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Festival Internazionale delle Polpette

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Quante cose sono racchiuse nella parola “polpette“.

Prima di tutto, il concetto di “casa”.

Quanti pomeriggi passati con la nonna a preparare polpette e polpettoni con la carne trita nuova di zecca, con il pane un po’ secco o con gli avanzi della sera prima (perchè, ricordiamocelo, non si butta via niente).

Poi c’è l’immancabile “gusto”.

Quando si pensa alle polpette, viene subito in mente qualcosa si succulento, sugoso e morbido, che va bene per tutti e per tutte le occasioni senza sacrificare un sapore unico ed esplosivo.

Poi, beh, la comodità.

Per preparare le polpette ci vogliono davvero pochi minuti, si possono fare con qualsiasi cosa (carne, verdura, pane e molto altro ancora) e non troverai mai nessuno disposto a snobbarle, che siano asciutte o con il sughino da puccia.

Insomma, le polpette sono un’istituzione in tutto il mondo.

Per questo, sono felicissima di annunciarti che da venerdì 24 a domenica 26, alla Fabbrica del Vapore si terrà il primo “Festival Internazionale delle Polpette”.

Durante questa manifestazione, potrai gustare polpette australiane e messicane, cinesi e calabresi, giapponesi e sudamericane… insomma, ce ne sarà per tutti i gusti, anche per i poveri vegani e vegetariani che si sentono sempre fuori posto.

Se hai proprio voglia di fare man bassa, da bravo goloso, mettiti il bavaglino e preparati al POLPETTOUR, un voucher degustazione di 10 assaggi che potrai acquistare in cassa a 15 euro.

Mentre starai gustando tutte queste delizie, potrai anche partecipare agli eventi previsti: balli provenienti da tutto il mondo, musiche tradizionali e molto altro… cosa vuoi di più?

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Per una Milano senza violenze: le proposte di otto donne

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Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Le donne di Vivaio per una Milano senza violenze” è stato un momento di riflessione che si è particolarmente accesso grazie alcune persone conosciute in ambito di Vivaio e in altre associazioni, molto attive a livello sociale, che mettono a disposizione il proprio tempo per fare del bene e il bene della città nella quale viviamo. Così, dopo la riflessione è seguita un’intervista. Alcune video alcune no; qui oggi proponiamo degli estratti di quello che ci siamo dette, anche in base alle nostre esperienze e ai recenti fatti di cronaca.


L’intento del nostro confrontarci, alla base, aveva l’ambizione di far diventare Milano la prima città senza violenze. Una città dove poter passeggiare tranquille ma anche lavorare senza essere fatte oggetto di “attenzioni” particolari e dove ognuno, indipendentemente dal proprio “genere” possa essere in grado di non farsi mettere sotto scacco anche se in quel momento si trova in una situazione di inferiorità.

Questo nostro intervento corale vorrebbe essere una sorta di voce narrante della città di Milano, che si interroga, indigna, incazza ma che poi, intelligentemente trova una soluzione. Grazie se voi lettori, vorrete partecipare attivamente, anche attraverso il Blog Milano Città Stato, alla discussione che qui lanciamo. Alcuni interventi saranno smaccatamente provocatori, altri invece spaccati professionali di cert’une condizioni psicologiche, altri invece magari semplici citazioni poetiche o aforismi, di donne per le donne ma non solo; una sorta di “leggimi e guardami” oggi sono qui per te, a qualunque sessualità tu risponda!

Paola: lo scherzo a sfondo sessuale nella nostra cultura è spesso ammesso e tollerato

Cominciamo con il pensiero di Paola che, essendo una psicologa del lavoro e formatrice, ha molto da “sollecitare” il nostro pensiero e porci in una condizione di ‘vedere il problema da un’altra angolazione: “A quanti è venuto in mente che gli episodi denunciati dalle attrici molestate da Weinstein si inquadrano nell’ambito della violenza sul lavoro. Quante donne hanno giustificato ciò che era successo ergendosi a dure e pure che in quella situazione, quella stessa identica situazione, avrebbero avuto la capacità e il coraggio di rispondere per le rime, di denunciare subito, di interrompere il rapporto di lavoro, piuttosto che… Quante volte si giudica invece di definire con le giuste parole quello che è un abuso di potere bello e buono. Allora deve essere Kevin Spacey, un omosessuale dichiarato, che fa la stessa cosa nei confronti di colleghi maschi a riportare nella dimensione giusta i fattacci… perché se sono uomini quelli cha hanno subìto molestie allora sì che è da condannare senza appello. Come presidente di SoFia Comitato Donne AiFOS parlare di salute e sicurezza, anche sui luoghi di lavoro, non può prescindere dal considerare questi episodi come un rischio di carattere psicosociale ben identificabile nelle origini e nella modalità di espressione. E’ un rischio psicosociale, e anche fisico, che corrono le lavoratrici e i lavoratori messi in posizione di debolezza psicologica o di ruolo. Una delle misure di prevenzione può essere una migliore informazione su questo tipo di violenza che si nutre dell’abitudine, inculcataci culturalmente, che lo scherzo a sfondo sessuale è ammesso e tollerato. Un’altra misura è quella di educare tutti a cosa è corretto e a cosa non lo è anche in termini di approccio sessuale. Sicuramente giovani uomini e donne che oggi sono simpaticamente esposti a trasmissioni come il grande fratello VIP non penso abbiano, ancora, gli strumenti migliori per questo tipo di discernimento.”

Rosa: sono sommersa da colpe

Rosa, donna dolcissima e sempre sorridente, amante della poesia, quando deve lasciarmi, dopo esserci incontrate in Copernico, mi saluta con un aforisma lapidario, che io riporto qui, senza commento “Sono sommersa da colpe, vere o presunte, e da attività varie per lavarle via”

Babette: qualunque tipo di violenza non vuol dire ti amo

Babette che si intende e insegna pratiche orientali, con una brevissima frase, riesce a contenere l’universo intero che a mio modo di vedere, si rifà, forse inconsapevolmente, a quello semplice ma immenso di Gandhi; lei ci dice: “Non scegliere mai di essere una vittima di qualcuno o di qualcosa, scegli la vita e te stessa; qualunque tipo di violenza non vuol dire ti amo”

Pat: ma siamo sicuri che la violenza sia solo degli uomini?

Guardare il mondo da un oblò a volte aiuta a concentrarsi sul particolare e credo che questo sia lo spirito che anima la testimonianza di Pat: ”uhmm. Molto lungo come discorso. Ma siamo sicuri che la violenza sia solo degli uomini???? uhm, io mi sono un po’ scocciata di questo ruolo. Se devo dichiarare la mia esperienza personale come violenze psicologiche certo, ci siamo passate un po’ tutte. però, dal mio punto di vista, sta diventando un po’ un discorso alla moda e scusate, mi sto annoiando perchè conosco molti uomini che subiscono anche loro violenze; iniziamo a parlare anche di violenze sugli uomini, anche … certo, i numero sono inferiori però dai…basta. Abbiamo tutti gli strumenti per difenderci. Scusami, ma la penso così”.

