaco e la giunta ad individuare ed attuare in ogni sede iniziative politiche e amministrative tendenti ad ottenere maggiore autonomia finanziaria e normativa a tutela degli interessi dei milanesi”. Qui l’articolo.

Leggi anche: Milano Città Stato compie due anni

…tranne una

Nonostante la tradizione di autonomia locale del riformismo della sinistra italiana, nonostante l’articolo V della Costituzione che promuove le autonomie locali e nonostante gli endorsements pubblici e privati, ufficialmente il PD milanese rimane in silenzio, senza esprimere un appoggio ufficiale a rendere Milano autonoma come lo sono le sue principali referenti internazionali Berlino, Amburgo, Madrid, Londra, Parigi, Basilea, Bruxelles, Vienna e San Pietroburgo, tutte città-stato, amministrativamente autonome e senza organi di mediazione tra sé e il governo nazionale. Lasciando così l’Italia ad essere l’unico grande Paese europeo a non avere una città-stato.

Abbiamo fatto una ricerca direttamente tra alcuni esponenti del PD. Da più fonti c’è arrivata questa informazione: la maggioranza degli amministratori PD sono a favore di Milano Città Stato, ma purtroppo esisterebbe un veto da parte di una delle persone più influenti nel partito: l’avvocato Ada Lucia De Cesaris.

Nessuno ci ha detto il motivo per cui l’ex vicesindaco di Milano sarebbe contro nel dare a Milano un’autonomia simile a quella delle principali città internazionali con cui si misura. Abbiamo provato a contattarla ma non ci ha mai risposto. 

Leggi anche: Perchè le città-stato si stanno diffondendo nel mondo

Iron Lady

ada lucia de cesaris

Cresciuta a Roma dove si è diplomata alla Bufalotta e laureata alla Sapienza in Giurisprudenza, la De Cesaris, soprannominata “vice di ferro”, madre di tre figli, sposata due volte, ambientalista della prima ora, ha lasciato l’incarico di vicesindaco (e di assessore all’urbanistica) nel luglio 2015, denunciando “grande difficoltà nel condividere gli obiettivi” col governo di Palazzo Marino, allora guidato da Giuliano Pisapia.

Ai tempi si parlava di una sua possibile candidatura come sindaco di Milano, poi di un suo ingresso nella politica nazionale, oggi invece sta portando avanti il suo lavoro di sempre, l’avvocato amministrativo, occupandosi di urbanistica, ambiente e appalti.

Alla causa di Milano Città Stato servirebbe una persona così, della sua forza e competenza

ada lucia de cesaris

Più che un sogno, una necessità

La visione di questo progetto avveniristico è quella di dare a Milano la forza decisionale che hanno Singapore, Hong Kong, Berlino, Londra e le megalopoli del futuro come Dubai e Shenzhen. Smarcarsi dalle pesantezze e dalle storture degli apparati romani per dare finalmente tutta la propulsione necessaria alla capitale economica del nostro Paese, così che si possa aprire all’Europa e al Mondo e che sia all’altezza di competere con i palcoscenici più importanti e vibranti del pianeta.

Sarebbe un cambiamento benefico per tutti, in un’ottica win-win per Milano e per l’Italia.

La nostra città sta già pagando il fatto di non essere protagonista come potrebbe e come meriterebbe, nonostante l’innegabile e continua crescita di cui ha esperito negli ultimi anni: ma accontentarsi adesso sarebbe il peccato mortale.

ada lucia de cesaris

De Cesaris risponda, per cortesia: non a noi, ma alla città

Rinnoviamo pertanto il nostro invito, questa volta pubblico, ad Ada Lucia De Cesaris per un confronto con noi su Milano Città Stato per capire con lei se è vera la sua avversione all’iniziativa e, in tal caso, comprendere da cosa è motivata e se ci sono possibilità per trovare comunque un’intesa che sarebbe fondamentale per il futuro di Milano e del resto d’Italia. In un momento in cui Milano vive un momento di svolta, serve quanto mai che tutti i migliori remino nella stessa direzione.

ada lucia de cesaris

Speriamo quindi che questa vera e propria chiamata all’azione, a una delle donne più carismatiche della scena milanese, riceva una risposta chiara e propositiva.

 

 

 

Nowhere: quando la musica è la vita

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La musica può diventare estremamente importante, nella vita di una persona.

E’ qualcosa in grado di donare sensazioni ed emozioni rare da percepire in altro modo: vari studi si occupano di cercare di capire il processo neurologico che spinge gli esseri umani a provare certi sentimenti, durante l’ascolto musicale… ma, forse, è meglio che questo rimanga un mistero.

Proprio per via di questa incantevole caratteristica delle composizioni musicali, spesso molta gente arriva a pronunciare frasi come “la musica è la mia vita”, “senza musica non so come farei” o “la musica è in tutto quello che faccio”.

