Le due ombre sulla Linea D, la nuova metro all’orizzonte di Roma: come rimediare?

I due aspetti più critici della nuova metro di Roma e come si potrebbe rimediare

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ilmessaggero.it - Nuovo tracciato Metro D
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L’amministrazione capitolina spinge sull’acceleratore con la Linea D. Il progetto è stato rilanciato tra vecchie proposte e va a sovrapporsi ad altri lavori non ancora terminati. Vediamo assieme i due aspetti più critici della nuova metro all’orizzonte di Roma e come si potrebbe rimediare. 

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Le due ombre sulla Linea D, la nuova metro all’orizzonte di Roma: come rimediare?

#1 Ma quale Linea D? Mancano ancora i lavori di C e B

Mappa lavori in corso – Roma Metropolitane

La notizia ha fatto capolino su tutti gli organi di informazione: si sbloccano i lavori per la Linea D. Si partirà da zero, anche se da tempo immemore non si sono ancora conclusi i lavori su altre linee, principalmente sulla C. La linea C, infatti, dovrebbe avere un prolungamento che, per ora, comprende alcuni cantieri aperti fino alla zona di Piazza Venezia. Senza contare il prolungamento della Linea B che, oltre la fermata di Rebibbia, dovrebbe raggiungere Torraccia/Casal Monastero passando per San Basilio. Il lancio del progetto della linea D, insomma, può sembrare un segno del consueto vizio: quello di aprire migliaia di nuove pratiche, appesantendo la burocrazia, senza mai portare a termine i cantieri già iniziati. Un’altra ombra riguarda invece il tracciato. 

Leggi anche: UFFICIALE: ROMA avrà la LINEA D della METRO. Questo il PERCORSO

#2 Il tracciato: copre in modo capillare una lunga fascia… ma ignora zone completamente sguarnite

Mappa solo metro – Roma Metropolitane

A Roma in molti già si chiedono: è utile il percorso battuto dalla nuova linea? La prima annotazione che salta all’occhio confrontando i percorsi della Linea B e della futura linea D, è che seguono un percorso quasi parallelo. Ciò renderebbe sicuramente questa ampia area capillarmente coperta e questo è certamente un bene. Ma se consideriamo che Roma ha ancora troppe zone scoperte dal servizio dei mezzi pubblici, siamo sicuri che coprire al massimo solo una specifica area debba essere la priorità? Portata a completamento la linea D infatti, molti punti di Roma Nord ma soprattutto di Roma Sud-Ovest, rimangono pressoché scoperti dal servizio della metro. Non sarebbe dunque più opportuno concentrarsi sulle zone che ancora si affidano ai soli autobus o ai treni regionali per doversi spostare?

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# La vera urgenza: estendere le altre linee e ridefinire il tracciato della D con molta più attenzione

Piuttosto che sovrapporre linee le une sulle altre, si dovrebbe prolungare le linee esistenti per raggiungere zone totalmente scoperte e pensarne una nuova che copra il quadrante più problematico. Nello specifico, queste le due azioni congiunte che vanno intraprese al più presto:

  • Per risolvere il buco di Roma Nord basterebbe aprire finalmente i cantieri per il prolungamento della Metro A, che, dopo Battistini, possa raggiungere anche Primavalle e Monte Mario, che ancora si affidano al regionale.
  • Mentre una nuova linea va progettata per servire la grande zona coperta dal Municipio XII, che, oltretutto, è un’area particolarmente popolosa e ricca di elementi caratteristici della nostra città.

Bisogna dunque ripensare la programmazione delle nuove metro e trovare un metodo di realizzazione più veloce. Tra questi potrebbero esserci forse collaborazioni con imprese estere, sfruttando magari l’esperienza in campo delle compagnie giapponesi o l’intraprendenza di uomini come Elon Musk. Roma ha bisogno di osare di più: i troppi progetti proposti e mal realizzati sinora, richiedono un radicale cambio d’impostazione. Che, purtroppo, non sembra di vedere all’orizzonte della nuova linea D.

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RAFFAELE PERGOLIZZI

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Raffaele Pergolizzi
Romano, nato il 4 maggio 2003, studio Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo più grande d’Europa, La Sapienza. Appassionato di cultura, innamorato della mia città e del mio Paese. Credo fermamente nell’importanza della partecipazione attiva alla vita pubblica e nell’impegno di ogni individuo per il bene e lo sviluppo della collettività.

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