Antonella: non è normale e non lo sarà mai

Ma non abbiamo nulla di cui scusarti, siamo qui per confrontarci, quindi in completa serenità e poste in modalità “ascolto”, proseguiamo con i nostri MESSAGES IN A BOTTLE”
Ecco tra noi anche Michelle Obama, grazie alla testimonianza di Antonella che si occupa nella vita, tra le altre cose, di Corporate Social Responsibility : “Alle donne vorrei essere capace di ripetere con forza quello che Michelle Obama disse in un famoso discorso: ‘This is not normal!’. Non è normale e non lo sarà mai; anche se nel mondo 1 donna su 3 ha subìto qualche forma di abuso e qualcuno si sente legittimato a pensare che è così che vanno le cose. Non pensiate che lo sia e non permettete a nessuno di pensare che lo sia, che siano uomini, madri e istituzioni. Perché la normalità deresponsabilizza tutti. E perché, come diceva Pessoa, ‘ognuno di noi è l’eccezione ma una regola che non esiste ’.”

Francesca: la violenza non va MAI giustificata

Francesca, che fa della diffusione dell’Innovazione il suo terreno di battaglia è assertiva e sicura nel dire fermamente che “la violenza non va MAI giustificata, anche se pensiamo si essere la causa di certi gesti violente, esiste sempre una seconda scelta, sta all’uomo maturo (in quanto specie animale, ma non solo), scegliere la strada del dialogo e non quella della sopraffazione fisica”.

Luisa: la violenza nasce dall’idea di possesso e superiorità: insegniamo(ci) il rispetto

Un’altra testimonianza, in chiave culturale ci arriva da Luisa che fa la comunicatrice di professione: “Indigniamoci ed insegniamo ad indignarsi; facciamo sentire la nostra voce, facciamola sentire ai nostri figli, ai nostri colleghi, agli estranei non solo quando una violenza finisce sui Media, non solo quando c’è l’8 marzo. Sempre, senza pudore né vergogna. Ogni volta che si usa una foto sessista per esprimere un concetto, ogni volta che una donna di qualsiasi età venga apostrofata per ‘scherzo’. Ogni volta che si discrimina tra uomo e donna: educhiamo (ci) al rispetto, la violenza nasce dall’idea di possesso e superiorità: insegniamo(ci) il rispetto.”

Adele: finché nel cuore di noi donne continuerà a brillare la luce dell’amore il mondo si salverà dalla violenza

Chiudiamo con Adele, che della Biodanza ha fatto il suo pane quotidiano e che non poteva che enunciare segni di luce e di speranza, liberamente ispirati dalla lettura della Profezia della Curandera: “finché nel cuore di noi donne continuerà a brillare la luce dell’amore il mondo si salverà dalla violenza. Ma se quell’amore scemerà, allora odio ed indifferenza dilagheranno e finiranno con il distruggerlo.“

Nella speranza che questi nostri messaggi in bottiglia siano arrivati, se ce n’erano, ai destinatari o che divengano spunto di riflessione e di discussione, chiudiamo il nostro piccolo contributo al 25 novembre, dalla Città di Milano; alla prossima.

Roma non ci EMA: breve cronaca di sabotaggi contro Milano

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l'assenza
l'assenza

Un anno fa Milano ha perso l’EMA. Una sconfitta che ha tolto a Milano e all’Italia circa due miliardi di euro di indotto all’anno, oltre a un ruolo di potere nella politica europea. In molti hanno sottolineato lo scarso appoggio del governo. Se si scorrono le vicende degli ultimi anni si scopre che questa non è una novità.

Roma non ci EMA: breve cronaca di sabotaggi contro Milano

EMA

“A Bruxelles Amsterdam e Copenaghen (arrivata al rush finale) avevano schierato i loro ministri degli Esteri, Halbe Zijlstra (nella foto, ndr) e Anders Samuelson, mentre l’Italia era rappresentata dal sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi. Tra le foto dei partecipanti alle votazioni si vede anche Zijlstra discutere con Michael Roth, ministro per gli Affari europei della Germania” (da EMA ad Amsterdam: con Milano ha perso la diplomazia, Il Fatto Quotidiano)

Malpensa

2008. Alitalia lascia Malpensa per concentrarsi Fiumicino.
“L’abbandono di Alitalia ha causato un disastro a Malpensa. Praticamente da un giorno all’altro abbiamo perso oltre 6 milioni di traffico”, spiega un alto dirigente di SEA. “La decisione di Alitalia ha fatto perdere a Malpensa lo status di hub internazionale, perdendo quel traffico di passeggeri in transito che costituisce la forza di hub come Francoforte, Londra o Parigi sui cui si sono trasferiti molti voli dopo la decisione di Alitalia. Oggi Malpensa è l’unico aeroporto internazionale di questa rilevanza a non avere una compagnia di bandiera“.
Articoli: Alitalia lascia Malpensa
Il governo penalizza gli aeroporti lombardi

Expo

Si penalizza ancora Milano per importi significativi. Non è accettabile”, annuncia Giuliano Pisapia, allora sindaco di Milano, lamentando i continui tagli stabiliti dal governo ai danni di Milano alla vigilia di Expo. D’accordo con lui anche l’opposizione: “Mentre il governo Letta toglie a Milano perfino gli spiccioli, Roma conquista centinaia di milioni alla faccia dell’equità e del premio ai virtuosi con il decreto salva Roma” (Alessandro Morelli, capogruppo della Lega in giunta).
Articolo: Pisapia a Letta: il governo penalizza Milano

Città metropolitana

Se si fa la città metropolitana mi dimetto” (Letizia Moratti, 2008)
Milano – Citta’ metropolitana è uno strumento debole. Ora si lavori per un cambio dell’assetto istituzionale: questo penalizza l’intero territorio” (2016)
“Si tratta di una norma che frena lo sviluppo di Milano, per due motivi principali:
Primo motivo: Milano è messa sullo stesso livello delle altre città italiane.
Con la legge delle città metropolitane Milano aumenta la distanza con il resto d’Europa perché invece di accentuare la sua diversità per confrontarsi con le migliori città europee si deve conformare con le parti meno sviluppate del nostro paese.
Secondo motivo: l’area di Milano viene ridotta a un territorio molto più piccolo di quello reale.
Per l’OCSE Milano è per dimensioni la quarta area metropolitana d’Europa, ma non per il governo italiano. C’è chi dice che questo sia stato fatto perchè se si fosse seguita l’OCSE, Milano sarebbe diventata la più grande città metropolitana d’Italia, anche davanti a Roma, e questo avrebbe creato problemi per la capitale.
Articolo: “Due motivi perchè la legge sulle città metropolitane è un freno per Milano” (2016)
La città metropolitana così com’è non funziona” (Beppe Sala, 2017)
Città metropolitana, rischio dissesto. Consiglieri pronti a dimissioni di massa” (2017)