… figuriamoci cosa dovrebbe dire, fare e pensare un musicista professionista.

Purtroppo, però, i musicisti professionisti sono spesso i più additati come “perenni senza-lavoro”. Addirittura, c’è chi pensa che suonare uno strumento non possa essere un vero mestiere, una fonte di guadagno, un modo per vivere e di vivere.

Ma il pianista Marino Formenti è pronto a sfatare questo pregiudizio: da questo lunedì alle ore 11 fino a domenica 20 maggio, il musicista rimarrà… fermo al suo pianoforte, posto all’interno del Santeria Social Club.

Questa performance, intitolata “Nowhere” e organizzata da Triennale Teatro dell’Arte e Piano City, prevede che Formenti suoni, mangi e dorma davanti ai suoi tasti bianchi e neri, invitando gli spettatori a fare lo stesso per passare tempo assieme a lui per vivere la sua stessa esperienza.

Questo progetto totalmente gratuito mira a indagare lo scorrere e la condivisione del tempo in relazione alla musica, in modo da percepire questo legame come parte essenziale della vita: forse, è un po’ estremo… ma può funzionare.

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Nella MADONNA delle ROSE non c’è neppure una ROSA: ecco perché

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Nel Duomo vicino alla sagrestia settentrionale è presente un quadro che raffigura la Vergine, detto della “Madonna delle Rose”. Nel dipinto non c’è ombra di un fiore.

Nella MADONNA delle ROSE non c’è neppure una ROSA: ecco perchè

# La fioritura miracolosa

Nel 1409 Milano era assediata dagli eredi di Bernabò. La città, non avendo più armi per difendersi, decise di saccheggiare il cantiere del Duomo.

Una donna per paura delle conseguenze divine che si sarebbero susseguite a quel gesto, decise di recarsi ogni giorno davanti all’antico quadro portando un mazzo di rose.
Un giorno trovò il mazzo di qualche giorno prima completamente appassito e si mise a piangere pregando anche per la salvezza del figlio ferito in battaglia.
Le rose rifiorirono immediatamente. Da questa vicenda deriva il soprannome dato al quadro.

Continua la lettura con: Il Santo che dà la grazia agli esaminandi

MILANO CITTA’ STATO

Le 10 MAGLIE di Milan e Inter che hanno fatto più scalpore nell’ultimo decennio

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maglie milan inter

Nell’ultimo decennio, Milan e Inter hanno cambiato tutti gli anni la propria divisa di gioco, come del resto tutte le altre squadre di Serie A. Ciò accade, fondamentalmente, per rincorrere il business del merchandising.

Le due squadre cittadine non sempre hanno avuto fortuna nella scelta del design. Altre volte, le scelte dei rispettivi sponsor tecnici, Adidas per i rossoneri e Nike per i nerazzurri, hanno riscosso grande entusiasmo da parte dei tifosi e non solo. Vediamo le 10 maglie che, nel bene e nel male, hanno fatto parlare maggiormente di sé.

Leggi anche: Le 5 caratteristiche che distinguono milanisti e interisti

 

AC MILAN

Partiamo con l’analizzare le cinque maglie rossonere in ordine cronologico di apparizione.

#1 Away Kit 2006/2007

maglie milan inter

Il Milan torna Campione d’Europa nella notte di Atene contro il Liverpool, indossando la divisa bianca da trasferta. Il colore è il classico bianco della seconda maglia, con inserti rossi.

 

#2 Home Kit 2010/2011

maglie milan inter

Il nuovo sponsor Fly Emirates, che sostituì Bwin, esordisce con il diciottesimo titolo nazionale per i rossoneri. La prima maglia presenta le classiche bande rossonere, di notevole spessore.

 

#3 Away Kit 2011/2012

maglie milan inter

Nella divisa dell’anno post-scudetto, i rossoneri giocano con lo scudetto cucito sulla maglia. Nella divisa da trasferta, bianca, piace molto la banda rossonera a ridosso dello stemma del club, sul lato sinistro della casacca.

 

#4 Third Kit 2013/2014

maglie milan inter

Più che ricordare i colori del Milan, sembra fatta per le truppe coloniali italiane.

 

#5 Home Kit 2014-2015

maglie milan inter

Anziché il classico logo del club, torna, come negli anni ’30, lo stemma di Milano. Nella maglia casalinga, è presente una banda nera centrale, affiancata da righe di diverse tonalità del rosso.

 

Leggi anche: 10 cose che forse non sapete dei momenti topici dell’Inter

 

FC INTERNAZIONALE

Passiamo, invece, alle divise dell’altro club cittadino, l’Inter.

