Roma dovrebbe avere un maxi hub ferroviario di livello mondiale: potrebbe essere questo

Il futuro della circolazione su rotaia a Roma?

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Per arrivare a Roma viaggiando su rotaie, le due stazioni d’approdo principali sono Termini e Tiburtina. Diverse tra loro, offrono possibili percorsi diversi e hanno potenzialità e difetti diversi. E se si avesse a Roma un grande hub ferroviario, che riunisca gli aspetti positivi di entrambe le stazioni e che possa rappresentare un’eccellenza a livello mondiale? Proviamo a immaginarne come potrebbe essere. 

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Roma dovrebbe avere un maxi hub ferroviario di livello mondiale: potrebbe essere questo

# Roma Termini, punti di forza e difetti di una «stazione di testa»

Ph: L35 Architects – Instagram

Roma Termini è la stazione più importante e più grande d’Italia: in Europa è quinta. Con i suoi 32 binari offre un servizio di grande rilevanza ed ha diversi punti forti, primo tra tutti è che, una volta arrivati al piano terra, è facile orientarsi e trovare i binari. Oltretutto, i negozi all’interno della struttura della stazione sono molti e anch’essi facilmente individuabili. Non si può dire lo stesso dei piani inferiori che conducono alle metro: troppo dispersivi e con una segnaletica decisamente poco chiara. Tra gli altri punti deboli della stazione, c’è sicuramente l’eccessiva microcriminalità che gravita dentro e attorno. Infine, essendo Termini una stazione “di testa” con binari per la maggior parte tronchi, non permette ai treni ad alta velocità di passare dalla stazione senza doversi fermare entrando nella stazione stessa, come invece succede nelle stazioni dell’alta velocità praticamente in tutta Europa. Questo fatto, che la accomuna anche alla Centrale di Milano, aumenta i tempi di percorrenza e riduce l’agilità delle linee. 

# Roma Tiburtina, l’avanguardia tecnologica di una «stazione passante»

credits: bnl.it

Roma Tiburtina è tecnologicamente più avanzata rispetto a Roma Termini, seppur più piccola. A differenza di Termini, orientarsi a Roma Tiburtina è più difficile e questo è dovuto al tipo di stazione. Qui infatti i treni non fanno grandi fermate, ma percorrendo binari continui c’è una circolazione quasi senza sosta che obbliga i viaggiatori a percorrere continuamente i sottopassaggi per raggiungere i diversi binari. Questo tipo di stazione è detta “passante” e, se da una parte può creare disagio nell’orientarsi, dall’altra offre un viavai di treni più continuo. Ma analizzati a grandi linee i punti di forza di entrambe le stazioni, è possibile immaginarne una che li comprenda tutti?

# Un grande Hub: il futuro della circolazione su rotaia a Roma?

HauptBanhof di Berlino – @djtrycollins IG

Si potrebbe realizzare a Roma un grande hub ferroviario che riesca ad offrire un’esperienza degna delle grandi stazioni ferroviarie internazionali. Con la stessa vasta gamma di percorsi di Roma Termini, se non più grande, e la stessa modernità tecnologica di Roma Tiburtina, possibilmente con un servizio di vigilanza più efficiente che permetta a qualsiasi viaggiatore di sentirsi sempre al sicuro. E, infine, una struttura che permetta di essere sia “passante” che “di testa“, in modo tale da facilitare il passaggio dei treni ad alta velocità ma rimanendo comunque una grande stazione d’arrivo. Qualcosa di simile a quanto concepito a Berlino con la maestosa HauptBanhof, costruita a croce con livelli differenti per le fermate dei treni tra Nord e Sud rispetto a quelle dei treni tra Est e Ovest. Non solo: la presenza di un hub a metà strada tra Termini e Tiburtina potrebbe generare anche dei collegamenti più veloci in città attraverso una linea ferroviaria urbana. Questa sintesi felice farebbe compiere un rilevante passo in avanti per Roma, rendendo più efficiente la mobilità cittadina e proiettando la Capitale a un ruolo di protagonista nella competizione di livello mondiale.

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RAFFAELE PERGOLIZZI

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Raffaele Pergolizzi
Romano, nato il 4 maggio 2003, studio Storia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo più grande d’Europa, La Sapienza. Appassionato di cultura, innamorato della mia città e del mio Paese. Credo fermamente nell’importanza della partecipazione attiva alla vita pubblica e nell’impegno di ogni individuo per il bene e lo sviluppo della collettività.

5 COMMENTI

  1. La stazione di Bologna Centrale è un esempio di stazione con entrambi i sistemi: binari passanti in superficie, binari passanti sotterranei per l’AV, binari tronchi in due piazzali, Est e Ovest. E’ però un pò caotica. L’ideale lo lascio immaginare ad architetti cha abbiano competenza della funzionalità che deve avere una stazione, come priorità rispetto all’aspetto futuristico che ha per esempio Roma Tiburtina.
    Quanto a Termini, i binari facili da raggiungere sono quelli storici, 22 in tutto, vicini all’atrio. Gli altri 10 sono stati sicuramente “ricavati” in un secondo tempo in fondo alle pensiline, con l’aumento del traffico, un pò alla bell’e meglio, e per raggiungerli devi farti centinaia di metri, e per nulla assistito da una segnaletica che ti fa capire che camminata ti aspetta. Per prendere un treno per Velletri, arrivando da Milano al bin. 7, ho visto sui tabelloni bin. 18; io cammino, arrivo al 16, 17…19. E il 18 dove l’hanno messo?!? Un signore armato di pietà mi ha indicato la strada: 400 metri di marciapiede percorsi in 7 minuti tra il 17 e il 19. Lo stesso vale per il 15 e quello che poteva chiamarsi 21, ma l’hanno chiamato 20 BIS (perché??); oppure: perché non chiamare 14 BIS e 17 BIS quelli esterni che ora si chiamano 15 e 18, che forse da più l’idea che non si trovino accanto a quelli “normali”?. Per i binari 1 e 2 EST, da 25 a 29, sempre una bella passeggiata ma forse più intuibili.
    Per fare l’hub, Sig. Pergolizzi, prima ci vuole il lavoro più duro: che ci siano amministrazioni e pool tecnici competenti; come vede, solo per nominare tre binari, nessuno è riuscito a farlo nel modo più logico possibile e che non confondesse uno straniero. Poi, c’è sempre la spietata analisi costi e benefici, che qui in Italia deve poi fare i conti con quella degli interessi di parte. E infine bisogna trovare dove metterlo l’hub.
    Lei dove la metterebbe a Roma una stazione del genere? In città, dove una stazione deve stare, di spazio non ne vedo; fuori città? ma allora va rifatto tutto il sistema.
    A mio modo di vedere si è perso il treno (è il caso di dirlo) di potenziare adeguatamente Tiburtina con nuovi binari (qualcuno in più ci poteva stare), e non solo rifare la stazione.

  2. Roma, come Milano, è governata da piccolo-borghesi, con corto respiro. E quindi le due città resteranno al palo, come volevasi dimostrare. Anche se Milano con le olimpiadi tenta di fare qualcosa, ma con quale risultato?

    • Ho ben poche attese, perché anche a Milano lavora gente che non saprebbe dare una numerazione a dei binari, visto quello che si vede in giro

  3. Calcolando che Roma ha diecine di metri di strati archeologici, e , a differenza delle città tedesche, non ha subito bombardamenti troppo pesanti vedo difficile trovare nuovi spazi per un nuovo hub ferroviario.

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