Residuo fiscale

“Il grave stato del residuo fiscale di Milano, invece, da alcuni anni purtroppo frena significativamente lo sviluppo economico della città
Fonte: Gran Milano: Come realizzare una grande metropoli europea e generare sviluppo, di Francis Morandi, Carlo Edward Morandi. pagina 71
“L’OCSE calcola in 312 miliardi il PIL prodotto nell’area metropolitana, di cui circa 80 miliardi nel Comune di Milano. Applicando il tasso di pressione fiscale reale in Italia, significa che Milano versa oltre 40 miliardi allo stato italiano, considerando solo il Comune. Cifra che arriva a 156 miliardi di tasse pagate allo stato, se si calcola l’area metropolitana di Milano, come viene definita dall’ OCSE.
Dei 40 miliardi versati allo stato quanti ritornano a Milano attraverso i trasferimenti statali?
Complessivamente il Comune di Milano riceve dallo stato in via diretta o indiretta (tramite la Regione) 450 milioni a fronte dei 40 miliardi che versa in tasse. Significa che poco più del 5% del bilancio è coperto dallo Stato e Milano riceve indietro dallo stato l’1% di quanto versa.
Articolo: “Milano riceve indietro dallo Stato solo l’1% di quanto versa: 450 milioni a fronte di oltre 40 miliardi di tasse

Patto per Milano

Patto per la Città: 2,5 miliardi per Milano” (2016)
Patto per Milano da due miliardi. Ma nel piano mancano buona parte di costi e stanziamenti” (2016)
A distanza di oltre un anno, somma finora versata dal governo al Comune per il patto per Milano: 85 milioni di euro (Fonte)

ANDREA ZOPPOLATO

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Untitled (plot for dialogue)

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Avresti mai pensato di giocare a tennis… in una chiesa sconsacrata?

No, non ti sto prendendo in giro, è tutto vero.

L’artista Asad Raza ha pensato di fare proprio una cosa del genere per la sua nuova istallazione artistica, “Untitled (plot for dialogue)”, sita nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso.

Durante questa esperienza, gli spettatori potranno giocare gratuitamente a tennis con alcuni allenatori: battute e risposte del gioco diventeranno, così, metafora di un confronto alla pari per sovvertire alcune logiche tipiche del contesto religioso cattolico, nel quale spesso il messaggio nasce e prosegue a senso unico, dall’alto verso il basso.

In questo caso, infatti, l’orizzontalità del gioco e degli elementi del campo compensano lo sviluppo verticale dell’architettura.

Insomma, i visitatori diventeranno parte del lavoro artistico e creeranno un “dialogo” leggero e aggraziato completando la struttura fisica dell’opera, la quale è composta di diversi elementi: pavimentazione, linee, reti, racchette, un libro nero dalle pagine bianche (sulle quali è possibile scrivere), fiori, tè freddo al gelsomino e una fragranza all’ylang ylang con l’aggiunta di sostanze che ricordano l’odore di funghi freschi chiamata “Dialogo”, creata da Alia Raza per ottenere un profumo floreale dall’effetto straniante, in grado di sottolineare l’effetto visivo e simbolico dell’opera stessa.

Si tratta di un’esperienza più unica che rara, che potrai provare ogni giovedì, venerdì e sabato fino al 16 dicembre.

Io non mi lascerò scappare questa occasione per nulla al mondo: vieni con me?

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Il Primo Festival Internazionale delle Polpette

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L'Holi Festival a Milano, la Festa dei Colori indiana
L'Holi Festival a Milano, la Festa dei Colori indiana

Non poteva che svolgersi a Milano, la città più multietnica d’Italia, con oltre 251.000 stranieri solo tra i residenti, un evento aperto al Mondo come sarà il 1° Festival Internazionale delle Polpette.
Oltre una decina di stand gastronomici, musiche e folklore da ogni dove, interventi sulla falsariga dei TED Talk da parte dei protagonisti delle singole comunità etniche, che verranno messe in primo piano: ci sarà questo e molto altro all’evento multiculturale per eccellenza, che si terrà nelle giornate di Venerdì 24, Sabato 25 e Domenica 26 Novembre presso la Fabbrica del Vapore di via Procaccini.

La storica Fabbrica del Vapore, nel cuore di Milano
La storica Fabbrica del Vapore, nel cuore di Milano

Il cibo, la musica, la danza e i colori come veicoli per trasmettere un messaggio più grande, per sensibilizzare e incuriosire la cittadinanza nei confronti di tutto ciò che hanno da offrire altre culture e altri mondi che convivono in questo pot-pourri sempre più variegato che sta diventando la nostra città, una città dal potenziale già immenso per tutti coloro che hanno la curiosità di esplorare e scoprire nuovi sapori, ritmi e tradizioni. Questo il significato degli organizzatori di You Milan.
Già da anni Milano ospita eventi che riscuotono un enorme successo come la Fiera dell’Artigianato, il Festival dell’Oriente, il Latin Festival, e dà spazio alla celebrazione di ricorrenze come il Diwali e l’Holi indiani e la Festa di Primavera aka Capodanno Cinese.

L'Holi Festival a Milano, la Festa dei Colori indiana
L’Holi Festival a Milano, la Festa dei Colori indiana

C’è tanta voglia di sperimentare e molto semplicemente di divertirsi tutti insieme, e il 1° Festival Internazionale delle Polpette vuole essere questo: un ulteriore anello di congiunzione fra le comunità straniere e tra loro e la realtà storico-culturale di Milano.
Detto questo, ci saranno un sacco di polpette, per tutti i gusti e letteralmente di tutti i colori.

Il logo ufficiale del Festival Internazionale delle Polpette
Il logo ufficiale del Festival Internazionale delle Polpette

Per tutto il resto, c’è la pagina Facebook ( https://www.facebook.com/events/1519479291479098/ ), che accompagna nel processo di avvicinamento all’evento e di volta in volta annuncerà tutti quelli che saranno i partecipanti, non solo le polpette appunto, ma anche i gruppi musicali e di ballo, oltre alle tante sorprese.

La Lupa at Cinema Oberdan

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In un piccolo paese vive una donna di circa quarant’anni: a causa della sua condotta immorale, viene chiamata Lupa.

Grazie alle sue doti da seduttrice, la Lupa riesce a ottenere per sua figlia brava e modesta, Maricchia, la parte della patrona del paese, Sant’Agata, durante la processione annuale.

Per quella stessa occasione, dal vicino forte scende in paese il soldato Nanni Lasca, il quale si innamora perdutamente della femme fatale e presto ne diventa l’amante.

Più tardi, l’uomo conosce Maricchia, la quale desta nel suo cuore un tenero sentimento, e quando scopre che la ragazza è figlia della Lupa, decide di lasciare quest’ultima e propone alla fanciulla di sposarlo.