#1 Away Kit 2007/2008

maglie milan inter

Nell’anno del centenario del club nerazzurro, la maglia da trasferta richiama lo stemma del Comune di Milano. Quell’anno, i nerazzurri vinsero lo scudetto, il sedicesimo della loro storia.

 

#2 Home Kit 2009/2010

maglie milan inter

In quella stagione, i nerazzurri vinsero lo Scudetto, la Coppa Italia e la Champions League, per realizzare il famoso Triplete. Per ottenere questo importante traguardo, la Nike realizzò una semplice divisa nerazzurra, con pantalone nero.

 

#3 Away Kit 2010/2011

maglie milan inter

Nell’anno post Triplete, l’Inter gioca le gare esterne con la classica divisa bianca, ma con un dettaglio non da poco. Infatti, è presente la biscia nerazzurra, simbolo del club, sulla parte laterale della casacca.

 

#4 Home Kit 2014/2015

maglie milan inter

Per quella stagione, la Nike ha presentato una divisa che ha fatto storcere il naso a molti. Infatti, il colore prevalente era il nero, mentre l’azzurro si poteva notare solamente in una sottilissima banda verticale.

 

#5 Third Kit 2016/2017

maglie milan inter

I commenti furono quasi tutti negativi: sembrava la lattina della Sprite!

 

 

Il lancio della NUOVA Collezione Estiva JAM

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nuova collezione estiva jam
JAM è un brand all’avanguardia gender fluid molto attento alla ricerca dei tessuti composti 100% da fibre naturali e 100% made in Italy.
Molto al passo con i tempi, espressione di una donna che alterna guardaroba femminile e guardaroba maschile senza perdere la propria identità, JAM spazia dalla tradizionale lana cotta italiana ai tessuti tecnici come il neoprene.
JAM ha portato un’importante innovazione nel mondo dell’abbigliamento, unendo la moda con la nuova tecnologia della stampa 3D, creando la linea Overline, una fusione mai vista prima che rivoluziona sia il mondo della moda sia il mondo 3D.
Nella linea Overline di JAM fanno parte i papillon stampati 3D, accessori con un design unico. Overline è cool, all’avanguardia, gender fluid e creata con colori pop, un particolare perfetto con una personalità originale.
Inoltre tutta la minuteria e vari inserti delle collezioni sono fatti con la stampante 3D, personalizzabili in forme e colori.
La persona che compra JAM vuole essere unica e differenziarsi, senza perdere la qualità dei capi.
nuova collezione estiva jam 
Il logo JAM nasce dal mix del nome della designer Alessia Jamieson e dalla sua estetica pura con uno stile dai molteplici sapori: un’insolita ‘marmellata’ di forme e geometrie che si traducono nei suoi unici e ricercati capi.
 
Sabato 12 maggio alle ore 16 in via Nervesa 12, Milano (mappa), ci sarà il grande lancio della nuova collezione estiva SS18 ispirata al viaggio.
 
Si potranno vedere, toccare e provare tutti i capi JAM, inoltre ci sarà uno sconto del 40% su tutta la collezione, oltre a musica, food e drinks, il tutto ispirato alle suggestioni dal Mediterraneo, dal Sahara e dall’Asia orientale.
 
 
Come raggiungere l’evento:
– MM3 Brenta
– In auto parcheggi in zona
– Stazione ferroviaria Milano Porta Romana
– Filobus 90/91

Harry Potter: The Exhibition

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Harry Potter è il simbolo di un’intera generazione di ragazzi e ragazze… e non solo.

Harry Potter è tutti coloro che, arrivati a 11 anni, hanno sperato dal più profondo del cuore di aprire la finestra e vedere un maestoso gufo arrivare con la famosa lettera d’ammissione scritta su pergamena.

E’ tutti coloro che hanno sempre creduto fortemente che esistesse davvero un binario 9 e 3/4 nascosto da qualche parte nella stazione di Londra… o in quella della propria città.

Harry Potter è tutti coloro che hanno sempre immaginato come potesse essere avere la propria bacchetta, essere smistati in una casa dal cappello parlante o volare sulla scopa.

E’ tutti coloro che, pur di non rassegnarsi all’idea di essere dei semplici babbani, hanno passato ore e ore su Pottermore, davanti al televisore o ai libri a per rivivere le avventure del celebre mago con la cicatrice sulla fronte o, ai giorni nostri, attaccato al telefono per riuscire a finire tutte le missioni di Hogwarts Mistery.

Harry Potter è tutti i fan che nel 2001 sono corsi al cinema a vedere il primo, meraviglioso film e ancora oggi si meravigliano ed emozionano rivedendo tutta la saga.

E ora ti dirò una cosa: se hai notato statue del cappello parlante, di Dobby o della macchina volante del Signr Weasley e sei una di queste persone ho davvero una buona notizia per te, perchè finalmente, a partire da questo sabato alle ore 10 fino al 9 settembre, approda a Milano “Harry Potter The Exhibition“, la mostra completamente dedicata al magico mondo creato da J.K. Rowling.