La giovane, che ha qualche sospetto sui rapporti tra la madre e Nanni, esita, ma la donna, nella speranza (che non sarà delusa) di riprendersi l’amante, la spinge ad accettare…

Ma ti ho detto anche troppo del film “La Lupa“, che verrà proiettato allo Spazio Oberdan questo mercoledì alle 19.00.

Vuoi un motivo in più per spendere gli 8 euro del biglietto? Dopo la proiezione, potrai brindare con del buon vino della Basilicata.

Convinto?

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Milano deve diventare come una piccola Svizzera, con i quartieri come piccoli cantoni (Emil Abirascid – Intercettazioni Milano)

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“Su determinati aspetti potresti creare anche una certa competizione tra quartiere e quartiere. Magari potresti avere il quartiere che punta di più sul verde, il quartiere che punta sulle aziende, il quartiere che richiede che per parcheggiare vuole due euro al giorno e quello che non vuole niente”
Intercettazioni Milano con Emil Abirascid, giornalista e guru di riferimento dell’universo startup.

– Il concetto di città metropolitana che abbiamo visto che non funziona va ribaltato.
Ci vorrebbe un modello di governance dove c’è un’entità superiore di omogeneizzazione delle politiche che riguardano l’area urbana, però poi la gestione amministrativa deve essere fatta a livello locale. Se Lambrate si vuole fare la sua area C deve poterlo fare, tanto per intenderci.
– Quindi la faresti anche a livello di quartiere? Berlino è un po’ così, ci sono i municipi che hanno…
– Anche Tokio. Sì assolutamente. Io farei questa autonomia dove poi c’è un’autorità anche collegiale di omogeneizzazione, però a livello di gestione amministrativa del quotidiano io andrei sempre di più verso una decentralizzazione spinta.
– Milano come una piccola Svizzera, dove i quartieri diventano come dei cantoni?
– Per determinati aspetti potresti creare anche una certa competizione tra quartiere e quartiere. Magari potresti avere il quartiere che punta di più sul verde, il quartiere che punta sulle aziende, il quartiere che richiede che per parcheggiare vuole due euro al giorno e quello che per parcheggiare non vuole niente.
Io farei questo e nella stessa ottica lo farei con i Comuni dell’area metropolitana, no?, ognuno può prendere le sue decisioni nelle determinate materie e questo appunto ha impedito che a un certo punto le aree periferiche di Milano diventassero delle aree vaste e fuori controllo. Invece l’esistenza di amministrazioni locali tutte attorno a Milano, che comunque resta una città piccola, hanno permesso di creare sì un’area urbana però un’area urbana che conserva una certa attenzione per quelle che in città più grandi sono le periferie e che si rivela oggi essere un modello molto efficiente perché si incanala nel solco della filosofia della decentralizzazione che è una filosofia secondo me vincente in questo momento storico dell’umanità.

Il tunnel segreto di S. Maria delle Grazie

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Uno dei gioielli più segreti di Milano è la sagrestia di Santa Maria delle Grazie. Non è di solito visitabile al pubblico, ma al suo interno reca bellissimi affreschi, addirittura si dice siano opera di Leonardo, ritratti di Ludovico il Moro e di suo figlio e l’ingresso del tunnel segreto che portava Ludovico il Moro al Castello.

Fonte: Milano insolita e segreta di Massimo Polidoro (Jonglez editore)

Milano Music Week: Linecheck, la musica al Base

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Diciamocelo: quanto è importante la musica nella nostra vita?

Ma poi: quanto è pervasiva?

In qualsiasi ristorante, locale o negozio si sente sempre della musica in sottofondo, mentre passeggi per strada qualche volta ti ritrovi a fischiettare qualche motivetto che ti è rimasto in testa o addirittura non puoi fare a meno di girare con le cuffie nelle orecchie.

La musica è capace di intrufolarsi nelle nostre emozioni e di cullare i sentimenti verso orizzonti di gioia, tristezza o rabbia, a seconda di quello che le note ci fanno provare.

E poi, potenzialmente, tutto potrebbe essere musica.

Dal segnale acustico della chiusura-porte in metro allo sbuffo dei bus quando ripartono, dal “bip” della cassa al supermercato al trillo del citofono.

Insomma, la musica è davvero ovunque e ha un’importanza molto rilevante nelle nostre vite.

Per questo motivo, sono felice di annunciarti che questa settimana si festeggia la Milano Music Week: saranno giorni di concerti, dj set e conferenze per celebrare questa nostra indispensabile compagna di vita.

Con il suo Linecheck, il Base sarà il quartier generale del festival: fino a domenica potrai partecipare a tantissimi eventi per passare delle serate a suon di… musica.

Solo per questo martedì, giusto per partire col botto, alle ore 22.00 il Linecheck inizia al Circolo Magnolia per il live di SEVDALIZA a 15 euro + d.p.

Sarà una settimana intensa, quindi non prendere impegni.

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EMA: non è stata sfortuna

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La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, diceva Freak Antoni. Abbiamo perso l’EMA al sorteggio e molti se la sono presi con la sfortuna. Altri invece denunciano manovre oscure. Si è parlato di “biscotto”, di paesi del nord Europa che pur di sconfiggere l’Italia hanno votato compatti per Amsterdam. La solita Europa nordica, senza cuore, che si diverte a farci perdere. Come la Svezia insieme all’arbitro e al palo di Darmian, alla fine è sempre una questione di poteri forti e di sfortuna. Ma da milanesi non ci piace guardare le cose in questo modo, no, dare la colpa alla sfortuna non ci basta. E allora se non è colpa sua perchè abbiamo perso l’EMA?

Per capirlo cerchiamo di imparare da chi è stata premiata dalla fortuna. Amsterdam ha vinto, malgrado alcuni punti di debolezza. Città con un clima più infausto di Milano e al centro di un territorio a cui la natura non ha fatto sconti: niente montagne e un mare che ti fa perdere qualunque voglia di tuffarti dentro. Una cucina desolante, dei dintorni noiosi, una lingua che è poco più di un dialetto. E’ una città a cui la natura non ha regalato niente, che non ha alcuna rendita di posizione ed è sostenuta da una nazione con un peso politico insignificante. Ma allora come ha fatto a vincere?

La verità è più cruda di un colpo di sfortuna. La realtà è che hanno scelto Amsterdam proprio i Paesi che danno più attenzione alla qualità della vita. Hanno votato per lei i paesi del nord Europa. Si può dare la colpa a trame oscure, ma se si guardavano i dossier presentati dalle città candidate si vedeva che Amsterdam, a differenza di altri, ha centrato la propria azione di convincimento sulla qualità della vita offerta a chi avrebbe lavorato negli uffici di EMA. Sì, perchè la chiave è proprio questa. EMA non significa un’aggiudicazione di denaro e di grandi interessi e basta, significa anche persone che con le loro famiglie devono spostarsi da Londra per costruire in un nuovo posto il loro futuro. Chiunque abbia vissuto in quei Paesi sa bene che questi sono gli interessi a cui sono particolarmente sensibili.
Noi spesso ci perdiamo tra massimi sistemi e trame oscure, ma nel nord Europa l’approccio è diverso, anche nelle aziende. Prima i dipendenti, poi i clienti e infine la proprietà. E’ una mentalità dove i poteri se sono forti lo dimostrano prendendosi cura delle persone. E allora perchè paesi con questa mentalità hanno votato in massa per Amsterdam, spostando i voti decisivi da Copenaghen?

Ieri sera, dopo aver ricevuto la notizia che Milano aveva perso EMA ero a un evento dove c’era anche il console olandese. Ne ho approfittato per capire che problemi avesse Milano secondo il suo punto di vista. Mi ha risposto che la cosa che gli piace di meno di Milano è l’inquinamento atmosferico.
Ha spiegato che anche in Olanda il tema è molto sentito. E’ un territorio pianeggiante, in gran parte al di sotto del livello del mare, che favorisce l’accumulo di smog anche per le numerose aree urbane concentrate in un territorio limitato. La lotta allo smog è da anni una priorità assoluta in Olanda. Una lotta affrontata utilizzando e sperimentando ogni tipo di tecnologia.
A Rotterdam hanno introdotto delle torri capaci di filtrare l’aria dagli agenti inquinanti. A Eindhoven hanno iniziato ad impiegare un asfalto mangia-smog. Ad Amsterdam hanno lanciato la politica dei tetti verdi, per aumentare la superficie di natura in città, e hanno sistemato centraline di rilevazione dell’inquinamento praticamente casa per casa, con un sistema di incentivi per premiare le abitazioni attorno a cui si registra una diminuzione degli inquinanti. Sempre in Olanda si sta testando Solaroad, una strada costituita da pannelli fotovoltaici in grado di produrre energia dal sole ed è stato varato un piano per incrementare i veicoli elettrici attraverso la diffusione di centraline per la ricarica, in certi casi utilizzabili gratuitamente.

Milano ha lo stesso problema di Amsterdam, forse perfino maggiore. Al centro di una pianura dove l’aria circola poco e niente, ogni inverno si boccheggia per cercare ossigeno. Ma cosa ha fatto Milano, cosa sta facendo per affrontare questo problema? Se la si paragona all’Olanda la risposta è zero. Bisogna avere il coraggio di dire che mentre l’Olanda sta affrontando il problema dell’inquinamento atmosferico, Milano non lo sta facendo. Niente nuove tecnologie, nessuna politica strutturale per affrontare questo problema. E questo non è un caso, ma indice di una mentalità che ci preoccupa e che forse ha pesato nella votazione per gli EMA molto di più del sorteggio.

Forse è questo che tiene lontani i paesi del nord dalla nostra città, che gli fa preferire le pochezze naturali dell’Olanda allo charme innegabile di Milano. Quello che li ha portati a puntare per il futuro dei loro lavoratori ad Amsterdam è una mentalità che affronta i problemi per risolverli, che usa la tecnologia e il potere per migliorare la vita dei cittadini. Una mentalità che se si perde ci si rimbocca le maniche per arrivare più preparati a vincere la prossima sfida. Una mentalità che crediamo sia anche profondamente milanese ma che forse abbiamo perso un po’ di vista, sopraffatti dalla superficialità e da un’indolenza che in realtà non ci appartiene.
Se la sconfitta dell’EMA porterà a ritrovare questa mentalità allora potrà rivelarsi una vittoria per Milano che saprà così fare fronte al ruolo di guida a cui sta venendo chiamata sempre di più da questo difficile momento storico: quello di guida determinata a risolvere i problemi del Paese. Solo così si potrà ridare forza allo stellone d’Italia e scoprire che in realtà la fortuna ci vede benissimo.

Quello che li ha portati a puntare SU Amsterdam è una mentalità che affronta i problemi per risolverli, che usa la tecnologia e il potere per migliorare la vita dei cittadini. Una mentalità che se si perde ci si rimbocca le maniche per arrivare più preparati a vincere la prossima sfida. 

ANDREA ZOPPOLATO

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Primo passo del consiglio comunale verso Milano Città Stato
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Durante la guerra a Milano il caffé si faceva con la CICORIA

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Durante la seconda guerra mondiale furono numerose le materie prime che scarseggiarono a Milano, come in altre città d’Italia.

Dal 1940 fino al 1949 venne introdotta la tessera annonaria, una carta personale che stabiliva la quantità di cibo per ogni famiglia, permettendo di prenotare gli alimentari e, dopo i primi anni, anche il vestiario.

Negli anni più duri, dal 1942 fino ai mesi successivi alla fine della guerra, divenne molto difficile trovare vino, sale, pepe e insaccati. Praticamente introvabili furono le materie prime provenienti da terre lontane, come cioccolato, zucchero o il caffé che vennero sostituiti da surrogati.

Al posto del caffè molti utilizzarono la cicoria.
Il caffè di cicoria ricorda come gusto quello tradizionale, anche se ha effetti molto diversi: invece che da stimolante funge da bevanda detossificante per il fegato.

 

MILANO CITTA’ STATO

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Chagall – Sogno di una notte d’estate

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Aaaah… Chagall.

Un altro grande autore del filone artistico contemporaneo.

Questo maestro bielorusso mi ha fatta emozionare con i suoi colori tendenti al blu, le sue atmosfere oniriche e, naturalmente, le sue figure volanti in un cielo limpido.

Sono famosissimi, per esempio, i due amanti che volano abbracciati sopra a quello che sembra un silenzioso paesaggio laconico: da un senso di libertà e, soprattutto, di un immenso amore che la coppia prova vicendevolmente.

Se anche tu ami come me questo artista, sono felice di dirti che fino al 28 gennaio, il Museo della Permanente ospiterà la mostra “Chagall – Sogno di una notte d’estate”.

Sarà un’esposizione… diversa: una forma inedita di esposizione sensoriale interattiva che ti farà conoscere e vivere l’arte attraverso una Fino al 28 gennaio potrai immergerti a 360° nell’arte dell’onirico Chagall grazie alla mostra interattiva del Museo della Permanente: “Chagall – Sogno di una notte d’estate”.

L’ingresso costa 15 euro, ma ne vale la pena: sono certa che sarai travolto da cotanta bellezza.

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Vivaio Awards: stasera al Teatro Parenti i premi per chi fa grande Milano

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Ci saranno anche Salvatore Aranzulla, Ludovica Sauer, Filippo Del Corno, Cristina Tajani, Andrea Pezzi, Candida Mordillo, Francesco Cancellato, Regina De Albertis, Ringo, Alfio Bardolla e Andree Ruth Shammah, stasera, 20 Novembre alle ore 19. Al teatro Franco Parenti vengono assegnati i Vivaio Awards 2017, terza edizione dei premi per chi fa grande Milano. Di seguito le 90 nominations selezionate da Vivaio.