Sarà un’occasione d’oro per un vero potterhead di vedere con i propri occhi parti originali del set cinematografico, dei costumi e degli attrezzi di scena, ma anche di essere smistato in una delle case della scuola di magia più famosa del mondo e, con un pizzico di fortuna, di incontrare gli attori che hanno interpretato i simpaticissimi gemelli Weasley, Fred e George.

Io ho già prenotato il biglietto da 16.90 euro per godermi questa meravigliosa mostra della Fabbrica del Vapore: se vuoi lo compro anche per te.

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Il ROCK IN PARK 2018: la celebrazione della musica live a Milano

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rock in park

Il festival alternativo più amato dell’hinterland milanese sta tornando: dall’11 maggio al 17 giugno, infatti, al Legend Club di Viale Enrico Fermi, 98 la direzione artistica del Rock In Park punta stupire ancora una volta e, per la decima edizione, si è prodigata nel mettere assieme una programmazione da urlo.

Come ormai di consuetudine, si è tenuta una “data zero, sabato 5 maggio scorso al Legend Club (mappa), sede dell’intera serie di concerti, che ha permesso ai rockers, agli habitué e ai neofiti della manifestazione di scaldare ugola e collo, onde evitare strappi per l’headbanging prolungato.

Quindi buttate le corna al cielo e salvatevi la road map qui di seguito: per tutto il resto, ci sono i canali Facebook e Instagram dedicati (ai quali vi rimandiamo anche per aggiornamenti e variazioni).
 
VEN 11.05.18 → € 7,00
MARIO RISO + THE STRIGAS + THE ELEMENTS + MARTIAN PATRIOTS
 
SAB 12.05.18 → ingresso FREE
DOBERMANN + RAGING DEAD + LEATHER JACKET
 
DOM 13.05.18 → € 5,00
THE LAST BAND + UNDER STATIC MOVEMENT + BROWBEAT + THIS BROKEN MACHINE
 
GIO 17.05.18 → ingresso FREE
CELEB CAR CRASH + MADBOX + MEXICAN HEROES + VITREO
 
VEN 18.05.18 → € 15,00
CONFESS + GUEST
 
SAB 19.05.18 → € 10,00
PINO SCOTTO + SKW + HELL’S CROWS + ANOTHER FEEDBACK
 
DOM 20.05.18 → ingresso FREE
ELECTRIC BALLROOM + 7 IRIS + EXCENTRIC DISEASE
 
MER 23.05.18 → € 10,00
MARCO MENDOZA + WOLF THEORY + SUPASONIC FUZZ
 
GIO 24.05.18 → ingresso FREE
DROPSHARD + WEISS BAND + FROZEN SAND + DIRAXY
 
VEN 25.05.18 → € 5,00
IRON MAIS + FARTY WAYNE + NO ONE’S PROJECT
 
SAB 26.05.18 → € 5,00
HELL IN THE CLUB + LUCKY BASTARDZ + SEVERAL UNION + BLACKHOLEDREAM
 
DOM 27.05.18 → € 15,00
CRAZY TOWN + HUMAN TORNADO + BREAK ME DOWN
 
MAR 29/05/18 → € 24,00
BOULEVARD + SOUL SELLER + MINDFEELS + AIRBOUND
 
GIO 31.05.18 → ingresso FREE
GAMBARDELLAS + NAGA + UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA + ONDARETRÒ
 
VEN 01.06.18 → ingresso FREE
SYK + FOREDAWN + SOUL VIBES + ENDGAME
 
SAB 02.06.18 → € 5,00
SUPERHORROR + 17 CRASH + MY CITY ROOM + DELUDED BY LESBIANS
 
DOM 03.06.18 → ingresso FREE
REACTION + DEEP AS OCEAN + CRUENTATOR + DECLAPIDE
 
GIO 07.06.18 → ingresso FREE
DEATHLESS LEGACY + MECHANICAL GOD CREATION + KANTICA
 
VEN 08.06.18 → € 8,00
ELECTROCUTION + BLACK RAGE + INSIGHT + SINATRAS
 
SAB 09.06.18 → € 8,00
ELVENKING + TREWA + ATLAS PAIN
 
DOM 10.06.18 → ingresso FREE
PAOLO MARTELLA from QUARTIERE LATINO + AMORS + MR. KNOW IT ALL + NICE
 
GIO 14.06.18 → ingresso FREE
SHE WAS NOTHING + REBIRTH OF ENORA + CODENAME DELIRIOUS
 
VEN 15.06.18 → € 15,00
UNREAL CITY + IL BACIO DELLA MEDUSA + TRIO
 
SAB 16.06.18 → € 5,00
ANEWRAGE + GHOST MANTRA + MISANTROPHIA + CHECKMATE
 
DOM 17.06.18 → € 25,00
SUFFOCATION + GUEST
 
Le date dal respiro internazionale alle quali non potete assolutamente mancare sono quelle dei Crazy Town e dei Suffocation, tra i massimi esponenti death metal assieme ai Cannibal Corpse. Per quanto riguarda le band tricolore vi segnaliamo i concerti degli Electrocution e degli Elvenking.
 