Le tre più votate di ogni categoria saranno votate dai partecipanti dell’evento. Per iscriversi (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria): https://www.eventbrite.it/e/biglietti-vivaio-awards-2017-39670315983

L’obiettivo è valorizzare chi sta facendo qualcosa di importante e innovativo per Milano, con lo scopo di innescare meccanismi di emulazione nei cittadini.

Ecco le nominations:

PREMIO PER LA NOVITÀ DELL’ANNO


Awesome Foundation a Milano  (Matteo Consonni): primo evento in Italia della Awesome Foundation, all’Ostello Bello il 23 marzo 2017

Cinema sui tetti (Edoardo Scarpellini/MIlanoCard):  5 mesi di proiezione sulla Highline Galleria, sopra l Galleria Vittorio Emanuele

Milano Food City (Comune di Milano): l’eredità di Expo, dal 4 all’11 maggio 2017 il primo Fuorisalone del cibo per promuovere l’alimentazione sana e di qualità

I nuovi bike sharing “volanti” (Mobike/Ofo): Milano, prima città italiana ad avere il “free floating”, il bike sharing senza postazioni fisse

Obama al Seeds and Chips (Marco Gualtieri): intervento di Barack Obama durante Seeds and Chips, summit sull’innovazione in campo alimentare

Palazzo del Cinema (Lionello Cerri/Anteo): inaugurazione della nuova sede dello storico cinema Anteo, ora trasformato in Palazzo del cinema

Le palme in piazza Duomo (Marco Bay): inaugurate le nuove aiuole di piazza Duomo con le palme

Referendum sull’autonomia della Lombardia (Regione Lombardia): il primo referendum della storia d’Italia per attuare l’articolo 199 della Costituzione (autonomia della Regione Lombardia)

Roma Exit: fuga delle aziende da Roma a Milano (Sky, Tg5, Unicredit e altre): la scelta di molti gruppi industriali di trasferire le sedi centrali da Roma a Milano

MiMoto: il servizio di scooter sharing a flusso libero e facile da usare

PREMIO  COMUNICAZIONE A MILANO


blog.urbanfile.org

conoscounposto.com

Ilmilaneseimbruttito.com

milanocittastato.it  

milanodavedere.it

milanoevents.it 

milanoincontemporanea.com

milanotoday.it 

milanoweekend.it

vivimilano.corriere.it

 

PREMIO MILANO WORK IN PROGRESS:


Il problema da risolvere/l’iniziativa in stallo da portare a compimento.

L’area post Expo 

La città metropolitana

L’estetica dei dispositivi antiattentato

L’ex fabbrica Innocenti

Rientro sotto le soglie dell’inquinamento atmosferico

Riportare il vero mercato metropolitano a Milano

Togliere l’orario estivo della metro

Le periferie

La riqualificazione degli scali ferroviari

La chiusura del Vivaio Riva

PREMIO COMUNITÀ INTERNAZIONALE PIÙ ATTIVA A MILANO NEL 2017


Brasile

Cina

Egitto

El Salvador

Filippine

Giappone

Israele

Russia

Sri Lanka

Ucraina

PREMIO LA RADIO DI MILANO DEL 2017


105

Dee Jay

Lifegate

R101

Radio 24

Radio Italia

Radio m2o

Radio Popolare

RTL 

Virgin Radio

PREMIO PROGETTO INTERNAZIONALE DA IMPORTARE A MILANO


Autobus elettrici che prendono energia dalla strada (Seul)

L’asfalto che mangia lo smog (Eindhoven)

Far pulire la scuola dagli studenti (Tokyo)

Pagamento delle multe con un click, senza dover inserire neppure i propri dati (Parigi)

La scuola senza materie (Helsinki)

Station F, il più grande campus di startup del mondo (Parigi)

Le strisce pedonali 3D (Reykiavik)

La torre che depura l’aria (Rotterdam) 

I tetti verdi (Amsterdam)

Unico documento di identità digitale (carta di identità e’ anche patente, tessera sanitaria, bancomat e abbonamento ferroviario) (Tallinn)

PREMIO LA PIÙ BELLA FRASE SU MILANO


«Milano è la città che ho scelto per vivere e lavorare, che ha accolto me e la mia famiglia nel primo dopoguerra. È una città dura, ma generosa. Difficile, ma con enormi possibilità. Sempre proiettata verso il futuro, sempre attenta a quello che succede nel mondo, e che cerca di essere perfetta. È la sua ambizione, e quando non ci riesce, soffre» Giorgio Armani

«Genova sarà il più bel sobborgo di Milano» Marco Bucci, Sindaco di Genova
«Con Milano ho un vero rapporto d’amore. E’ una città concreta, operativa e accogliente, tanto da farti sentire parte di una grande famiglia all’allargata. È piena di entusiasmo e ha una energia contagiosa» Cristiana Capotondi
«Vi ringrazio tanto cari milanesi e vi dirò una cosa, ho constatato che è vero quello che si dice: ‘a Milan si riceve col cor in man’, grazie» Papa Francesco
«Roma un disastro e Milano no? Certo, è quanto l’EUR» Sabrina Ferilli
«Le nouvel age d’or de Milan » Jérôme Gautheret, Le Mond
«Più che una città metropolitana dall’incerto decollo, più che una capitale di riserva, Milano sta diventando una Città-Stato, riferimento nazionale e mondiale per la crescita economica e culturale. Come Berlino, Milano ha una specificità che la rende centrale nel destino europeo» Giangiacomo Schiavi, Corriere della Sera
«E’ Milano la Vera Capitale di Italia» Beppe Severgnini
«La città che “stava morendo” ha “riacceso la luce”» Ulrike Sauer, Süddeutschen Zeitung
«Amo Milano. E’ cambiata molto, ma la mia Milano, quella del Parco, del centro, è sempre la stessa: bellissima»Franca Valeri

PREMIO MIGLIOR VIDEO DI MILANO


Presentazione della candidatura di Milano 2019 (CONI)

https://www.youtube.com/watch?v=hXoDLIBOr5A

EMA a milano (Comune di Milano)

https://www.youtube.com/watch?v=XOpxaE8Qsw8

Milano City Hyperlapse Italy Time Lapse Italia (Yury Sirri Nakvas)

https://www.youtube.com/watch?v=myzzfwB-9Cc

Le Maldive di Milano (Capedit)

https://www.youtube.com/watch?v=PZj38CihL0U

Libiamo ne’ lieti calici – Flashmob Metropolitana (Associazione Voce AllOpera)

https://www.youtube.com/watch?v=L8BWqwaqbvY

Milano a volo di drone – Riprese aeree Milano (UANOF)

https://www.youtube.com/watch?v=Eydk-L5Kq2k

Milano Expedia Destination Video (Expedia.it)

https://www.youtube.com/watch?v=tsMhAKyjjEM

Il Futuro di Milano – Video Contest (Il futuro di Milano)

https://www.youtube.com/watch?v=95P3FWv1zhs

Milano, Italy – Ghost Town Filmed From Above (Jesse Motl)

https://www.youtube.com/watch?v=hvYJAWOROe4

Ho scelto Milano (Mattia Mor)

https://www.mattiamor.it/ho-scelto-milano/ 

PREMIO FUTURO IMPOSSIBILE


Il premio per il progetto più Visionario

Bonifica del fiume Lambro per renderlo balneabile

Da Milano a Genova in metropolitana

Costruire una metropolitana sopraelevata sulla circonvallazione esterna

Introduzione di una criptovaluta milanese

Milano città stato: rendere Milano libera di gestirsi come le grandi città d’Europa

Far diventare Milano capitale d’Italia

A Milano il parco urbano più grande del mondo: il Parco Orbitale

Realizzare un tunnel sotterraneo da est e ovest e da nord e sud che sposti il traffico sottoterra

Riaprire tutti i navigli di Milano

Rivestire gli edifici di materiali in grado di eliminare l’inquinamento atmosferico (attraverso la Fotocatalisi)

 

 

 

Che fine hanno fatto il bar Scottum e la piazza della Rosa?

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L’odierna piazza Pio XI è conosciuta soprattutto per l’ingresso della celebre Ambrosiana.
Un tempo, vi si affacciava la chiesa dedicata a S.Maria della Rosa, che dava anche il nome alla piazza.
Qui aveva le sue vetrine il famoso bar-bottiglieria Scottum, dal nome del liquore inventato dal suo proprietario. Una vera brelibatezza, e non è difficile crederlo, visto che Milano ha sempre primeggiato per invenzioni…alcoliche!
I nostri nonni e bisnonni ne andavano matti, e il locale era sempre molto frequentato.

Il liquore era una miscela di Aloe succo trino (ricavato dall’aloe), di radice Colombo (Iatrorrhiza palmata, dal sapore amarissimo e piccante) e di rabarbaro (“Le droghe in fusione nello spirito per giorni 8, dopo si colano e si unisce il vino e lo zucchero bruciato”, diceva la ricetta originale).
E mentre lo Scottum impazzava, nella piazza fu posizionato, nel 1906, il monumento dedicato all’avvocato socialista Felice Cavallotti, opera dello scultore Ernesto Bazzaro.

Con l’avvento del fascismo, il monumento fu rimosso e dimenticato per anni in un magazzino comunale (rivedrà la luce nel 1953, ma in via Marina, per sostituire quello bombardato di Giacomo Medici del Vascello).
Anche lo Scottum, caduto in declino, venne smantellato: al termine del conflitto ne venne cancellata ogni traccia.

 

Roma nacque da una lupa. Milano da una scrofa

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Sulla nascita di Milano circolano diverse leggende. Una delle più quotate narra che il luogo sia stato scelto dal celta Belloveso quando vide una scrofa semilanuta. Da qui Medio-lanum (semi-lanuta). Un bassorilievo della scrofa lo si può ammirare sul palazzo della Ragione in piazza Mercanti
Il Palazzo della Ragione in origine era il luogo dove si amministrava la giustizia.

PHOTO VOGUE FESTIVAL

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Il Photo Vogue Festival è il primo festival internazionale interamente dedicato alla fashion photography.

Fino a domenica, nell’intera città di Milano si svolgeranno talk, mostre ed eventi fotografici, che punteranno a far diventare il PVF un punto d’incontro e riferimento per tutti gli appassionati di fotografia, arte e moda.

Ciò che distingue la rivista legata a questa manifestazione, ovvero Vogue, dagli altri magazine è, infatti, la profonda comprensione della moda come linguaggio: è considerata l’interfaccia visuale con il mondo, tramite la quale si comunica e si costruisce la propria identità.

… E, naturalmente, nessun arte l’ha mai raccontata meglio della fotografia: è una testimonianza imprescindibile dei cambiamenti socio-culturali che hanno caratterizzato ciascuna epoca.

Il festival da possibilità a professionisti e non di entrare in contatto con le figure chiave del settore, come i grandi maestri della fotografia, i curatori più importanti e le agenzie più prestigiose.

In particolare, da giovedì 16 a domenica 19 potrai partecipare gratuitamente alla mostra “FASHION & POLITICS” del Base, l’esposizione che punta a dimostrare quanto la moda sia per sua stessa natura intrinsecamente politica.

La fotografia di moda ha saputo veicolare contenuti che vanno oltre gli intenti pubblicitari: essa si confronta costantemente con temi come il genere, la costruzione dell’identità e con i desideri, i sogni e le interazioni di generazioni intere.

Se sei un amante della fotografia, non puoi assolutamente perderti questa occasionee più unica che rara.

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La febbre del bitcoin contagerà Milano?

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Media dei full nodes attivi in Europa

Il Bitcoin (BTC o XBT) è oggi la più popolare tra le criptomonete. Nasce nel 2009 grazie a un misterioso personaggio noto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto.
Pur essendo la più conosciuta, non è l’unica criptovaluta in circolazione.
Ve ne sono diverse (oltre 1100, ma il numero è in costante crescita), alcune delle quali sono anch’esse diventate familiari al grande pubblico. È il caso, ad esempio, di Ethereum, la cui piattaforma combina la valuta (Ether) con ulteriori funzionalità (ad esempio il sistema di smart contract che promette di rivoluzionare il modo in cui facciamo acquisti, ci scambiamo dati e documenti, votiamo ecc.).

Il bitcoin sta vivendo una nuova ondata di popolarità mediatica. Un aspetto che rende interessante il bitcoin in questo momento storico è l’importante aumento del suo valore. Questo è infatti l’andamento temporale del controvalore in dollari e in euro.

Bitcoin vs Dollaro US (source http://www.xe.com/)
Bitcoin vs Euro (source http://www.xe.com/)

Semplificando, fare trading di bitcoin fa gola perché può permettere di arricchirsi senza intermediari. Gli intermediari esistono ma non sono necessari: risultano utili per semplificare l’interazione con l’ecosistema degli utilizzatori/scambiatori di valuta ma aggiungono un fattore di rischio per l’utente finale.

Ma cos’è il bitcoin?

Sostanzialmente è una moneta virtuale che utilizza strumenti crittografici per convalidare le transazioni e per essere generata: non esiste quindi fisicamente (non c’è, ad esempio, uno Stato che la conia) ma solo in forma di stringhe di bit.

È decentralizzata e gli scambi di moneta possono essere effettuati senza intermediari.
La rete è definita peer-to-peer (vi ricordate quando si scaricava musica da Emule?) e ogni elemento (computer, device) viene definito nodo.

La moneta viene messa in circolazione grazie ai cosiddetti Miner che ottengono nuovi coin in cambio della soluzione di un problema crittografico, parte integrante del processo che rende le transazioni sicure (ma che richiede, come si può immaginare, un gran impiego di energia elettrica).

La produzione di bitcoin decresce con il tempo e si può definire un tempo di dimezzamento (in modo simile al materiare radiattivo) (ad esempio, viene calcolato qua http://www.litecoinblockhalf.com/).