rock in park
Cava Roselle
Mettete in agenda anche il Rock My Life Festival che presenterà il Rock In Park, per la prima volta, in versione Open Air, nella suggestiva cornice della Cava di Roselle (mappa), a Grosseto, i prossimi 13, 14 e 15 Luglio.
 

La corsa dei TRASPORTI PUBBLICI di Milano in 10 storiche tappe

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storia trasporto pubblico

1840: si inaugura la stazione ferroviaria di Porta Nuova (la prima a Milano), dove si attesta la linea a vapore Milano-Monza.

storia trasporto pubblico1862: entrano in servizio, con capolinea centrale in piazza Duomo, gli omnibus della SAO. Sono dei pesanti carrozzoni verdi a quattro ruote trainati da uno o due cavalli.

1881: nasce il tram ippotrainato della SAO, inizialmente sulla linea Duomo-Esposizione Nazionale, allestita nei giardini di porta Venezia. Ben presto le rotaie saranno posate in tutta la città.

storia trasporto pubblico1893: entra in funzione, in via sperimentale, il primo tram elettrico della Edison: Duomo-Porta Sempione.

storia trasporto pubblico1901: la linea tranviaria Milano-Monza viene elettrificata dalla Edison. I caratteristici tram a due piani fanno capolinea dietro al Duomo, in piazza Camposanto.

storia trasporto pubblico1917: il servizio tranviario viene municipalizzato. Tram, rimorchi, binari e dipendenti della Edison passano all’ATM.

1925: entrano in servizio gli autobus con motore a scoppio della CAM.

storia trasporto pubblico1927: inizia a circolare un prototipo di tram rivoluzionario, caratterizzato dalla cassa montata su carrelli mobili, la serie “1500” (o Carrelli o Peter Witt o 1928). Dal 1928 entra in regolare servizio, ed ancora oggi questo modello è in servizio per la città, con orgoglio dei milanesi.

1933: sulla linea 82 inizia a circolare la filovia Stigler Ransomes, carrozzata dalla Macchi di Varese.

storia trasporto pubblico1964: viene inaugurata la prima metropolitana milanese, la linea 1 (tratta Marelli-Lotto).

 

MAURO COLOMBO

CarroGrill, tutto alla Brace Festival

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Sai dirmi cosa accomuna carne, pesce e verdura? Sono alimenti completamente diversi tra loro, eppure hanno qualcosa che li lega: tutte queste belle cosine possono essere fatte alla brace.

Dove c’è una brace, c’è una griglia e dove c’è una griglia c’è divertimento, musica e tanta buona compagnia.

Ma dove trovare tutto questo insieme, in quel di Milan?

Naturalmente al Carroponte, perchè in occasione di Milano Food City è stato organizzato il CarroGrill, tutto alla Brace Festival, la manifestazione che ti permetterà di assaporare tante prelibatezze grigliate per ben quattro giorni.

Da questo giovedì alle 17 fino a domenica, potrai gustare tutte le tipologie di carne e pesce da griglia possibili e immaginabili, per non parlare delle delle freschissime verdure (così facciamo contenti anche i vegani e i vegetariani), dell’ottima birra e, naturalmente, dei concerti e dei dj set che saranno organizzati per l’occasione… tutto questo con ingresso libero!

Ah. In tutto questo ben di Dio, ricordati dei poveri addetti alla griglia. Sai, sono sempre loro i veri eroi, sempre soli a controllare che nulla bruci. Però, si sa: da grandi poteri derivano grandi responsabilità… e anche una giornata di isolamento accanto ai carboni ardenti sotto il sole cocente.

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I giardini della GUASTALLA, tra vasche barocche e alberi dei sigari

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In origine erano i giardini del Collegio della Guastalla. Nel 1937 il Comune di Milano decise di espropriare il palazzo e il Collegio venne trasferito a Monza. Quando il parco fu aperto al pubblico, nel 1939, era unito al parco di palazzo Sormani.

Sono tra i giardini pubblici più piccoli e più antichi di Milano. Al posto dell’originario laghetto, i giardini ospitano una pregevole vasca peschiera in stile barocco, del seicento. Tra gli altri elementi si trovano un’edicola, sempre seicentesca, con un gruppo di statue in terracotta della Maddalena penitente confortata da angeli, un tempietto neoclassico del Cagnola e una fontana barocca.

Particolarmente curioso è un albero, la catalpa bignonioides ‘Walt’, detto albero dei sigari dal tronco molto contorto e monumentale e dalla chioma asimmetrica. Sembra una scultura vegetale.

Streeat Food Truck Festival

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Il miglior street food proveniente da tutta Italia sarà proposto durante lo Streeat Food Truck Festival.

No, non era un modo per ottenere la tua attenzione, parlavo sul serio: in occasione della Milano Food Weekda questo mercoledì alle 18.00 fino a domenica, ape car, carretti, furgoncini, ma anche biciclette, roulotte, moto e addirittura rimorchi allestiti con piastre, forni, friggitrici (e chi ne ha più ne metta) popoleranno Piazza Leonardo Da Vinci, proprio di fronte al Politecnico (sfido i poveri studenti a concentrarsi).

Durante lo Streeat Food Truck Festival, troverai pietanze gustose, fresche… e al giusto prezzo, accompagnate da ottime birre artigianali locali dei più rappresentativi produttori Italiani, vini naturali e biologici e cocktail da sogno, senza dimenticare le gustose centrifughe di frutta e verdura.

Insomma, lo Streeat Food Truck Festival sarà un tripudio di sapori e profumi, buon cibo e buona compagnia per passare una settimana col sorriso stampato sul viso… dimenticandosi della prova costume.

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Cezanne – Ritratti di una vita al Cinema Ariosto

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Paul Cezanne è una figura fondamentale all’interno del panorama avanguardistico europeo.

Si tratta di colui che ha influenzato i principali artisti Novecenteschi, come i Fauves francesi, i cubisti e molti altri esponenti di innumerevoli correnti artistiche.

I suoi studi sulle forme, sulle prospettive e sui colori hanno contribuito a dare un nuovo punto di vista alla rappresentazione pittorica, fino a quel momento ancora saldamente ancorata ai dogmi accademici del tempo.

Grazie al documentario “Cezanne – Ritratti di una vita”, potrai conoscere i volti delle persone che il grande pittore ha incontrato, l’inedita storia dei suoi momenti personali e delle confessioni più intime.

Inoltre, potrai vedere le immagini di “Cezanne’s portraits”, l’esposizione che raggruppa ben cinquanta ritratti che hanno viaggiato dalla National Portrait Gallery di Londra al MoMA di New York, per poi giungere alla National Gallery of Art a Washington DC e, infine, al Musée d’Orsay a Parigi, il tutto arricchito da presentazioni, contributi e spiegazioni di curatori ed esperti legati a queste istituzioni museali.

Sarà un viaggio artistico alla scoperta del grande protagonista dell’arte contemporanea, Paul Cezanne, che potrai vivere questo martedì, a partire dalle ore 15.00, al Cinema Ariosto: il biglietto costa solo 10 euro… e vedrai che ne varrà la pena.

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Nel cuore di Milano il PARCO più INACCESSIBILE del mondo

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milano anfiteatro

Nel pieno centro di Milano c’è un parco pubblico che ha due caratteristiche che lo rendono unico. La prima è che è anche un parco archeologico. La seconda è che è il parco più inaccessibile del mondo. Procediamo con ordine. 

IL PARCO ARCHEOLOGICO

Il parco archeologico si trova nei pressi delle Colonne di San Lorenzo. Diciamolo subito, non è una delle mete turistiche principali della città, e a dire il vero non rende neppure molto l’idea di quanto monumentale fosse l’edificio che conteneva.

Si trattava di una delle costruzioni pubbliche più importanti della Milano capitale dell’Impero Romano: l’Anfiteatro. Vero richiamo per l’intera popolazione di Mediolanum e vetrina per lo stesso Imperatore.

milano anfiteatro
Quel che resta dell’anfiteatro di Milano

LA STORIA DELL’ANFITEATRO DI MILANO

Destinato ad ospitare gli spettacoli gladiatori, lotte tra uomini e bestie feroci, ma anche pubbliche esecuzioni, venne edificato nei primi decenni del I secolo d.C.

Si trovava poco fuori le mura, oltre Porta Ticinensis, e poteva contenere 20.000 spettatori.  Nel corso del V secolo venne progressivamente demolito per recuperarne i materiali di costruzione, prevalentemente i blocchi di pietra, che confluirono nella basilica di San Lorenzo e nei rinforzi delle mura cittadine.

milano anfiteatro
Com’era, com’è

Le indagini archeologiche iniziate negli anni trenta del novecento ne hanno permesso l’esatto posizionamento (tra l’attuale via Arena, via Conca del Naviglio e via De Amicis), nonchè le sue misure, davvero notevoli: 155 metri x 125 metri.

milano anfiteatroUN PARCO QUASI INACCESSIBILE

Quel che resta oggi e che possiamo visitare è purtroppo davvero poco: solamente le fondazioni (parziali) sono visibili entrando nel “Parco archeologico dell’anfiteatro romano“, un parco che oltre ad avere alcuni reperti archeologici, è particolarmente riservato, visto che al suo interno non c’è mai nessuno. Anche perchè la mancanza di ingressi e gli orari di chiusura lo rendono praticamente inaccessibile. 