Il bitcoin è riconosciuto come valuta in alcuni Paesi (tra cui l’Italia), altri invece lo considerano come commodity (ad esempio l’Olanda). È invece illegale in Afghanistan, Bolivia, Ecuador e Bangladesh e ristretto in altre zone del mondo.
La diffidenza delle istituzioni è spesso legata al fatto che le transazioni all’interno del sistema bitcoin sono anonime e quindi non trasparenti, ad esempio, per il sistema fiscale e ai timori per la nascita di un’economia fuori dal controllo di un sistema centrale che possa intervenire per regolarla.
A oggi si stima che gli utilizzatori di bitcoin nel mondo siano tra i 2 e i 6 milioni: bitcoin era opinioni.

I nodi

Ci sono delle regole (qui) che devono essere rispettate per essere un nodo della rete e i nodi che rispettano l’insieme completo delle regole vengono definiti Full Nodes.

La maggior parte della rete è costituita dai nodi non full (lightweight).
I full nodes, invece, come detto, rispettano regole che permettono di definirli come nodi strutturali.
Le informazioni recuperate da questi nodi permettono perciò di stimare, anche geograficamente, diversi fatti circa l’intera rete e in qualche modo misurare la “passione geografica” per i bitcoin, almeno rispetto all’utilizzo di macchine e server impiegati per “sostenere” la rete.

Un sito che fornisce dati statistici sui full node e che è stato utilizzato da diversi enti per analizzare la rete è https://bitnodes.earn.com/
Il crawler utilizzato da questo sito è pubblico su github https://github.com/ayeowch/bitnodes

Ma come si colloca Milano rispetto al trend dei bitcoin?

La mappa sotto rappresenta il numero medio di nodi full attivi in ciascuna nazione. Abbiamo calcolato la media di nodi full online nel mese di ottobre.

Media dei full nodes attivi nel mondo
Media dei full nodes attivi in Europa

Come si può notare l’Italia è in affanno rispetto a regioni decisamente più attive, con in media 65 full nodes online.

Milano è la prima città in Italia per media di numero di nodi full attivi, ma sono appena 6,8.
Segue Arezzo (!) con 5,2, Roma con 3,2, Napoli con 2,5 e Torino con 2,3.

Un focus live sul numero di nodi attivi in Italia potete seguirlo sul nostro sito (qua).

Per rimanere in Europa, il primato spetta a Dublino (media di 276,4 full nodes attivi), Francoforte (246), Amsterdam (113) e Londra (102).

Milano è più o meno al livello di Rotterdam e Helsinki, ma dietro a città come Tallinn e Monaco (7,4), Lubiana (7,7), Atene (8,2), Madrid (10,9), Budapest (13,6), Zurigo (17,6), Vienna (17,7), Praga (25,4), Parigi (36,4) e Berlino (45,6).

Il primato mondiale spetta a Hangzhou in Cina (ben 408), mentre la prima città negli Stati Uniti è Ashburn (292).

Anche i bitcoin hanno i loro bancomat che permettono di cambiare i propri euro in criptovaluta e viceversa.

Anche su questo fronte l’Italia non spicca particolarmente: su CoinAtmRadar ne vengono indicati 12 (in Svizzera, ad esempio, 22, in Spagna 39, di cui 9 in realtà in Catalogna, in Austria ben 92). Milano ne ha uno, installato al Talent Garden di Via Merano.

Nonostante questi numeri non entusiasmanti, la “febbre” per il bitcoin in Lombardia sta crescendo in maniera costante. Il dato delle ricerche Google ci mostra infatti questa impressionante salita (100 è il massimo picco di interesse).

Ricerche su Bitcoin in Lombardia (Google Trends)

Appena oltre confine, in Svizzera, a Chiasso, si è deciso di aprire dal 2018 al pagamento delle tasse comunali in bitcoin. Milano è pronta per questo tipo di sperimentazione?

BookCity Milano

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Ok che siamo nel ventunesimo secolo.

Ok che la tecnologia sta diventando sempre più pervasiva nella nostra quotidianità.

Ok che si vocifera le serie televisive siano diventate la “nuova letteratura”.

Ok tutto quello che vuoi… ma la lettura è la lettura.

Che siano romanzi, testi poetici o biografie, cosa c’è di meglio del profumo di un libro nuovo, appena comprato?

Cosa arricchisce più di una bella trama, dei giochi linguistici e grammaticali, degli artifici lessicali e sintattici?

Cosa ti lascia un senso di vuoto maggiore della fine di una storia che ti è piaciuta talmente tanto da esserti penetrata fino all’anima?

Cosa c’è di meglio di sottolineare tutte quelle frasi che ti suscitano emozioni uniche per rileggerle quando ne hai bisogno?

Cosa c’è di meglio di leggere e scartabellare un manoscritto cartaceo sui mezzi pubblici per tenerti compagnia durante il viaggio che ti separa dall’ufficio o dall’università?

Insomma, le sensazioni che ti regala la lettura sono uniche e se anche tu pensi di essere un amante dei libri “alla vecchia maniera”, sarai felice di sapere che, a partire da questo giovedì, a Milano torna BookCity.

Da oggi fino a domenica, per quattro giorni potrai partecipare a mostre, conferenze e tanti altri eventi dedicati al mondo della lettura, degli autori e di tutto ciò che rende il mondo dell’editoria così magico e inimitabile.

Lasciati travolgere dalle passioni che solo un buon libro è in grado di dare alla nostra mente e al nostro cuore.

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Palazzo Clerici: uno dei più sfarzosi di Milano

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Visitabile solo su appuntamento o in occasione di eventi speciali, è l’anticamera degli specchi di palazzo Clerici, uno dei palazzi più sfarzosi della città. Su una superficie di 22 metri per sei, è rappresentato un affresco magnificente del Tiepolo. Si dice che per il suo costo la famiglia Clerici cadde in disgrazia.

Nerd-coledì: Giochi di Ruolo

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Sono certa che anche tu hai un amico nerd.

… dai ammettilo: dici di avere un amico nerd per non confessare la tua natura da giocatore di ruolo incallito.

Non te ne devi vergognare. Capita a tutti di avere un hobby… per quanto pervasivo esso possa diventare.

… e chi gioca ai GDR ne sa qualcosa: se non si sta attenti, si finisce con l’identificarsi talmente tanto con il personaggio che si interpreta da rimanerci intrappolati.

Scherzi a parte, tutto questo per dirti che dalle ore 20.00 di questo mercoledì il nostro amato Kraken Pub organizza il Nerd-coledì, una serata interamente dedicata ai giochi di ruolo.

Potrai giocare a quelli che conosci già o magari ritrovarti a doverne improvvisare uno completamente nuovo.

Come puoi sapere a cosa giocherai? Puoi deciderlo anche tu, votando sulla pagina Facebook dell’evento.

Pronto a passare un mercoledì da nerd, di quelli veri? Io ti aspetto lì.

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