In cerca dell’ingresso

Ci sono due cancelli che darebbero l’accesso diretto al parco. Uno in via De Amicis, l’altro in Via Arena. Ma sono sempre chiusi. Ci sarebbe anche un terzo ingresso teorico, costituito dal Vivaio Riva, ma anche il Vivaio è stato chiuso. Per entrare, l’unico modo è di individuare il portone di un palazzo di via De Amicis 17, un ex monastero femminile.

VIDEO: l’unico ingresso al parco

l'ingresso del parco
l’ingresso del parco

Gli orari di chiusura

Attraverso un portone ben mimetizzato, c’è solo una targa che indica la destinazione, si accede nel cortile interno dell’Antiquarium Alda Levi, dedicato alla prima donna sovrintendente ai beni archeologici della Lombardia. Qui bisogna evitare di perdersi visto che un cartello vieta nel cortile l’accesso ad estranei. Bisogna destreggiarsi con perizia, procedere sulla destra fino ad arrivare in fondo dove si trova un cancello che conduce al parco. Sperando di trovarlo aperto. Già, perchè il parco, oltre a vietare praticamente qualunque cosa, è:
chiuso la domenica
chiuso il lunedì
chiuso il sabato pomeriggio
e, da novembre a marzo, negli altri giorni chiude alle 16.30.

Quel che resta del parco

Se si è fortunati ad azzeccare l’orario di apertura, si accede ad un vasto prato dove si trovano i resti del grandioso edificio. Solo abili rendering tuttavia ci possono dare l’idea di quanto fosse maestoso l’anfiteatro nei tempi di massimo splendore.

Il Parco è sotto il Ministero dei Beni Culturali, quindi il governo di Roma, attraverso la Sovrintendenza, che forse potrebbe fare qualcosa di più: oltre ai cancelli chiusi e agli orari che paiono fatti apposta per tenere lontane le persone, anche quel poco che si trova dentro non sembra molto valorizzato, come si vede da queste immagini.

Video: IMG_9394

In questo caso il Comune non c’entra, anche se sorprende che abbia ceduto alla Sovrintendenza a costo zero anche l’area di sua proprietà dove, dagli anni venti fino allo scorso dicembre, sorgeva il Vivaio Riva. Altra area verde che, oltre ad aver fatto la storia di Milano, almeno era aperta al pubblico.
Sul sito web del parco si trovano gli orari e qualche interessante informazione sulla Milano imperiale. Nota dolente: il sito risulta aggiornato al 2012. 

 

MAURO COLOMBO

Con il contributo di Andrea Zoppolato

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Milano Food City

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L’Italia potrà avere molti problemi, ai giorni d’oggi, ma nei secoli passati ha dato un grande contributo a livello artistico, culturale… e, soprattutto, ha istituito un primato mondiale nell’universo food.

Eh sì: è indubbio che il nostro Bel Paese primeggi nella cucina, portando creatività, equilibrio e salute non solo all’interno dello Stivale, ma anche al suo esterno.

Pensaci: quando si parla del food, non esiste persona che non conosca la ricetta della pasta al pomodoro, della pizza napoletana o del gustosissimo babà, senza contare che, ad ogni pietanza servita in tavola, gli italiani sono in grado di abbinare i loro ottimi vini.

Insomma, il buon cibo in Italia è una cosa seria e, per celebrare questo primato mondiale, da questo lunedì fino a domenica anche quest’anno potrai partecipare a tutti i gustosi eventi previsti per la Milano Food Week.

Saranno sette giorni di inaugurazioni, degustazioni, conferenze e moltissimi altri appuntamenti organizzati in tutto il capoluogo lombardo, che ti permetteranno di approfondire (e assaporare) i temi legati al mondo del food in tutte le sue forme e dimensioni.

Mi raccomando: porta fieramente in alto la bandiera tricolore e celebra assieme ai meneghini questa settimana di abbuffate.

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Il sogno di Napoleone: collegare Milano al mare

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Il primo tratto navigabile dei Navigli risale alla seconda metà del XII secolo. La realizzazione durata fino al XX secolo, di questo sistema di trasporto di merci e di persone per la prima volta mise in collegamento la zona del Lago di Como e del Lago Maggiore con la città di Milano.

Nel 1805 è stato Napoleone a completare la costruzione del Naviglio Pavese per permettere di collegare la città di Milano con il mare.
La navigazione sul naviglio fu abbandonata per la concorrenza delle ferrovie.

Make LAMBRATE Great Again: alla scoperta del quartiere più anarchico di Milano

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make lambrate great again

Lambrangeles, Lambrooklyn, o il criptico movimento Make Lambrate Great Again, degno anche di un subreddit (al momento vuoto), sono solo alcuni tra i nuovi modi con cui i milanesi hanno scelto di chiamare Lambrate, il quartiere più anarchico di Milano.

make lambrate great againZona storicamente indomita e libertina, antico porto fluviale per la romana Mediolanum, poi suddivisa tra Lambrate di sotto e Lambrate di Sopra, aggregata a Milano sotto Napoleone e di nuovo autonoma fino alla definitiva annessione alla grande città nel 1923, oggi Lambrate è tra i quartieri che più stanno accelerando.

make lambrate great again
Uno scorcio di viale delle Rimembranze di Lambrate, che univa Lambrate di sotto con Lambrate di sopra

Leggi anche: Perché viale delle Rimembranze si chiama così anche se è una PIAZZA?

Il Rinascimento con il Design District

Una spinta decisiva per la rinascita del rione l’ha data il suo inserimento tra i Design Districts di Milano, avvenuto nel 2010 con la riqualificazione urbana della zona tra via Ventura, via Massimiano e via Sbodio. Il Fuorisalone è ormai un evento di portata mondiale ed è assurto a vera e propria vetrina di lustro per la nostra città, occasione unica per rivitalizzare aree decentrate: si pensi anche a Isola e a Tortona.

Fulcro del processo è stato lo Spazio Ventura, che è addirittura arrivato ad ospitare la mostra protagonista di un tour internazionale A Human Adventure, curata dalla NASA e focalizzata sulla corsa allo spazio del secolo scorso.

Il format lambratese ha avuto un successo tale da essere esportato anche in altre parti di Milano, grazie al Ventura Project che con Ventura Future ha portato anche a Loreto e a Centrale l’atmosfera peculiare del Lambrate Design District.

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FuturDome, una delle nuove sedi dislocate del progetto lambratese

Lambrate d’Arte

“Solo un pesce morto segue la corrente” è poi lo slogan, molto in sintonia con l’ambiente, dell’irriverente FuoriSalmone, il network B2B di designer creativi che si riuniscono nel loft di via Massimiano 25.

Nella stessa strada ha sede la Galleria Francesca Minini, uno dei santuari meneghini della ricerca in ambito artistico.

Ma l’arte ha varie forme e non si può escludere da quel macrocosmo Redroom, l’esclusiva boutique dedicata all’esposizione di marchi artigianali fuori dal coro.

Il suo nome strizza l’occhio al luogo mentale di Jack Torrance nello Shining di Kubrick (lì stilizzato in redrum, bifronte di murder) e probabilmente al mito appartenente alla sottocultura delle redrooms, le messe in scena in diretta di snuff movies nel dark web.

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Un interno di Redroom, al 18 della storica via Conte Rosso

Un quartiere avant-garde

Al di là di questa angosciante quanto curiosa parentesi, Redroom è uno spazio d’avanguardia, che va incontro ai gusti dei connoisseurs come a quelli dei semplici passanti: si va dai lapislazzuli al punk-chic, immersi in una scenografia à la David Lynch.

Dall’altra parte della via si trova Tuttaltrosuono e il Vino, apparentemente una semplice enoteca, in realtà un ambiente sonoro allestito nei minimi dettagli da un veterano dell’hi-fi, Andrea Bernardi: perfetto per adagiarsi su un’aria di Rossini abbinata al suo rosé preferito. Dopotutto, senza musica la vita sarebbe un errore.

Ma così come non sarebbe onesto tralasciare il Birrificio di via Adelchi, il primo del suo genere ad aprire in città, tra i luoghi in cui andare a bere, parimenti non possiamo dimenticarci del Mundial per mangiare, il locale di piazza Bottini, quella della metro e della stazione ferroviaria, vero e proprio polso della situazione del “quartiere reale”.

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L’Osteria Mobile

Food Cult

Per nostra fortuna, Lambrate è anche sede della Trattoria La Cappelletta: i suoi gestori garantiscono pasta 100% fatta in casa, noi garantiamo che l’accostamento dei piatti della casa con le loro birre alla spina non lascerà delusi.

Degno di nota anche l’esperimento (riuscito) dell’Osteria Milano, aperta durante il Fuorisalone 2017 come progetto temporaneo in un vecchio edificio industriale di via Sbodio, ora autentico punto di riferimento permanente per i lambratesi e non, dove è possibile degustare antiche e storiche ricette lombarde, piemontesi e toscane, accompagnati da musica live: a Lambrate il messaggio è chiaro, rock and roll is (t)here to stay.

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Gli hotspots di Lambrate evidenziati nell’articolo

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